GP Usa, prove libere: Hamilton spinge, Verstappen punge mentre la Ferrari spera

Formula 1

Carlo Vanzini

Hamilton spaziale, il pilota della Mercedes si prende entrambe le sessioni di libere, anche se sul giro secco Verstappen è lì. E' stato un venerdì anomalo per la Ferrari e Vettel, il tedesco ha chiuso con il terzo tempo ma nessuna simulazione di passo gara per lui

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Partiamo dalla speranza e dalla serenità di Vettel dopo le prove libere: “È stato un venerdì confuso, ma la macchina è veloce e quindi siamo sereni”. Secondo nella prima sessione e terzo nella seconda, ma con problemi di pedale “spugnoso” e quindi a lungo fermo ai box nella seconda sessione, risultato? Nessuna simulazione di passo gara per Vettel e quindi impossibile giudicare questo aspetto. Sulla simulazione del giro veloce invece è lì e si giocherà la prima fila. Prenderà tutte le occasioni a disposizione, se ce ne saranno, per tenere viva la speranza almeno finché non canterà il soprano (ossia quando finisce l’opera). La simulazione gara di Raikkonen è apparsa sottotono rispetto sia a Mercedes sia a Red Bull, ma Ferrari e Raikkonen ci hanno abituato a trovare sempre qualcosa in più al sabato e alla domenica.

Hamilton dal suo lato sembra ormai in modalità spaziale, dopo aver visitato la NASA, sembra che nessuno posso farlo scendere dalla luna. C’è però zanzarina in zona, alias Max Verstappen, non lontano sul giro secco e addirittura più veloce nella simulazione qualifica. Resta il dubbio della scelta Red Bull, se prendersi penalità qui per la sostituzione del motore aggiornato o aspettare il Messico. Max spinge per aspettare, sente aria di vittoria, Red Bull vorrebbe rispettare il programma. Nulla vieta di disputare la qualifica così e decidere dopo il da farsi.

Verstappen è stato rinnovato per altri tre anni con Red Bull, Ricciardo non l’ha presa benissimo e forse chiederà spiegazioni e il rinnovo anche lui, a meno che non abbia già in mente un sedile Mercedes o Ferrari. Certo, se sentite le dichiarazioni di oggi, Ferrari avesse tenuto ancora aperta la situazione di Raikkonen, probabilmente non avrebbe faticato a prendersi l’australiano già per il 2018. Non la situazione ideale per Vettel, ma per vincere il costruttori, il campionato al quale tengono di più i teams, servono due punte che si punzecchiano, almeno fino a quando non hai una macchina assolutamente dominante, come è stato nell’era Schumacher e come Ferrari sta cercando di riproporre gettando le basi per una nuova era Rossa.

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