Matias Viña, chi è l’obiettivo di mercato della Roma che piace a José Mourinho

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Il terzino uruguaiano del Palmeiras è la prima scelta di Mourinho per la fascia sinistra: potrebbe ripetere il percorso fatto 24 anni fa da Cafu, che arrivò alla Roma proprio dal club brasiliano. Bacheca da vincente, fa del cross e della corsa i suoi punti di forza

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Cafu nel 1997, Viña nel 2021. A 24 anni dall’ultima volta, l’asse di mercato Palmeiras-Roma è pronto a riattivarsi. Protagonista è ancora un laterale difensivo forte nella spinta. Matías Nicolás Viña Susperreguy (questo il suo nome completo) a differenza del terzino brasiliano che è entrato nella storia del club e nei cuori dei tifosi giallorossi vincendo lo scudetto nel 2001, gioca a sinistra. Arriva dall’Uruguay, per l’esattezza da Empalme Olmos, paesino di 3600 abitanti, e la Roma pensa a lui per sostituire in fascia Leonardo Spinazzola, costretto a un lungo stop dopo la rottura del tendine d'Achille rimediata agli Europei. Esterno dotato di grande corsa e capacità di arrivare sul fondo per crossare, Viña è cresciuto in patria nelle giovanili del Nacional, dove ha esordito in prima squadra nell’aprile del 2017. Gioca in Brasile da gennaio del 2020, quando il Palmeiras lo acquistò per una cifra vicina ai 5 milioni di euro.

Matias Viña marca Leo Messi in Argentina-Uruguay, partita della Copa America 2021 - ©IPA/Fotogramma

Gennaio 2020: quando Viña aveva già sfiorato l'Italia

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Gol, assist e famiglia: chi è Matias Viña

Sempre titolare nelle cinque partite giocate nell’ultima Copa America dall’Uruguay, con la Celeste eliminata ai rigori nei quarti dalla Colombia, Viña ha in bacheca una coppa nazionale del Brasile e la Libertadores. Nato il 9 novembre 1997 da una famiglia di origini italiane, prima della Roma aveva stregato il Milan. Gennaio 2020: il club rossonero cercava un sostituto di Ricardo Rodriguez, diretto al PSV. Il duo Boban-Maldini aveva studiato a lungo il profilo di Viña, preparando anche un investimento da circa 7 milioni di euro per l’80% del cartellino, senza però chiudere l’operazione per portarlo in Serie A. Un anno e mezzo dopo, il calcio italiano torna nel suo destino.

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"Se dimentichiamo da dove veniamo, non sappiamo dove stiamo andando". La frase che appare in cima al suo profilo Instagram è il biglietto da visita ideale per conoscere Matias Viña. Le sfide non gli hanno mai fatto paura, nemmeno quando una brutta frattura alla clavicola nel primo allenamento con le giovanili, a 17 anni appena compiuti, lo aveva frenato. Matias si svegliava alle 5 del mattino per poter svolgere la fisioterapia a Montevideo e senza così perdere nemmeno una lezione a scuola. Il suo valore è venuto fuori in pochi mesi: il 2 aprile 2017 l’esordio in prima squadra in un ko per 3-1 contro il Boston River, la vittoria nel Sudamericano U-20 in Ecuador con la Celeste nello stesso anno. Tasto start di un’ascesa passata per 47 presenze e 5 reti dal suo esordio con la prima squadra del Nacional Montevideo prima di salire sul volo per il Brasile. Non prima però di aver vinto campionato e Supercoppa in Uruguay.

Bacheca da vincente

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A 24 anni da compiere a novembre, Viña ha già in bacheca cinque trofei. Logico pensare che questa caratteristica non sia passata inosservata agli occhi di un vincente come José Mourinho. Fedele al calcio, sempre pronto a portare il sorriso nello spogliatoio, sul campo è un laterale che fa della corsa e della spinta le doti migliori. Sul web alla parola "Viña" sono associati due termini su tutti: gol e assist, figli di un piede educato in grado di inventare sempre cross molto pericolosi. Alla spinta offensiva abbina anche un ottimo fisico da sfruttare in fase difensiva: alto un metro e 81, molto forte nel gioco aereo, è dotato di ottima propensione all’anticipo sull'avversario.

Il Viña social: diario di viaggio della maturazione

Viña non poteva che scegliere un Golden Retriever, razza docile e socievole, come animale domestico. Il cane condivide quasi con Matias la gloria del suo account Instagram, comparendo in tante forme: protagonista in alcuni primi piani, pronto a dare la zampa al suo padrone in prati verdi. Un colore sempre presente, che si tratti di campi di calcio o meno. Il suo account sui social è una sorta di diario di viaggio della maturazione: ci sono la foto con il suo idolo Xavi, i selfie in pullman con tanto di apparecchio per i denti ancora minorenne, gli scatti di annata di un Matias che indossa la sua prima maglia da calcio, con caschetto biondo e sguardo sorridente. C’è il saluto al Nacional del 31 gennaio 2020 (“Ho ricevuto insegnamenti da tutti”), la festa di famiglia esattamente un anno dopo al Maracanà per la vittoria della Libertadores. C’è l’ultimo post, in maglia Palmeiras: Viña è in azione e crossa. “Volta per volta” scrive. O passo dopo passo. Quelli che potrebbero portarlo dal Brasile a Roma. Stessa traiettoria percorsa 24 anni prima da Cafu. La storia – con 218 partite giocate, 8 reti e innumerevoli assist partiti dai piedi del terzino brasiliano – parla chiaro.

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