Formula 1, Leclerc ai fan sui social: "Un onore essere pilota Ferrari"

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Il pilota monegasco ha risposto sui social ad alcune domande di tifosi e appassionati: "Vi sento vicini e questo fa piacere. Non vedo l'ora di tornare in pista". E sul primo anno trascorso in Ferrari: "Ho imparato ad essere paziente"

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Aspettando il GP virtuale di domenica, Charles Leclerc è stgato protagonista sui social network, dove ha risposto ai tifosi della Ferrari ad alcune domande postate nei giorni scorsi su Twitter e poi selezionate. Dalla vittoria a Monza dello scorso anno alla voglia di tornare presto in pista, tanti i temi affrontati dal pilota monegasco.

L'arrivo a Maranello: la prima volta

"La prima volta a Maranello, avevo 11 o 12 anni. Ero con Jules Bianchi ma non sono potuto entrare in Ferrari perché non avevo il pass. Ma ricordo che ho guardato l’azienda dall’esterno e ne ero rimasto impressionato. Sognavo di riuscire ad entrarci un giorno. Adesso ammetto che per me, è un po’ più facile entrare... ".

La vittoria a Monza del 2019

“A Monza la situazione era abbastanza tesa: Bottas era appena dietro di me e poi è arrivato Hamilton . Quindi avevo molta pressione, soprattutto essendo a Monza. L’intera settimana era stata improntata a quella vittoria, io e la Ferrari avevamo tutto il Paese con noi, quindi ho sentito molta pressione e , sì, era teso dietro la visiera del mio casco, ma l’unica cosa che continuavo a dirmi era di stare calmo e di rimanere concentrato  per portare a casa il risultato. E questo è quello che abbiamo fatto! Comunque sì, ce n'era di pressione…".

Sulla scelta del numero 16

“Prima volevo il 7, ma ce l’aveva Raikkonen. Dopo volevo il 10, ma Gasly è arrivato a metà stagione e l’ha preso. Quindi ho scelto il 16 perché 1 più 6 fa 7 e in più è il mio giorno di nascita. Era un numero che mi piaceva".

Prima delle gare

"Mi riscaldo facendo una serie di elastici, gioco anche un po’ a calcio per i riflessi, l’agilità e la precisione con i piedi. Dopo mi piace quando mi metto in macchina immaginare il giro perfetto, per essere pronto mentalmente per il primo giro".

L'idolo tra i piloti Ferrari

“Il mio idolo, ma credo anche per tanti altri, è stato Michael Schumacher. Ero piccolo quando lui vinceva tante gare. Era impressionate e tutte le volte che guardavo la Formula 1 erano ovviamente lui e la Ferrari quelli che seguivo di più".

Il ricordo sul primo giorno da pilota Ferrari

"Sono entrato nel 2015. E'stato speciale con mio padre a Maranello. Ero timido, avevo tanta paura. Faceva tanta impressione quando siamo entrati in quelle porte. Dopo due giorni mi hanno fatto sapere che ero stato preso nella Ferrari Driver Academy. E' stato un grande giorno e un grande momento della mia carriera che mi ha permesso di arrivare dove sono ora".

Il sogno rosso e la lezione

“Ci si sente bene (a raggiungere un sogno ndr,), anche se sono da un anno in Ferrari e ogni volta che metto la maglietta rossa è sempre un’emozione speciale. Faccio sempre fatica a credere che sono qua. È un grandissimo onore e non vedo l’ora di tornare in pista. Cambiare qualcosa del mio passato? No, perché sicuramente ho fatto tanti errori in carriera che mi hanno fatto diventare il pilota e la persona che sono adesso. La lezione più importante imparata dopo il primo anno? Penso ad avere pazienza. La pazienza è qualcosa che è molto importante e che ho faticato molto ad avere in passato. Ma, stando in Ferrari, ho imparato che serve. Certo, non puoi avere tutto e subito, a volte devi avere un po’ di pazienza e imparare dai migliori, quindi da Vettel e dal team. Le cose hanno bisogno di tempo per sistemarsi. Forse ero un po' impaziente prima".

La vicinanza dei tifosi

"Sui social vedo il vostro sostegno. Ho visto che in Italia hanno fatto vedere la gara di Monza, ho ricevuto tantissimi messaggi. Vi leggo anche se non posso rispondere a tutti, sicuramente sento la vostra vicinanza e mi fa molto piacere. Mi tiene motivato ad allenarmi al massimo nel mio appartamento per spingere quando la stagione ripartirà".

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