La Ferrari e il rosso: storia di un binomio vincente

Formula 1
©Getty

Dagli anni '20 a oggi, il Cavallino rampante ha scritto la storia della Formula 1. Sempre con un colore sullo sfondo: il rosso. Oggi l'unveiling in diretta tv dalle 18.15 su Sky Sport F1. Aggiornamenti su Sky Sport 24, live streaming dell'evento su skysport.it e sull'account Facebook di Sky Sport F1. Vi racconteremo tutto in tempo reale sulla nuova creatura di Maranello

NUOVA FERRARI, IL LIVE STREAMING DELLA PRESENTAZIONE

"Chiedi a un bambino di disegnare una macchina e sicuramente la farà rossa". Così il mitico fondatore della Scuderia, Enzo Ferrari, con una delle sue frasi più famose diede la sua visione e soprattutto la sua sfumatura del mondo delle corse.

La storia, alla fine, gli ha dato ragione. Le parole di Ferrari sono trasformate verità anche dai numeri. I clienti, infatti, prediligono macchine con il colore rosso. Il picco negli anni ’90, quando l’85% delle Ferrari acquistate, a livello globale, era verniciato di rosso. Attualmente questo dato si aggira attorno al 40%.
 

Il rosso e le corse

Il rosso corse è da sempre la tonalità con una marcia in più, vista come linfa vitale della Ferrari. Alcuni tra i modelli più iconici, come la Ferrari 288 GTO, erano disponibili solo colorate di rosso. Lo stesso scelto per presentare la 488 Pista, l’ultima della serie 'speciali Ferrari', nata per trasferire le emozioni della pista su un auto di strada. Come ha dichiarato Nicola Boari, Head of Product Marketing di Ferrari, in occasione de salone dell’Auto di Ginevra del marzo 2018: "Il Rosso Corsa è nel DNA. Pensiamo che interpreti al meglio il legame con il marchio, è il colore che più ci rappresenta".

La Ferrari 288 GTO - ©Getty
La Ferrari 488 pista - ©Getty

La storia: tutto iniziò negli Anni '20

Negli anni 20’ del 20esimo secolo, l'associazione internazionale che avrebbe poi preso il nome di FIA (dal 1947) disegnò uno schema secondo cui le macchine di ogni Paese dovevano presentare un dato colore.  Secondo questo procedimento, le macchine da corsa italiana adottarono come colore il rosso (abbandonando il nero). Tra le altre nazionalità, alle auto francesi venne assegnato il blu, il bianco – poi argento – alle tedesche, il verde alle britanniche, il biancorosso alle giapponesi.

Le case italiane presenti in quel momento, Alfa Romeo, Lancia, Maserati e Ferrari verniciarono le proprie vetture da competizione, in modo da poter essere distinguibili per il pubblico. Presto vennero riconosciute alcune varianti specifiche: in particolare, il rosso Ferrari viene definito come tonalità più chiara.

Ferrari 125 S (1947) - ©Getty

1968

L’anno di svolta è il 1968, quando i colori "nazionali" vennero sostituiti da quelli relativi allo sponsor. La Ferrari decise di mantenere, fino al 1996, il rosso. Dal 1997 la tonalità sulla F103B si avvicina a quella più brillante del title sponsor Marlboro. Una variante vicina all’arancione, vista la tendenza delle riprese televisive di renderlo il più simile possibile al rosso per facilitare la visione del pubblico in tv.

Ferrari del 2003, con title sponsor - ©Getty

2007

Altro passaggio importante nel 2007, quando sulla macchina (F2007) della squadra di Maranello appare un rosso più scuro e metallizzato.

Ferrari F2007 (a bordo Kimi Raikkonen) - ©Getty

Le eccezioni

Un grande binomio, quello tra il 'rosso' e la Ferrari, che ha vissuto di pochi 'tradimenti'. Uno risale al GP del Belgio 1961, quando fece la sua apparizione in pista una macchina della scuderia del Cavallino colorata di giallo, guidata dal belga Oliver Gendebien. Un esempio perfetto del fatto che la nazionalità, e quindi il colore a essa associato, non era determinato dal Paese in cui il veicolo veniva costruito né dalla nazionalità dei piloti, ma da quella della scuderia che decideva di portarlo in gara.

Ferrari 156 F1 (1961) - ©Getty

1964

Un altro caso singolare nel 1964: la scuderia di Maranello corse gli ultimi due GP della stagione, negli Stati Uniti e in Messico, con la  livrea bianco e blu della North American Racing. La scelta fu di Enzo Ferrari, come forma di protesta per la mancata omologazione della 250 LM per la categoria Gran Turismo.

Ferrari 1964 - ©Getty

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