F1, Binotto: "Vogliamo imparare dai nostri errori. Sarà un orgoglio toccare i 1000 GP"

FERRARI

Svelata la SF100 a Reggio Emilia. Il team principal Binotto ha definito la nuova Ferrari "frutto del lavoro e del sacrificio del team. In questa stagione toccheremo i 1000 GP, sarà un onore e un orgoglio". E ha poi aggiunto: "Non siamo la squadra battere. Vogliamo imparare dai nostri errori e continuare a migliorarci"

La Ferrari ha tolto i veli dalla macchina del 2020. Sul palco del teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, la casa di Maranello ha presentato la nuova monoposto, la SF1000. Un'occasione importante per piloti e dirigenti per tracciare un bilancio del lavoro fatto nel 2019 e per mostrare le ambizioni in vista della nuova stagione (da vivere tutta in diretta esclusiva su Sky Sport). Il team principal Mattia Binotto ha raccontato il lavoro dietro alla nuova Ferrari.

"Nel 2020 tante cose da celebrare. Non siamo la squadra da battere"

Queste le parole di Binotto: "Presentare una nuova vettura è sempre un'emozione. Enzo Ferrari diceva: 'Chiedete a un bimbo di disegnare una macchina e la farà Rossa'. Ed è questa emozione che ci porta al lavoro per progettare e assemblare la macchina". Il Mondiale che si aprirà con il GP del 15 marzo a Melbourne (e anche prima con i test di Barcellona, diretta esclusiva Sky Sport F1) sarà molto particolare: "Il 2020 è un anno con tante cose da celebrare: i 70 anni della F1, i 1000 GP della Ferrari. Noi ci siamo sempre stati e siamo orgogliosi di questo. la competizione fa parte del nostro DNA".

Lavoro e sacrificio

Poi spazio alla grande protagonista della serata, la SF90: Questa è la 66^vettura della Scuderia, frutto di lavoro e sacrificio, tutti valori dell'hashtag #essereferrari. E' un anno particolare per due sfide in parallelo per lo sviluppo del 2002 ma anche per il 2021. E' un gruppo giovane, dobbiamo imparare dagli errori e migliorare sull'affidabilità. Poi guarderemo al 2021. Noi però non siamo la squadra da battere perché non abbiamo vinto gli ultimi titoli e neppure l'ultimo GP. L'importante ora è la stabilità, consapevoli che siamo la Ferrari, ma che ci serve anche tempo per costruire".

Il Mondiale 2020

A margine della presentazione, il team principal ha aggiunto altre impressioni, soprattutto in vista della prossima stagione: "I test invernali vanno presi con le pinze. Vedremo come si comporterà la nuova SF1000 in pista, la confidenza che i piloiti avranno con questa. Vedremo come abbiamo lavorato in squadra, la stessa dell'anno scorso. Credo che sia stato fatto un ottimo lavoro". Un confronto con la macchina del 2019: "Sicuramente un'evoluzione, ma in cui abbiamo osato, soprattutto in tipologia concettuale". Un focus anche sui piloti: "Li ho trovati sereni, tranquilli, stanno bene. Ho visto un Sebastian concentrato".
 

Emozione Rossa

Binotto racconta come "presentare una monoposto è sempre emozionante. Ci si lavora da un anno intero, porta sacrificio. Ci teniamo molto. E' un tema d'orgoglio. La SF1000 è figlia della SF90, abbiamo cercato di imparare dagli errori del passato. Ha più aerodinamica, più peso verticale. Abbiamo lavorato sulla power unit per avere più prestazione. Una vettura più snella, che in generale dovrà essere pronta per un Mondiale lungo come quello del 2020, fatto di 22 gare e anche di più, dovrà essere pronta al 2021. Anno in cui è previsto un cambio totale, a livello sportivo e finanziario. Come squadra ci dobbiamo preparare, serve già organizzare la squadra in ottica del nuovo progetto. Ognuno di noi deve essere concentrato ed essere consapevole di cosa fare. Ma dobbiamo essere già pronti per quello che ci aspetta per il 2020".


"Abbiamo la miglior coppia di piloti in F1"

Ai microfoni di Sky, Mattia Binotto approfondisce l'analisi delle attese per il 2020: "Questa è una macchina che ha la pretesa di fare il meglio. Non siamo il team da battere. Ovviamente siamo Ferrari, non partiamo per perdere. Credo anche che come squadra dobbiamo imparare dai nostri errori, ma stiamo continuamente cercando di migliorarci".

Evoluzione

Una macchina, la SF1000, che richiama quella della passata stagione: "Il regolamento è rimasto stabile, difficile inventarsi qualcosa di strano. Ma si tratta comunque di due macchine totalmente diverse. Abbiamo lavorato molto sulla integrazione dei componenti, per rendere la macchina la più stretta possibile. Anche esternamente si nota. Parliamo di una vettura più complessa, per la ricerca di un nuovo carico aerodinamico. Bisogna sempre adattarsi alla pista, alcune ne chiedono molto e quindi serve dare tutto quello che si ha. Pensiamo di poter essere più competitivi in gare come quelle di Barcellona e Monte Carlo perché la macchina produce più carico.". Con quale risultato potrà dirsi soddisfatto a fine 2020? "Se avremo fatto meglio dell'anno scorso".

L'anno di Vettel

Il 2020 sarà un anno importante anche per Vettel, che andrà in scadenza di contratto con la Ferrari: "Abbiamo iniziato a discutere con Seb, credo che ci troviamo con due piloti fantastici, la migliore coppia possibile di piloti in F1. Ha lavorato molto bene in inverno, credo che farà molto bene quest'anno. Continueremo a parlare con lui, rimane la nostra prima scelta".


Una battuta anche sulla possibile annullamento del Gran Premio in Cina (per ora si è parlato solo di un rinvio): "Dal punto di vista sportivo, sarebbe brutto perdere un GP, è sempre bello poter andare in Cina. Avere un mese senza gare sarebbe complicato anche per la F1. Recuperarlo più avanti sarà complicato, dato che si tratta di un campionato molto denso, abbiamo 7 back to back, coppie di gare. Il periodo diventerebbe complesso".


Discorsetto a Charles e Seb?
 

"Non ne servono, sono dei professionisti. Leclerc deve continuare a crescere come pilota, Seb deve dimostrare di meritarsi la Ferrari. Li ho trovati motivati, sono molto distesi anche tra di loro. Sono carichi, ho fiducia che possano fare bene". E invece Mattia Binotto cosa potrà fare al suo secondo anno da team principal? "Anche io devo continuare ad imparare. Ma un anno di esperienza mi è servito, mi sento più solido. Non si finisce mai di imparare, gli avversari sono solidi". E' il secondo anno di #essereFerrari: "Parliamo di un mito, che dobbiamo provare a portare avanti".

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