IL PERCORSO. La terza grande corsa a tappe di stagione al via sabato si conferma gara per arrampicatori. Per ripetere il successo del 2010 e bissare quello al Giro, Nibali dovrà affrontare un percorso duro e spettacolare. C'è anche il "mostro" Angliru
Salite, salite e ancora salite. Già di per sé la Vuelta ha tradizione di essere corsa per scalatori, ma questa volta gli organizzatori si sono impegnati per renderla durissima. Il culmine sarà alla fine, con il Mortirolo iberico, l'Angliru, da scalare -
Nibali sfida gli spagnoli per una doppietta storica
A salire si inizia subito dalla 2a tappa (Pontevedra - Alto Do Monte Da Groba, 177,7 km). Il percorso è pianeggiante fino al finale, ma l'arrivo è in cima a 11 km al 6,5% di pendenza media, con punte del 10% nella prima parte e ultimi due km molto duri -
Nibali sfida gli spagnoli per una doppietta storica
Le montagne vere torneranno nell'8a tappa (Jerez De La Frontera – Estepona, 166,6 km), dove il gruppo si cimenterà con le montagne dell'Andalusia. Nei 14 km finali si passerà dai 20 ai 980 metri, una salita terribile nella prima parte e poi più regolare -
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Con il classico percorso “mangia e bevi”, anche la 9a tappa (Antequera - Valdepeñas De Jaén, 163,7 km) non sarà certo una passeggiata. I saliscendi sono concentrati soprattutto nel finale e anche l'ultimo chilometro è all'insù -
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Nella 10a frazione (Torredelcampo - Güéjar Sierra, 186,8 km) le salite impegnative nel finale saranno due, entrambe terribili: la prima ha punte del 15% di pendenza, la seconda - e proprio in prossimità dell'arrivo - addirittura del 18% -
Nibali sfida gli spagnoli per una doppietta storica
Gli organizzatori hanno saputo rendere interessante anche le tappe in apparenza interlocutorie. La 13esima (Valls - Castelldefels, 169 km) segnerà l'avvicinamento ai Pirenei, ma a metà presenta la salita del Rat Penat: 4,3 km al 10,6% medio e 16% max -
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Il giorno dopo, la 14esima tappa (Andorra - Collada de la Gallina, 155,7 km) sarà una delle più dure: non solo per le quattro salite, ma specialmente per l'altitudine, che porterà gli atleti fino a 2.410 metri sul livello del mare -
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Lunga e con un bel po' di passaggi in quota, la seconda frazione pirenaica, la 15a (Andorra - Peyragudes, 224,9 km) arriverà su una salita non impossibile, quella del Peyragudes: lì Valverde vinse la sua ultima tappa al Tour de France -
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La 16esima frazione (Graus - Aramón Formigal, 146,8 km) si presterà più alle fughe da lontano che alla lotta tra gli uomini di classifica. I passi pirenaici lungo il percorso non sono proibitivi, così come l'arrivo, ancora una volta in salita -
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Un arrivo ormai tradizionale e dove lo spettacolo non manca mai. Quello della 18esima tappa (Burgos - Peña Cabarga, 186,5 km) sarà un test decisivo per la maglia roja e Rodriguez, che vinse a Peña Cabarga nel 2010, spera -
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La 19esima tappa (Oviedo - Alto Naranco, 189 km) vivrà soprattutto dell'avvicinamento all'ultima frazione di salita e al temuto Angliru. Ancora una volta sarà l'occasione per qualche fuga, ma ancora una volta l'arrivo è all'insù -
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Eccolo il “mostro” che potrà rivoluzionare la classifica all'ultimo giorno. L'Angliru sarà il culmine della 20esima tappa (Avilés - Alto de L´Angliru, 142,2 km) e di una Vuelta tutta per scalatori: 12 km al 10,5% medio e con un punto al 23,5% -
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