Formula 1, video highlights del GP di Germania (Hockenheim)

Formula 1

Nella gara più bella e pazza della stagione, complice la pioggia, è arrivata una strepitosa vittoria di Verstappen. Ma il capolavoro lo fa Vettel, che scatta ultimo e arriva secondo. Kvyat va sul podio e festeggia così la nascita della piccola Penelope. A muro Leclerc e Bottas, Hamilton viene salvato dopo una prova caotica dalla doppia penalità alle Alfa Romeo di Raikkonen e Giovinazzi: chiude undicesimo, diventa nono e va in zona punti. La F1 torna domenica 4 agosto con il GP d'Ungheria: diretta esclusiva Sky Sport F1

TURRINI: "VETTEL, SECONDO POSTO CHE VALE UNA VITTORIA

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LECLERC, L'INCIDENTE COSTATO LA GARA IN GERMANIA

HAMILTON: "UN VERO DISASTRO, SBAGLIATA LA TATTICA"

La gioia infinita di Max Verstappen e il sorriso ritrovato di Sebastian Vettel. Finisce così la corsa delle sorprese ad Hockenheim sconvolta da una pioggia tanto infida quanto intermittente: un Gran Premio di Germania che alla bandiera scacchi premia la prestante Red Bull del giovane e terribile olandese, ma soprattutto la Ferrari del quattro volte campione del mondo che dopo il disastro delle qualifiche riesce a rimontare dall'ultima alla seconda posizione di fronte al suo pubblico e a pochi chilometri da casa. Niente da fare invece per Charles Leclerc, tradito dall'asfalto scivoloso e fuori a metà gara. In pista peggio è andata alla Mercedes fuori all'ultimo con Valtteri Bottas in lotta per il podio e solo undicesima con Lewis Hamilton frenato da una serie di contrattempi tra uscite di pista e penalità. Nel post gara, però, la penalità di 30 secondi inflitta ad entrambe le Alfa Romeo, ha portato in zona punti il britannico leader del Mondiale. Grande festa per la Toro Rosso e Daniil Kvyat, il pilota russo cresciuto a Roma che a poche ore dalla nascita della prima figlia, Penelope, ha conquistato un gran terzo posto per una domenica che non dimenticherà facilmente. Fa festa anche Robert Kubica: la penalità dell'Alfa gli ha consegnato il primo storico punto di questa stagione.

Classifica piloti

Classifica Costruttori

Semaforo verde ritardato e la partenza

Che sarebbe stata una gara all'insegna del caos e dell'imprevedibile per la pioggia battente lo si era capito fin dal via. Un semaforo verde ritardato, con una partenza regolare sulla griglia quasi inaspettata dopo diversi giri dietro alla safety-car per motivi di sicurezza, che sembrava dare il 'la' al solito monologo Mercedes con lo scatto di Hamilton subito al comando. Un copione già visto tante volte che invece è stato completamente rivoluzionato dalla pioggia che ha reso il Gran Premio di Germania incerto fino alla fine per una innumerevole serie di uscite di pista che hanno costretto la direzione gara a chiamare a ripetizione la safety-car vera e propria e quella virtuale a seconda della gravità degli incidenti.

L'incidente di Leclerc

Il primo a fare le spese della pista bagnata è stato Leclerc, già costretto a rimontare dalla decima posizione dopo il flop in Q3 di sabato. Il pilota monegasco esce di scena nel cambio di direzione del Motordom, costretto all'errore anche dall'asfalto troppo scivoloso. "Basta un sbaglio per rovinare tutto e questo è colpa mia. Ma - graffia il monegasco - sembrava di stare sul ghiaccio. In Formula 1 un asfalto come quello che c'è fuori dalle ultime due curve non è ammissibile".

Maledetta curva 16

Un punto, al curva 16 dove è andato a sbattere Leclerc, che ha messo ko anche la Mercedes di Hamilton che si salva per un pelo, danneggiando la sua vettura e rimediando anche una penalità di 5" per aver tagliato la pista all'ingresso dei box. Imperdonabile invece lo svarione di Bottas con la pista ormai asciutta: il finlandese perde una grande occasione per rifarsi sotto in chiave Mondiale. Domenica prossima ci si sposterà in Ungheria, l'occasione migliore per capire se qualcosa è cambiato negli equilibri mondiali oppure se Hockenheim è stata solo una bella, pazza eccezione.

Emozione Schumi

Del weekend in Germania ricorderemo anche l'emozione di aver visto girare in due occasioni Mick Schumacher sulla Ferrari 2004 con la quale il papà Michael ottenne il suo ultimo successo con la Scuderia di maranello. Ricordi, suggestioni e speranze che si sono accavallate in quei pochi giri percorsi all'Hockenheimring.

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