Mourinho allontana Ibrahimovic dal Tottenham: "Abbiamo già Kane"

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Alla vigilia della sfida di Champions League, match da non sbagliare contro l'Olympiacos nel gruppo B, il nuovo allenatore degli Spurs respinge l'arrivo di Ibra a gennaio: "Ho un legame unico con lui, ma il suo acquisto non avrebbe senso. Abbiamo l'attaccante più forte d'Inghilterra, uno tra i primi tre al mondo". E non sono mancate parole di stima per Pochettino

"No chance" per Zlatan Ibrahimovic al Tottenham. Corteggiatissimo sul mercato dove è destinato ad animare la sessione di gennaio, il fuoriclasse svedese fa sognare in Serie A ma non José Mourinho. È proprio il nuovo allenatore degli Spurs, già alla guida di Ibra ai tempi dell’Inter e del Manchester United, ad esprimersi sull’eventuale arrivo dell’attaccante classe 1981. Lo ha fatto alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Olympiacos, sfida del gruppo B da non sbagliare per gli inglesi che possono ipotecare il passaggio del turno. "Il legame che ho con Ibrahimovic è unico - ha risposto Mou in conferenza stampa -, abbiamo la stessa passione e ci intendiamo alla perfezione. Non è solo un grande calciatore ma anche un grande uomo. Ma direi no al suo acquisto". Il motivo? La possibile convivenza con Harry Kane, leader del gruppo e centravanti da 175 gol in 269 gare con il Tottenham: "Abbiamo l’attaccante più forte d’Inghilterra e sicuramente tra i primi tre del mondo. L’acquisto Di Ibrahimovic non avrebbe alcun senso". Rifiuto ma parole di stima per il suo ex giocatore: "So bene che, nonostante l’età, potrebbe ancora fare la differenza in qualsiasi squadra. Ma non avrebbe senso prenderlo quando hai già Kane".

"Pochettino? Massimo rispetto, lo chiamerò"

Vittorioso sulla panchina degli Spurs all’esordio contro il West Ham, Mourinho attende il prossimo match in Champions ma ha riservato un pensiero al suo predecessore. Parliamo di Mauricio Pochettino, esonerato prima del suo arrivo: "So cosa prova perché è successo anche a me", riporta Sky Sports che rivela il dialogo tra José e Maurizio, figlio dell’ex allenatore che gioca nell’academy del club. "C'è un periodo in cui la cosa migliore per noi è elaborare i nostri sentimenti - ha proseguito Mou -, poi in un paio di settimane siamo di nuovo aperti al mondo ad abbracciare un periodo diverso nella nostra vita. Voglio rispettarlo. Lo chiamerò? Certo che lo farò". Massima apertura nei confronti di "Poch” da parte del manager del Tottenham: "Ho anche detto ai giocatori di chiamarlo per farlo sentire completamente libero se vuole venire qui ogni volta che vuole. Se vuole venire ad una sessione di allenamento o cenare con i ragazzi, sarebbe perfetto. Se vuole che io sia lì, lo farò, altrimenti se preferisce stare solo con la squadrai faremo così. Voglio solo che lui senta che questa casa gli appartiene". Proprio Pochettino aveva etichettato con il termine "miracolo" l’eventuale vittoria in Champions del Tottenham: "Cambierei la parola con 'molto difficile', ma con questi ragazzi non avrò mai paura di nessuna partita in Champions", ha concluso Mourinho.

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