Formula 1, Hamilton a Sky: "Ferrari? Sono un tifoso, ma non ho rimpianti". VIDEO

l'intervista

Lewis Hamilton si è confidato ai microfoni di Sky Sport con un'intervista esclusiva: "Sono sempre stato un tifoso della Ferrari, ma non rimpiango di non averla mai guidata. Spero di tornare a lottare con le Rosse prima della fine della mia carriera. I record di Schumi? Incredibile, ma non mi paragono a nessuno. Sul razzismo non si sta facendo abbastanza". Il GP Monza in diretta su Sky Sport F1 e Sky Sport Uno

GP ITALIA, LA DIRETTA DELLA GARA

Hai mai avuto il rimpianto di non aver guidato per la Ferrari?

"No"

Cosa rappresenta per te la Ferrari?

"Non è mai stato un segreto, sono sempre stato un grande tifoso della Ferrari. Ho delle Ferrari a casa che adoro, mi piacciono tantissimo. Naturalmente quando sei in Formula 1 e vedi determinate cose, possono farti cambiare alcune idee. Ferrari resta comunque un brand incredibile, quando vieni in Italia e vedi questi tifosi, capisci perché la Ferrari ha tanto fascino. La Rossa ha tifosi in tutto il mondo, per questo motivo è così importate per la F1. Spero, prima che finisca la mia carriera, che possa lottare ancora con la Ferrari. Le gare che abbiamo visto lo scorso anno contro Vettel e Leclerc erano state molto divertenti. Spero di poter tornare a lottare con loro, prima di smettere".

Tra due vittorie, batterai il record di Michael Schumacher: cosa vuol dire?

"Non mi sembra vero. E' davvero difficile, mai avrei pensato qualche anno fa che fosse possibile batterlo. Ora che sono incredibilmente vicino, è davvero molto strano". 

Che stagione è per te finora?

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"E' una stagione incredibile, diversa da tutte le altre. Siamo andati in Australia e non abbiamo corso, c'è stato il lockdown e ora siamo in pista con una stagione molto intensa. E' una sfida differente. Non ci sono i tifosi, l'atmosfera è diversa ma si tratta sempre di corse. Mi mancano i tifosi, specialmente qui in Italia: vedere i fans giù dal podio è magico".

 

Lotti in prima linea contro il razzismo: pensi si stia facendo abbastanza?

"No, solo quando i movimenti hanno cominciato a muoversi e ad alzare un po' la voce contro il razzismo, allora c'è stato un movimento generale. Tanta gente ha dato la propria vita per cambiare qualcosa nel passato, come Martin Luther King, ora è vergognoso che dopo diversi anni stiamo lottando ancora per la stessa cosa. Ci sono state reazioni positive nel mondo, marce e proteste che hanno dato voce e hanno fatto ragionare tante persone su questo argomento. C'è ancora tanto da fare però. I leader mondiali sono a conoscenza del problema e dovrebbero esporsi per tenere unita la gente, invece alimentano il fuoco: siamo tutti della stessa razza. Per quanto riguarda la F1, non è cambiato nulla. Sono molto orgoglioso del mio team. Forse perché io sono qui, ma abbiamo deciso insieme di fare qualcosa sui termini da utilizzare e come lottare su questo argomento, per questo abbiamo dipinto le vetture di nero. L'unico altro team in cui ho visto volontà di cambiare è la Red Bull, per il resto non ci sono state manifestazioni chiare e questo mi delude. Noi siamo fonte di ispirazione, magari lo faranno gradualmente, spero che lo faranno tutte le marche più famose, come la Ferrari". 

 

LeBron James si è schierato politicamente: potresti fare come lui?

"Non credo proprio che mi metterò a fare politica, nemmeno in futuro. Non sopporto molto la politica. Ho una connessione con le persone, possiamo aiutarci ed educarci l'uno con l'altro. Voglio crescere e informarmi, indicando insieme agli altri tematiche da affrontare. E' quello il mio ruolo". 

 

Ti senti solo nelle tue battaglie?

"Sì, sicuramente. Ci sono persone ancora a casa in lockdown. Sono una persona che ama interagire, che adora il rapporto con i tifosi. Ne prendo spunto ed energia. Di solito viaggiamo e facciamo tante iniziative con loro, oggi con il Covid corriamo e torniamo a casa. Non mi piace molto, ma è un sacrificio per vincere il Mondiale.  Stiamo in una 'bolla' e per questo mi piace interagire con i social, lo faccio per poter parlare con i miei tifosi e non solo". 

 

Ti aspettavi questo tipo di campionato?

"Non avevo aspettative, se non quella solita che tutti avrebbero spinto al massimo per migliorarsi in ogni settore e per avvicinarsi a noi. Io ero concentrato come sempre, per fare meglio e il mio obiettivo era quello. Non pensavo che avremmo battagliato con Red Bull e non Ferrari, anche se avevo avuto una sensazione dal finale dello scorso anno. Ma la Red Bull è vicina a noi, speravo che le gare fossero combattute". 

 

Il prossimo anno sarai ancora compagno di Bottas?

"E' presto per dirlo, mi piacerebbe. Mi piace molto stare in Mercedes, lavoro bene con il team e con Toto, c'è grande collaborazione anche dietro le quinte, non solo a livello di pista ma anche su marketing e sponsor. Insieme siamo una grande squadra, ora siamo concentrati per vincere un altro Mondiale. Non c'è limite per quello che possiamo fare insieme. Ma spero di restare in Mercedes". 

 

Quanto il tuo futuro è legato a quello di Wolff?

"Non è legato a quello di Toto. Lavoriamo bene insieme, ma ci sono stati in passato altri episodi. Qualche anno fa il mio ingegnere andò in Ferrari, ci furono cambiamenti all'interno del team, ma bisogna sempre fare quello che uno pensa essere il meglio per sè. Toto continuerà a fare il meglio per il team nei prossimi anni". 

 

Come ti senti ad essere paragonato ai più grandi della F1?

"Non ho mai comparato me stesso agli altri. Siamo tutti diversi l'uno dall'altro. E' un onore essere paragonato ai più grandi, sono cresciuto guardandoli in televisione, erano i miei idoli. E' incredibile essere avvicinato a loro. Un giorno speravo di incontrare questi piloti, oggi sono al loro fianco. Questo è uno sport di squadra però, ci sono tantissime persone coinvolte".

 

Sei felice?

"Sì, posso dire di essere felice anche se non tutti i giorni, ho degli alti e bassi. Sto bene con me stesso, al momento non ho famiglia, magari succederà in futuro. Ognuno ha i propri guai, del quale è meglio parlarne: chi non lo fa, sta peggio. La salute mentale è tutto. Se c'è una sola persona che soffre e mi segue, sono contento di farle vedere che sono umano anche io, sono grato di quello che ho. Per esempio sono qui a Monza, in un posto meraviglioso. Sono venuto qui in auto da Monaco, è fantastico". 

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