"Se avessi il potere di cambiare, modificherei i calendari e non correrei a luglio e agosto nei luoghi più caldi". Tadej Pogacar, maglia gialla al Tour de France, in conferenza stampa ha detto di essere molto preoccupato per i cambiamenti climatici che stanno producendo i loro effetti anche sull'edizione 2026 della Grand Boucle: "È stata avanzata una proposta secondo cui potremmo partire alle dieci, ma per me non cambierebbe nulla perché si arriverebbe nel pieno del caldo"
Il caldo asfissiante è un problema sempre più attuale, in tutta Europa ma in particolar modo in Francia. Per questo la nona frazione del Tour de France, da Malemort a Ussel, è stata accorciata di circa 30 km. Le temperature medie di questo tour sono state di 35 gradi, creando non pochi problemi al gruppo. A parlare dell'argomento in conferenza stampa è stato Tadej Pogacar: "Se avessi il potere di cambiare tutto, modificherei i calendari, non correrei a luglio e agosto nei luoghi più caldi. Ieri è stata avanzata una proposta secondo cui potremmo partire alle dieci, ma per me non cambierebbe nulla perché poi si arriverebbe nel pieno del caldo. Ad esempio, oggi siamo arrivati e abbiamo concluso con temperature molto più fresche rispetto alla partenza. Quindi bisognerebbe partire alle otto o alle nove del mattino, o anche prima. Penso che il corpo possa adattarsi anche a questo: svegliarsi alle cinque del mattino e affrontare una tappa alle otto. La nostra squadra ha gestito piuttosto bene questo caldo, abbiamo fatto un ottimo lavoro per raffreddare il nostro organismo e sono abbastanza soddisfatto di come è andata".