Inter, Marotta: "Insigne? A gennaio non faremo mercato. Suning resterà"

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L'amministratore delegato nerazzurro a Radio Anch'io sport: "Insigne? Credo che a gennaio non faremo niente, ma monitoriamo la situazione in prospettiva. Il futuro della società sarà con Suning, ci sarà un modello di sostenibilità interna. Il derby è stato uno spot per il calcio, per la lotta scudetto c'è un Milan molto più forte rispetto all'anno scorso. Questione stadio? Tutto procede per il meglio. La Superlega un grande campanello d'allarme"

MILAN-INTER 1-1, GLI HIGHLIGHTS

Il bellissimo derby di Milano, chiuso 1-1 con la firma dell'ex Calhanoglu e il pareggio su autogol di de Vrij, ha soddisfatto Beppe Marotta che in una lunga intervista a Radio Anch'io sport ha parlato anche del futuro della società nerazzurra e di mercato. Partendo da quello che, ormai da mesi, è un nome spesso accostato all'Inter, Lorenzo Insigne: "Siamo omogenei in ogni reparto, credo che a gennaio non faremo niente anche se monitoriamo la situazione in prospettiva". E sul futuro dell'Inter, aggiunge: "Sarà di sicuro con Suning, ci sarà un modello di sostenibilità direi interna. L'obiettivo non è dispensare illusioni, ma garantire l'ambizione del nostro club".

"Il derby è stato uno spot per il mondo del calcio"

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Dopo il derby resta una sensazione agrodolce: "È stato un bellissimo spot per il mondo del calcio, la partita è stata vista in 150 Paesi – racconta Marotta -. È chiaro che resta il rammarico per non essere riusciti a vincere, merito anche dell'avversario. La lotta scudetto? Siamo in una fase altamente interlocutoria del campionato, la differenza è rappresentata dal fatto che il Milan è cresciuto nell'era Pioli e sta giocando un ruolo di primo piano, dobbiamo prenderne atto".  

"Stadio? Comunione d'intenti col Sindaco. Superlega campanello d'allarme"

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Infine, Marotta parla anche della questione stadio e della Superlega: "Per lo stadio le cose stanno procedendo nel verso migliore, c'è una grande comunione d'intenti con il Comune di Milano e il sindaco Sala, auspico che si possa partire quanto prima. Superlega? È nata come grande campanello d'allarme di un modello che non garantiva più sostenibilità e continuità. Questo campanello d'allarme deve portare a un modello europeo che garantisca il rischio d'impresa sia per i calendari che per la distribuzione dei compensi. Il calcio europeo è un calcio che rende ed è giusto che i club vengano presi in considerazione", conclude l'amministratore delegato nerazzurro.

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