Vale avanti tutta, anche se la ferita resta aperta

MotoGp

Antonio Boselli

Valentino Rossi, pilota della Yamaha
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Trasformare le delusioni in stimoli: è questa la regola del Dottor Rossi, che a BT Sport torna sul finale del 2015: "Mi hanno rubato il titolo. All'inizio la mia reazione è stata di rabbia e nervosismo, ma bisogna saperlo trasformare in energia positiva"

La stagione non é ancora finita e Valentino Rossi parla già del suo futuro. Non quello prossimo, il suo contratto scade a fine 2018, ma quello che potrebbe vederlo in sella ad una moto a 40 anni nel 2019. Ne ha parlato a fine gara ad Aragon, proprio nel giorno in cui Marquez ha definitivamente chiuso la corsa al suo Mondiale. Ma Rossi é fatto così, sempre nella sua carriera ha trovato una linfa vitale dai successi e soprattutto dalle delusioni. È successo quando ha perso il Mondiale all'ultima gara nel 2006, é successo quando dopo due anni terribili alla Ducati é tornato ai massimi livelli, é successo quest'anno dopo un finale di stagione 2015 amarissimo.

"Mi hanno rubato il titolo. Quello che è successo nelle ultime tre corse è stato incredibile, il comportamento di Marquez é stato imbarazzante. Il titolo di Lorenzo ha perso di valore per tutto quello che è successo". Le parole rilasciate da Rossi a BT Sport nel fine settimana di Aragon fanno capire quanto difficile sia stato affrontare questa stagione: "All'inizio la mia reazione è stata di rabbia e nervosismo e tutto questo ti può portare a commettere degli errori, però bisogna saperlo trasformare in energia positiva". È evidente che la ferita non sia del tutto rimarginata nell'animo di Rossi, che però in queste parole ci suggerisce una piccola parte del segreto del suo successo. Si può tornare grandi anche quando le cose non girano come dovrebbero, anche quando in tanti ti danno per finito, anche quando il tuo mondo sembra averti voltato le spalle. Basta crederci e lottare fino alla fine, anche fosse su una moto a 40 anni.