F1, GP di Monza 2020: l'analisi delle prove ufficiali in Italia

Formula 1

Cristiano Sponton

La prima qualifica senza il famigerato 'party-mode' non cambia le carte in tavola: la Mercedes si conferma una monoposto praticamente perfetta. Perde la Red Bull, guadagna la McLaren. Per la Ferrari distacchi in media con quelli avuti finora dalle 'frecce nere'. Il GP d'Italia è in diretta su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

GP ITALIA, LA DIRETTA DELLA GARA

Mercedes, nonostante l’abolizione della mappatura della Power Unit chiamata “Party

Mode”, è riuscita a dominare anche queste qualifiche. Nessuno è riuscito ad infastidire Hamilton e Bottas che hanno lottato tra di loro per la pole position fino all’ultimo giro. Ha avuto la meglio, ancora una volta, Lewis Hamilton che è riuscito a cogliere la pole position numero 94 della carriera. Bottas, questa volta, gli ha dato filo da torcere , infatti, il sei volte campione del mondo ha avuto la meglio sul compagno di squadra per soli 69 millesimi. Dietro alle Mercedes non troviamo, come di consueto, la Red Bull di Verstappen che è stata beffata dalla McLaren di Sainz e dalla Racing Point di Perez. Il pilota olandese si è dovuto accontentare del quinto posto a dimostrazione che, la RB16, non sembra “sposarsi” perfettamente con le caratteristiche della pista brianzola. È Mancata, nelle posizioni di testa, la Renault di Ricciardo che, nelle prove libere 3, aveva ottenuto il terzo posto. Proprio nell’ultima sessione di libere il pilota australiano ha avuto un problema alla Power Unit (pompa della benzina) che sembra aver influito nelle prestazioni della sua R.S.20. Nonostante questo, è riuscito ad ottenere il settimo posto. La Ferrari, come previsto, ha faticato molto anche nella giornata odierna. Leclerc non è riuscito a qualificarsi in Q3 e si è dovuto accontentare del tredicesimo posto. Ha fatto peggio Vettel (diciassettesimo) che è stato addirittura eliminato nel Q1. Il pilota tedesco aveva sicuramente il ritmo per portare la SF1000 nel Q2 ma il traffico non gli ha permesso di migliorare il suo tempo.

 

Abolizione del “Party Mode” ha accorciato i gap?

È ancora presto per dare una risposta definitiva a questa domanda ma, attraverso l’analisi dei distacchi chilometrici, possiamo vedere che non c’è stato l’avvicinamento che alcuni team si aspettavano alla vigilia. Se prendiamo in analisi i distacchi di tutta questa stagione possiamo notare che, salvo rari casi, il gap chilometrico è rimasto in media con quello visto nei precedenti Gp. Si pensava che Red Bull potesse beneficiare di questa mappatura unica ma, il gap rimediato da Verstappen, è stato superiore a quello del Belgio ed è in linea con il distacco medio del 2020. Stessa cosa possiamo dire di Ferrari che si era presentata in pista a Monza con un gap chilometrico da Mercedes di 0,25 s e, quest’oggi, Leclerc ha chiuso la sua qualifica con un distacco di 0,24s. In casa Renault, invece, abbiamo dei numeri contrastanti tra di loro. McLaren sembra aver tratto giovamento mentre, Renault, ha fatto un passo indietro rispetto a Spa. Questo potrebbe essere dettato anche dalle caratteristiche della pista che potrebbero adattarsi meglio alle caratteristiche della vettura di Woking rispetto a quella di Enstone. Per avere un’idea più chiara dell’influenza che avrà questa mappatura unica in qualifica è giusto aspettare qualche gara.

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Come è stata la qualifica della Ferrari?

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Si sapeva che era una giornata difficile per la Rossa. L’obiettivo massimo era quello di riuscire a portare almeno una vettura in Q3 ma le monoposto più veloci della SF1000 erano troppe. Leclerc ha estratto il massimo potenziale della vettura ma si è dovuto accontentare della posizione tredici: “Era il meglio che potessi fare. Sapevamo che Spa e Monza sarebbero state le piste peggiori per noi. Tutto sommato posso dire che è andata bene, anche nei termini del distacco dai primi. Il mio giro è stato pulito e buono, poi è ovvio che non sia contento della 13a posizione, ma è due gare che soffriamo e si cerca di tirare fuori tutto quello che c'è dalla vettura”. Ferrari, come a Spa, è scesa in pista con un carico aerodinamico estremamente basso (più del dovuto) ed un assetto a basso rake per cercare di compensare la mancanza di potenza. Se andiamo ad osservare i distacchi emerge che, né sul dritto e nemmeno nelle curve si è riusciti a limitare i danni. Nel primo settore il gap è di circa 3 decimi ma, in quello centrale dove ci sono curve estremamente complicate come la Roggia e le due di Lesmo il distacco sale a quasi 7 decimi. Anche il terzo settore è stato piuttosto difficile per Leclerc visto che ha pagato quasi 6 decimi da Hamilton.

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Non è sicuramente soddisfatto Vettel che aveva il ritmo per andare in Q2 ma a causa del traffico non è riuscito a passare il Q1: “Il grosso problema è stato aver trovato troppe vetture nello stesso punto del circuito. Quando siamo usciti in pista eravamo già bloccati nel traffico e non potevamo fare più nulla. È stato il momento sbagliato nel quale fare uscire la vettura. È facile dirlo a posteriori, ma io non potevo fare nulla di diverso. La gara è domani, vedremo cosa riusciremo a fare in gara ma il weekend non è ancora compromesso”.

 

La W11 si dimostra la miglior vettura

Si è parlato fin troppo della potenza della Power Unit Mercedes pensando che la loro forza sia esclusivamente la Power Unit. Qua a Monza, su una pista in cui si usano delle ali molto scariche, la scuderia anglo-tedesca ha dimostrato di disporre della miglior vettura del Circus. A livello aerodinamico, meccanico e di telaio è nettamente superiore a tutti, compreso la Red Bull. Questo lo si può capire osservando i tempi realizzati nel secondo e terzo settore. Anche con poca ala il corpo vettura riesce a garantire una downforce davvero ottima. Infatti, in questi due settori, Hamilton e Bottas hanno scavalcato un solco davvero importante nei confronti di tutti i competitors.

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Se osserviamo i tempi di Hamilton e Bottas possiamo notare che, nei primi due settori, l’inglese ha avuto la meglio mentre, nel terzo, Bottas è stato leggermente più veloce del compagno di squadra. Hamilton ha temuto di perdere la pole per una piccola sbavatura commessa in uscita dalla prima di Lesmo : ”Ero partito forte, poi alla prima di Lesmo ho commesso un piccolo errore rischiando di perdere la macchina, per cui alla Ascari e alla Parabolica ho dovuto davvero volare" Sia Hamilton che Bottas sono molto fiduciosi per la gara di domani ma, il pilota finlandese, ha stuzzicato i rivali della Red Bull che sostenevano, da sempre, che la W11 fosse dove stava grazie al suo motore: "Con l’uso della mappatura unica sarà ancora meglio per noi in gara rispetto a prima. Si spera che andrà bene. Non sono sicuro di quanto sia felice la Red Bull ora con questo cambio di regole sul motore".  Red Bull che è stata una delusioni maggiori di queste qualifiche. Verstappen non è riuscito a tenere il ritmo della Mercedes in nessun settore. In quello di potenza ha limitato i danni ma

dove serviva carico dal corpo vettura la RB16 è stata sonoramente battuta dalla W11. Per il pilota olandese sarà una gara piuttosto difficile perché davanti a sé avrà la Racing Point di Perez e la McLaren di Sainz che non hanno il ritmo per tenere il passo della Mercedes ma hanno un’ottima velocità sul dritto.

 

I top 10 partiranno con le soft

Il tracciato di Monza non si è dimostrato critico a livello di degrado degli pneumatici.

Nonostante quello che si pensava dopo le prove libere 2, i team hanno deciso di impostare per le qualifiche un piano di lavoro piuttosto classico. Nessuno ha tentato di passare il taglio della Q2 con le medie e tutti si sono concentrati nel girare con le soft anche per preparare al meglio la Q3. L’unico team che ha usato nel Q1 le gomme medie è stata Mercedes. La corsa, Safety Car permettendo, si disputerà su una sola sosta con uno stop intorno al giro 20 per montare le hard o le medie fino alla bandiera a scacchi. Hard che, nella giornata di ieri, sembravano le gomme più performanti e costanti durante i long run.

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