LA FOTOGALLERY. A 19 anni, il talento della Red Bull ha battuto ogni record di precocità. La ribellione in Messico e lo scambio di battute al veleno con Vettel sono solo le ultime vicende che hanno come protagonista il controverso pilota olandese, tanto veloce quanto duro e determinato. E i 'nemici', in pista e fuori, aumentano sempre di più
Max Verstappen è l'uomo del momento. "Non è importante che si parli bene o male, l'importante è che si parli di me". E' questo il suo concetto legato alla Formula 1. Il figlio d'arte ci sta riuscendo: da quando è al volante della Red Bull, non si parla che di lui. E non solo per i 177 punti in campionato, il trionfo conquistato in Spagna, i sei podi e il sesto posto nel Mondiale -
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Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 5 maggio, quando la Red Bull retrocede in Toro Rosso Daniil Kvyat a causa del suo incidente nel GP di Russia, promuovendo il 18enne Verstappen -
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L'esordio è da incorniciare. Max, che con la Toro Rosso aveva centrato al massimo due quarti posti, vince il GP di Spagna, resistendo all'assalto delle due Ferrari di Raikkonen e Vettel. A 18 anni e 227 giorni, diventa il pilota più giovane ad aver mai vinto un Gran Premio -
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In Ungheria, Verstappen dà il primo saggio del suo talento, ma anche di un carattere non certo amichevole. Il duello con Kimi Raikkonen è all'arma bianca: il finlandese prova in tutti i modi a passare la Red Bull, ma il giovane olandese non lascia strada e chiude quinto. "Ho visto penalizzare gente per molto meno", attacca il ferrarista. "Ho guidato duro, mi sono solo difeso", la replica di Max -
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Nel GP di Germania, Max si inserisce prepotentemente nella lotta al titolo fra Rosberg e Hamilton. Dopo l'ennesimo duello senza esclusioni di colpi, è il tedesco della Mercedes ad avere la peggio, con una penalizzazione per aver spinto fuori pista Verstappen al 29° giro. "Lui ha fatto una cosa proibita e hanno penalizzato me, non ci posso credere", le parole di Nico al termine di quel GP, chiuso 4° proprio dietro a Verstappen -
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Max combina un'autentica frittata al via del GP del Belgio, quando una sua manovra aggressiva all'interno della prima curva provoca un contatto tra le due Ferrari di Vettel e Raikkonen. Esplodono veementi le polemiche -
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A fine gara, Max rincara la dose: "Non credo di aver nessuna colpa. Io sono stato vittima, loro mi hanno tolto spazio e mi sono venuti addosso. Loro sono stati aggressivi con me e mi hanno distrutto la gara. Io poi non volevo lasciarli passare perché mi avevano distrutto una gara". Kimi invece tira le orecchie al giovane collega: "Va bene essere competitivi ma così non è corretto, non puoi correre così" -
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Su Verstappen arrivano critiche da tutti i fronti. Jacques Villeneuve sostiene che il ragazzo è troppo aggressivo e protetto dalla Fia, che ne vuole fare una stella. La replica di Max è tremenda: "Villeneuve dovrebbe star zitto, guardare a se stesso e alle cose che ha fatto durante la sua carriera. Lui ha ucciso una persona”, ha detto l’olandese riferendosi ad un incidente che vide protagonista Villeneuve nel 2001, in cui un commissario di percorso, Graham Beveridge, morì in seguito ad un colpo alla testa ricevuto da una ruota staccatasi dalla vettura del canadese -
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Non le ha mandate a dire nemmeno Niki Lauda, boss della Mercedes: "Se Verstappen crede di avere ragione per l'incidente in Belgio, è da reparto di psichiatria...". Durissima la replica di Max: "Dovrei andare dallo psichiatra? Allora Lauda dovrebbe accompagnarmi..." -
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Totalmente diverso l'approccio da parte di Charlie Whiting, Direttore di corsa, che subito prima di Monza, ha incontrato Verstappen per un "ammonimento gentile", come lo ha definito il boss della Red Bull, Christian Horner -
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Polemiche senza esclusioni di colpi anche a Sepang, dopo il contatto provocato da Vettel in partenza. "Seb è matto, è andato contro contro Rosberg come un idiota!", il team radio di un furente Verstappen -
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Arriviamo infine in Messico. Vettel tallona Verstappen a caccia del podio, l'olandese taglia una chicane e dal suo box gli viene comunicato di lasciare la posizione al ferrarista. Max ignora l'ordine e prosegue la sua gara, venendo penalizzato a fine GP -
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Vettel, completamente fuori di sé, non le manda a dire al collega e subito dopo il traguardo, si avvicina minaccioso: "Non si fa così", lo ammonisce. Un gesto che ricorda quello fatto da Senna a Schumacher a inizio anni Novanta (Foto Twitter) -
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Verstappen non ci sta e replica prontamente al tedesco. A fine gara, le sue parole sono al veleno: "È davvero un idiota, il suo comportamento è stato veramente ridicolo. Criticate me? Bisogna criticare lui. È solo un grande frustrato, non so quante volte abbia usato un linguaggio scurrile in gara e nei team radio. Farebbe meglio a tornarsene a scuola." (Foto Twitter) -
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Non pago, Verstappen rincara la dose su Twitter, definendo "ridicolo" il finale. "Le regole dovrebbero essere uguali per tutti", ha scritto. In attesa dei due capitoli finali di questo 2016, dove Verstappen potrebbe scrivere ancora qualche storia davvero interessante (Foto Twitter) -
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