Morata: "Non potevo dire di no alla Juventus: qui mi sento a casa, è come una famiglia"

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Parla il nuovo attaccante bianconero: "La mia prima esperienza alla Juve è stata fantastica, è giusto tornare in un posto in cui ti senti a casa. Non potevo dire di no a questo club, spero di rivivere presto il contatto con i tifosi. Pirlo? Se da allenatore è solo il 50% di quello che era da calciatore, significa che faremo grandi cose. Già si vede la sua mano sulla squadra"

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Dopo una lunga ricerca, la Juventus ha trovato il suo nuovo centravanti: Alvaro Morata è tornato in bianconero dopo 4 anni. E l'attaccante spagnolo ha parlato del suo ritorno in Italia ai canali ufficiali del club: "Per me è bellissimo tornare qua, sono sempre stato legato a questa società e sono felicissimo – le sue parole a JTV – Non vedo l'ora di allenarmi insieme ai miei compagni, la mia prima parentesi alla Juve è stata bellissima e ora sono convinto di essere un giocatore migliore, sono cresciuto in tante cose nella mia fida. Non potevo dire di no a questo club, lo sanno tutti. Sono pronto per la Juve, per questa grande squadra e famiglia e penso che quando stai in un posto in cui ti senti a casa hai sempre tanta voglia di tornarci. Mi sarebbe piaciuto vivere il contatto con i tifosi, prometto che quando tutto questo passerà lo faremo. Ma è stato bello ritrovare tutto l'affetto che mi ha sempre dato questa gente e che proverò a ripagare in campo".

"Pirlo? Se fa solo il 50% di quanto fatto da giocatore..."

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Morata ritroverà Pirlo, che ha avuto come compagno di squadra nella sua prima esperienza bianconera: "Una delle più belle della mia carriera – prosegue – In quella squadra c'erano Andrea e tanti altri campioni, se da allenatore è solo il 50% di quello che era da giocatore credo che la squadra farà grandi cose. Ho visto la prima partita e penso che si veda molto la sua mano, non vedo l'ora di essere a disposizione. Ero in contatto con tutti i miei ex compagni di squadra, avevamo un bellissimo rapporto e sono veri amici. Mi mancavano tante cose della Juve, a partire dall'atmosfera che si vive quando vai ad allenarti o scendi in campo. Qui è tutto diverso. Sono onorato di vestire ancora una volta questa maglia, non so quanti gol farò e non me la sento di fare promesse. Ho voglia di correre dappertutto e dare una mano a questa squadra, perché bisogna continuare a vincere".

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