
Calciomercato, bilanci delle squadre tra acquisti e cessioni negli ultimi 10 anni
Uno studio dell'Osservatorio del CIES ha classificato le squadre europee con il miglior saldo netto tra acquisti e cessioni, nel periodo 2010-2019. Tanti club francesi nella top20, ma anche tre italiane che hanno dimostrato di saper comprare bene e vendere ancora meglio
LE SQUADRE CHE HANNO SPESO DI PIU' IN EUROPA

Giocatori sconosciuti scoperti e rivenduti a cifre da capogiro, talenti cresciuti in casa e ceduti a peso d'oro. Due le strade principali che consentono di fare plusvalenze e avere bilanci in attivo. Di seguito la classifica di chi, percorrendole, ha fatto più soldi negli ultimi 10 anni

20° posto) MAINZ: +36 mln. Stagione di Bundesliga partita male, con l’ultimo posto in classifica. A salvarsi è il bilancio, tra i migliori in Europa grazie a investimenti sempre mirati, senza nessuna spesa folle e cogliendo le occasioni: Diallo preso a 5 mln e rivenduto un anno dopo a 28 è l’esempio più classico

19° posto) REAL SOCIEDAD: +37 mln. Un “grazie” a Madrid, per come ha alimentato le casse del club negli ultimi anni. All’Atletico, per i 54 mln versati per Griezmann, al Real per i 32 di Illarramendi e i 30 di Odriozola, le tre cessioni top nella storia del club. Piccolo particolare: trattandosi di tre giocatori cresciuti nel vivaio, fanno quasi 120 milioni “netti”

18° posto) ANGERS: +44 mln. Attualmente primo in classifica in Ligue1, insieme a Psg, Rennes e Nizza. Bilancio in attivo che ha un significato ancora maggiore se si pensa che il club ha iniziato solo da tre stagioni a fare operazioni di un certo livello. Tutto ha avuto inizio con la cessione di Pepé (cresciuto nel club) al Lille, per 10 mln. Vedremo come poi il Lille abbia saputo fare ancora meglio…

17° posto) NIZZA: +51 mln. Seri, pagato un milione e rivenduto a 30 al Fulham, è la migliore operazione del club in questi anni. “Cancellata” dal passivo di 30 mln con cui si è chiusa l’ultima sessione di mercato, ma sommata a tante altre piccole plusvalenze dell’ultimo decennio, che consentono al Nizza di entrare nella top20

16° posto) RENNES: +62 mln. Ha il merito di aver cresciuto Dembelé, venduto per 15 mln al Borussia Dortmund (nulla rispetto ai 125 che i tedeschi incasseranno un anno dopo dal Barcellona). Il resto del tesoretto è frutto di mercati ordinati e piccole operazioni, a parte la “follia” del 2017 per Sarr, pagato 17 mln. Ma appena rivenduto a 30: chiamatela pianificazione…

15° posto) VILLARREAL: +65 mln. Spesso al centro di operazioni di mercato interessanti, come la cessione di Bakambu in Cina per 40 mln (dopo averlo pagato 7.5) o quella di Bailly al Manchester United (38 mln, pagato 6). E ancora: Vietto e Rodri all’Atletico Madrid (quest’ultimo prodotto del vivaio rivenduto a 25 mln), Pablo Fornals al West Ham per 28 mln, Castillejo e Musacchio al Milan…

14° posto) TOLOSA: +66 mln. Gignac, Aurier, Capoue, Ben Yedder… vengono tutti da qui e hanno regalato buone plusvalenze al club

13° posto) BORDEAUX: +77 mln. Attivo di 26 mln nell’ultima sessione, ma il grande colpo risale a un’estate fa, con quel Malcom pagato 5 milioni e rifilato al Barcellona per 41. Giusto per confermare l’ottimo lavoro dei club francesi

12° posto) SAINT-ETIENNE: +81 mln. Vengono da qui Ghoulam, Matuidi, Malcuit. Ma anche Aubameyang, scaricato dal Milan e pagato meno di 2 mln, poi rivenduto a 13 al Borussia Dortmund. Ultimo mercato chiuso in attivo di 45 mln

11° posto) SIVIGLIA: +86 mln. Nell’ultima sessione un importante passivo di 52 mln, nonostante gli introiti dalle cessioni di Ben Yedder (40 mln dal Monaco, era stato pagato meno di 10) e di Pablo Sarabia al Psg (18 mln, pagato 1). La capacità del club di vendere bene non si discute: tra gli esempi degli ultimi anni Vitolo all’Atletico Madrid per 36 mln (pagato 3), altri 36 dal Barcellona per Lenglet (pagato 5), Nzonzi alla Roma per 27 (pagato 8)

10° posto) ESPANYOL: +95 mln. Nella stagione 2017/2018 bilancio in negativo su cui pesava soprattutto l’acquisto di Mario Hermoso dal Real, per 12.5 milioni. Un investimento, se visto oggi, con la cessione all’Atletico Madrid per il doppio (25 mln). Nessuna spesa folle, tanta programmazione

9° posto) ATALANTA: +109 mln. L’esempio di come si possano far convivere risultati e bilancio in ordine. La capacità della Dea di valorizzare i talenti del proprio ricchissimo vivaio è nota ormai da anni. Recentemente, i nerazzurri hanno dimostrato anche ottima capacità di individuare sul mercato giocatori poco noti, trasformandoli presto in pezzi pregiati

8° posto) MONTPELLIER: +111 mln. Nel 2010 compra Giroud per 2 mln, rivendendolo due anni dopo all’Arsenal per 12. Non una plusvalenza monstre, ma il classico esempio di come lavora il club francese, che anno dopo anno, attraverso piccoli “attivi”, si è creato un tesoretto da oltre 100 mln. Mai un bilancio in rosso nell’ultimo decennio

7° posto) ATHLETIC BILBAO: +114 mln. Una buona fetta di tanto attivo è merito di Kepa, portiere cresciuto nel vivaio e ceduto al Chelsea per la cifra-record di 80 mln. Senza dimenticare Laporte al Manchester City (65 mln, anche lui cresciuto nel club) e Ander Herrera allo United (36 mln, costato 7.5)

6° posto) HOFFENHEIM: +139 mln. Joelinton al Newcastle per 44 mln (pagato 2), Demirbay al Bayer Leverkusen per 32 mln (pagato 4.7), Schulz al Borussia Dortmund per 25.5 mln (pagato 3). Fanno, solo in quest’ultima sessione, 100 mln in entrata a fronte dei 10 spesi negli anni scorsi. Ma il grande colpo del club si chiama Robert Firmino: scoperto e pagato 4 mln alla Tombense, rivenduto al Liverpool per 41

5° posto) UDINESE: +169 mln. Storicamente, in Serie A, il club specializzato nello scovare giocatori stranieri semisconosciuti e nel valorizzarli: Sanchez, Allan, Asamoah, Isla, Armero, Basta, Inler… Una tendenza cambiata negli ultimi anni (nell’ultimo triennio il giocatore venduto meglio è l’italiano Meret, per 22 mln al Napoli), ma sempre con un occhio al bilancio

4° posto) LIONE: +174 mln. Da anni “rifornisce” le big d’Europa con i suoi campioni venduti a peso d’oro. Gli ultimi Ndombelé al Tottenham (60 mln, pagato 8 un anno fa) e Mendy al Real Madrid (48 mln, era stato pagato 5). Altri esempi? Lacazette (all’Arsenal per 53 mln), Tolisso (al Bayern per 41.5), Umtiti (al Barcellona per 25). Tutte entrate “nette”, se si considera che erano prodotti del vivaio…

3° posto) GENOA: +193 mln. Sul podio, prima tra le italiane. Merito di operazioni come quella che ha portato Piatek al Milan in cambio di 35 mln, pochi mesi dopo che era stato comprato per 4.5. O Romero alla Juventus: 26 mln, pagato poco più di 4. Specializzati in attaccanti, i rossoblù: Pellegri (dal vivaio al Monaco per 21 mln), Simeone (“scommessa” da 5 mln, rivenduto a 17 alla Fiorentina), Pavoletti (pagato 3, rivenduto a 18 al Napoli)

2° posto) MONACO: +215 mln. Basterebbe la cessione di Mbappé al Psg (cresciuto nel vivaio e rivenduto per 180 mln) a giustificare una simile plusvalenza. Da anni re di questo genere di mercato, il Monaco è specializzato nel vendere i suoi pezzi pregiati a grandi cifre: Lemar all’Atletico Madrid (70 mln, pagato 4), Mendy e Bernardo Silva al Manchester City (venduti rispettivamente a 57.5 e 50 mln, pagati 13 e 16), Martial al Manchester United (60 mln, pagato 5). E anche quando ha comprato da altre botteghe costose (come James Rodriguez dal Porto, per 35 mln), ha poi rivenduto meglio (per 75 mln al Real Madrid)

1° posto) LILLE: +249 mln. Due anni fa Pepé valeva 10 milioni di euro, acquistato dall’Angers dopo una stagione chiusa con 3 reti in 33 partite di Ligue1: 35 gol dopo (in 74 partite), il Lille l’ha rivenduto all’Arsenal per 80 mln. Solo un esempio di come nasce il primato del club francese, che da un decennio colleziona plusvalenze. Tra queste, anche quella regalata da Eden Hazard, campione cresciuto nel vivaio e rivenduto al Chelsea per 35 mln