Formula 1, Hamilton e Bottas: le storie dei piloti Mercedes

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Ivano Pasqualino

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I due piloti della Mercedes sono tra i principali candidati per la vittoria del Mondiale 2018. Da una parte c'è l'istinto della rockstar Hamilton, campione del mondo in carica e autentico uomo copertina. Dall'altra c'è il riflessivo Bottas, che non vuole più fare il gregario: "Nessuno è imbattibile, quest'anno ci provo"

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Il fuoco e il ghiaccio possono coesistere. Eccome. Possono convivere nello stesso ambiente, persino nella stessa scuderia. Hamilton e Bottas ne sono la dimostrazione. Lewis è una rockstar che ama prendersi la scena dentro e fuori la pista, Valtteri studia da campione e sa che prima o poi arriverà il suo momento. L’istinto contro la razionalità. La Mercedes gode di un assetto piloti superlativo, tra le migliori coppie nella storia della Formula 1. La vittoria sia del titolo piloti sia del titolo costruttori (una doppietta che dura ormai da quattro anni), è la dimostrazione che il lavoro di Toto Wolff e del suo team continua a dare frutti prelibatissimi. Andiamo a conoscere meglio le storie di Hamilton e Bottas, due candidati alla vittoria del titolo 2018.

LEWIS HAMILTON

Il destino da velocista lo aveva impresso già nel nome. Sulla carta di identità il nome completo di Hamilton è "Lewis Carl". Letto al contrario, salta fuori Carl Lewis, il "figlio del vento", uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, vincitore di 10 medaglie olimpiche tra il 1984 e il 1996. Anche Hamilton ama sentire il vento che scorre alle sue spalle, che soffia forte, mentre lo sfida faccia a faccia a tutta velocità. Non importa se a bordo di una Formula 1 o in sella alla sua adorata MV Agusta Dragster LH44 (una moto da 140 cavalli). L’importante è correre e allo stesso tempo lasciar scorrere. Scorrere come i sogni di gloria nella sua testa, scorrere come il sangue nelle vene che fa battere il cuore al ritmo del motore. Uno dei segreti di Lewis è proprio questo: sembra che riesca sempre a far scorrere alle sue spalle tutta la pressione che lo circonda. Riesce a farsi scivolare addosso tutti i flirt famosi che gli vengono accreditati, tutti i casi di esuberanza che lo contraddistinguono, tutte le invidie che lo assediano. Hamilton corre via a tutta velocità di fronte alle polemiche. Sgomma lontano dalle scorie, cercando di lasciare meno segni possibili. In molti pensavano che la vita spericolata di Lewis, vera rockstar contemporanea, avrebbe potuto compromettere i suoi risultati in pista. Invece quando il 33enne britannico indossa il casco, riesce a isolarsi dal resto del mondo e a pensare solo all’acceleratore da accarezzare dolcemente.

Da Roscoe ad Achille: il mondo di Lewis

Dalle carezze in pista a quelle fuori dalla pista con i cani Coco e Roscoe, due dolcissimi bulldog inglesi, inseparabili amici di Lewis e star del web al punto da avere un account personale su Instagram con 142mila follower. E poi l’impegno politico, il ruolo da ambasciatore dell’Unicef, le tante opere di bene e la lotta in difesa dei diritti umani, quasi a ricalcare le orme di un altro straordinario campione come Muhammad Ali. Perché la vita di Lewis, per quanto si possa pensare, non è fatta soltanto di belle donne, copertine e jet privati. Hamilton è un campione dentro e fuori la pista. Quest’anno sarà nuovamente l’uomo da battere per il titolo, condannato a confermarsi campione del mondo: troppo "figo" per non vincere. Dopo aver raggiunto Alain Prost e Sebastian Vettel con 4 Mondiali vinti, adesso Lewis punta Fangio a quota 5, per poi lanciarsi all’assalto dell’imperatore Michael Schumacher, primo con 7 titoli. Raggiungerlo sarebbe un risultato epico. Già, epico, come uno dei personaggi che tanto ricorda Lewis per aspirazione e coraggio: il leggendario Achille. L’eroe dell’Iliade non combatteva per soldi, non combatteva per donne, non combatteva per motivi politici. Achille combatteva perché era convinto che solo conquistando la gloria fosse possibile diventare per sempre immortali. Proprio come Hamilton, destinato a diventare un eroe epico della Formula 1.

I numeri di Hamilton

Impressionanti le statistiche di Lewis Hamilton, che ha esordito in Formula 1 nel 2007.

- In carriera vanta 62 vittorie e 72 pole (record) in 205 GP

- È diventato il primo pilota nella storia della F1 a conquistare almeno 10 vittorie in una singola stagione per tre volte diverse, peraltro arrivate tutte in anni consecutivi.

- Nel 2015 e nel 2016 ha conquistato 17 podi stagionali, eguagliando il record già stabilito da Michael Schumacher (2002) e Sebastian Vettel (2011).

- È arrivato a 11 anni consecutivi con almeno una pole, la seconda striscia più lunga di sempre (primo Michael Schumacher con 13 dal 1994 al 2006).

- È arrivato a 11 stagioni consecutive con almeno una vittoria: è la seconda striscia più lunga di tutti i tempi, dietro solo alle 15 di Michael Schumacher.

- È il pilota che ha conquistato la pole position in più GP differenti (23) e più circuiti differenti (25).

- Ha vinto su 24 circuiti differenti, un nuovo record all-time superando Michael Schumacher fermo a 23.

- È il secondo pilota ad aver conquistato il podio su più circuiti diversi: è arrivato tra i primi tre in 27 autodromi differenti, come Michael Schumacher e meno solo dei 29 di Prost.

- Detiene il record all-time di 18 GP consecutivi con almeno un giro in testa, stabilito nel 2015 superando una striscia di 17 gare di Jackie Stewart che resisteva dal 1970.

- Ha concluso l’87,3% dei GP a cui ha preso parte. Detiene la percentuale più alta tra i 68 piloti che nella storia hanno corso almeno 100 GP in carriera.

- È andato a podio nel 56,6% delle gare in cui ha partecipato, addirittura il 70,5% da quando è in Mercedes.

- È il pilota con più punti in carriera (2580) nella storia della F1.

- È diventato il secondo pilota di sempre ad arrivare a 100 GP al comando in carriera.

- È diventato il secondo nella storia a superare quota 3000 giri in testa (anche qui dietro Schumacher).

- Hamilton ha raggiunto a quota quattro titoli iridati Prost e Vettel. Davanti a lui restano solo Fangio (5) e Michael Schumacher (7). 

VALTTERI BOTTAS

Sguardo impenetrabile e occhi di ghiaccio. Questo è Valtteri Bottas, il nono pilota finlandese nella storia a partecipare al Mondiale di Formula 1. Una dinastia, quella finlandese, fatta di grandi campioni e grandi uomini, come Mika Hakkinen, Kimi Raikkonen, Heikki Kovalainen e Keke Rosberg (padre di Nico, che ha corso però con licenza tedesca). Prima di parlare di cosa è stato Bottas alla Mercedes, sarebbe curioso parlare di cosa sarebbe potuto essere Bottas alla Ferrari. Già, perché Bottas poteva essere l’erede di Raikkonen alla Ferrari. Quando il futuro di Kimi era ancora incerto, l’ipotesi di un "passaggio di testimone finlandese" tra Raikkonen e Bottas sembrava possibile. Soprattutto perché Valtteri, per quanto fosse un pilota emergente, mostrava già importanti segni di maturità durante la sua lunga esperienza alla Williams, durata dal 2012 al 2016. Non a caso fu scelto personalmente da Frank Williams nel 2010 quando aveva solo 21 anni. I piloti finlandesi sono, per tradizione, molto bravi su pista asciutta e insuperabili sul bagnato. Si tratta di una caratteristica molto speciale che acquisiscono nel corso della vita, guidando sulle strade innevate e scivolose della Finlandia.

La dinastia finlandese

Claire Williams, figlia di Frank, ha affermato prima del passaggio di Bottas alla Mercedes in un'intervista ad Autosport: "È normale che i top team stiano prendendo in considerazione Bottas, essendo uno dei giovani più talentuosi del gruppo, ma ha iniziato la carriera con noi e da entrambe le parti c’è un impegno al 100% per il futuro". Così non è stato. Il 16 gennaio 2017 Valtteri Bottas viene ufficialmente annunciato come pilota Mercedes per sostituire Nico Rosberg, ritiratosi dopo essere diventato campione del mondo. Correrà al fianco di Hamilton, pilota agli antipodi rispetto a Valtteri. Mai sopra le righe Bottas, istrionico per eccellenza Lewis. Preciso e razionale Bottas, istinto e imprevedibilità Hamilton. I due, forse proprio per questa loro diversità, convivono senza attriti particolari in Mercedes. Ma nel 2018 Bottas, dopo una prima stagione di ambientamento, è pronto a lanciare la sfida al compagno di scuderia. Come ha dichiarato in un’intervista a Sky Sport: "Hamilton? Nessuno è imbattibile, quest'anno ci provo". E proprio il 2018 potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione di Bottas, che nel 2017 ha chiuso la stagione al terzo posto della classifica piloti con 305 punti e tre vittorie. La dinastia finlandese è pronta a tornare al potere.

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