Calciomercato, i giocatori con contratto in scadenza 30 giugno: cosa succede

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Il 30 giugno scadranno i contratti di 122 giocatori di Serie A, con il campionato in corso. A proposito di questo vincolo è intervenuta la Fifa con un'indicazione, ma restano alcuni nodi da sciogliere. I casi più spinosi riguardano la retribuzione dei giocatori in prestito

E' GIA' CALCIOMERCATO: NUMERI E DATE

Il calciomercato è tecnicamente aperto, perché dal 1° giugno è possibile chiudere operazioni. Il campionato di Serie A sta per ripartire e terminerà ad agosto, ma c'è un tema importante da sviluppare: quello che riguarda i contratti in scadenza al 30 giugno. Un quarto dei giocatori di Serie A è coinvolto in questa vicenda, perché parliamo di 122 calciatori. La fetta più importante è determinata dalle scadenze di contratto (52), poi ci sono dei prestiti secchi (29), ci sono prestiti con diritto di riscatto e alcuni anche con il controriscatto (33), infine ci sono 8 prestiti con obbligo di riscatto. Ma attenzione a quest'ultima categoria: alcuni giocatori sono in prestito con un obbligo di riscatto legato a obiettivi che non è detto che si verifichino entro il 30 giugno, come la lotta per non retrocedere. Anche negli obblighi di riscatto quindi non ci sono garanzie, in questo contesto.

L'indicazione della Fifa

La Fifa ha dato un'indicazione ai giocatori: chi non vuole rimanere in prestito dopo il 30 giugno può fare liberamente questa scelta, ma non può andare in un'altra squadra diversa da quella con cui hai iniziato il campionato perché il mercato dei trasferimenti non è aperto. In Italia, la Federazione ha comunicato le date di scadenza della prossima stagione e probabilmente sposterà tutte le date che sono servite finora ad esercitare le opzioni sui contratti. Prima dello stop per la pandemia, sapevamo che entro il 18 giugno si poteva esercitare la clausola per l'opzione del prestito ed entro il 20 il controriscatto: queste opzioni verranno spostate ad agosto. La Federazione può regolare i prestiti tra squadre italiane, a livello di tesseramento. Ma bisogna trovare l'accordo anche con il giocatore, perché c'è un problema di retribuzione e bisogna risolverlo.

I casi di Kulusevski, Nainggolan, Smalling e Sanchez

Kulusevski il 30 giugno ha la possibilità di impuntarsi e lasciare il Parma per andare alla Juve, dove guadagnerebbe di più. Scelta legittima, all'interno delle regole, ma attenzione: potrebbe andare ad allenarsi ma non a giocare. Stesso discorso per Nainggolan se volesse lasciare il Cagliari per tornare all'Inter.

Altri esempi: Sanchez e Smalling, due giocatori che sono di proprietà di squadre inglesi, guadagnerebbero molto di più se tornassero in Inghilterra. Nel loro caso non solo si dovrebbe trovare l'accordo con i giocatori ma anche con i club di appartenenza, perché la Federazione può intervenire soltanto sui prestiti tra società italiane.

Altri casi spinosi: Ibra e Callejon

Passando ai casi di Ibrahimovic e Callejon: ad oggi l'attaccante rossonero e l'ala del Napoli non rinnoveranno con le rispettive società. Il Milan ha un'opzione sul rinnovo del contratto di Ibra che probabilmente non eserciterà. Andrà a parlare con Ibra e proporgli di giocare solo due mesi? O non prolungherà? Difficile prevederlo. E nel caso di Callejon? Sfumato il rinnovo, il giocatore potrebbe anche decidere di salutare Napoli al primo luglio, con il finale di stagione tutto da giocare e il ritorno degli ottavi di Champions fissato ad agosto. Nodi da sciogliere, la cui soluzione si scriverà man mano, anche a seconda dei risulatti che arriveranno dal campo, che regolano l'umore dei protagonisti

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