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21 ottobre 2016

E' in arrivo la seconda giovinezza di Valentino

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Valentino Rossi in conferenza stampa (foto Getty)

Le nuove gomme e la centralina unica sono le due novità rivoluzionarie nella MotoGP, fattori che rendono rookie anche un nove volte campione del mondo. Chi pensa che il Dottore sia troppo vecchio per imparare, farebbe meglio ad aspettare il 2017. Ecco perché

Non lo ha confermato a voce ma lo ha fatto capire con il suo sorriso, Valentino Rossi è amareggiato. Quel motore in fumo al Mugello è stato l’inizio della fine della sua rincorsa mondiale. Non solo perché era già il secondo ritiro nelle prime sei gare, ma soprattutto perché la rottura del propulsore ha obbligato la casa di Iwata a togliere qualche cavallo di potenza per evitare problemi.

Dopo il fumo del MuGiallo - Da qui l’amarezza di Rossi che senza quel problema, oltre ai punti in classifica, avrebbe contato su una potenza maggiore nella sfida con Marquez. Ma questo, paradossalmente, può essere uno spunto per essere ottimisti per il 2017.

Tempo al tempo - Dobbiamo dare per scontato che un colosso come la Yamaha risolva i problemi di affidabilità riconsegnando a Rossi una moto competitiva, a patto che lo sviluppo, mancato un po’ quest’anno, torni ai ritmi consoni alla squadra giapponese. Ma non è l’unico motivo per sorridere, Rossi ha mostrato una velocità in qualifica tornata ai livelli del 2009 con tre pole e otto prime file. Numeri che delineano una seconda giovinezza per il Dottore in una stagione, con gomme nuove e centralina unica, che potremmo considerare da debuttante. Sembra un’esagerazione parlare di un rookie di 37 anni e 21 stagioni di motomondiale, ma i cambi regolamentari sono stati profondi, imponendo a team e piloti di ripartire quasi da zero. E in condizioni simili, Rossi è sempre migliorato gradualmente.

Uno sguardo al passato - Nel 1996, al debutto in 125, collezionò cinque zeri in classifica, uno solo nel 1997 quando arrivò il primo titolo mondiale. Nel 1998 al debutto in 250, finì la stagione con quattro zeri ma l’anno dopo, con un solo ritiro, conquistò il mondiale. Anche nel 2000, anno dell’esordio in 500, i tre zeri in classifica furono propedeutici a un titolo mondiale arrivato l’anno successivo quando Rossi incassò un solo zero. Nel 2016 sono stati quattro i ritiri, tre per incidenti, per una media molto simile al 1996, al 1998 e al 2000. Che sia di buon auspicio per il 2017? Solo il tempo ce lo dirà ma Rossi ha ragioni, e numeri, per essere ottimista.

STATISTICHE VALENTINO ROSSI (in grassetto quando ha vinto il Mondiale)

1996 in 125 (15 Gp) – 1 vittoria  - 2 podi – 1 pole – 3 prime file – 5 ritiri

1997 in 125 (15 Gp) – 11 vittorie - 13 podi – 4 pole – 10 prime file – 1 ritiro

1998 in 250 (14 Gp) – 5 vittorie – 9 podi – 0 pole – 9 prime file – 4 ritiri

1999 in 250 (16 Gp) – 9 vittorie – 12 podi – 5 pole – 11 prime file – 1 ritiro

2000 in 500 (16 Gp) – 2 vittorie – 10 podi – 0 pole -  2 prime file – 3 ritiri

2001 in 500 (16 Gp) – 11 vittorie – 13 podi – 4 pole – 11 prime file – 1 ritiro