Moto2 e Moto3: 10 ragioni per un 2017 imperdibile

MOTOGP

Le due classi propedeutiche alla MotoGP presentano tante tematiche d'interesse per l'anno nuovo: 18 italiani al via, incertezze sui valori in campo, il doppio-impegno dello Sky Racing Team VR46

Non chiamatele più soltanto "classi d'accesso" al Motomondiale. La stagione 2017 offrirà non pochi spunti d'interessi tra Moto2 e Moto3, due categorie che potranno annoverare una massiccia partecipazione tricolore (18 piloti italiani complessivamente al via) e, per la prima volta nell'ultimo quadriennio, il doppio-impegno dello Sky Racing Team VR46 al seguito di quattro giovani talenti del motociclismo "azzurro". Andiamo a scoprire 10 motivi per non perdere nemmeno un istante dei Mondiali Moto2 e Moto3 2017.

Caccia agli eredi di Zarco e Binder - La stagione 2017 si prospetta decisamente incerta per quanto concerne la corsa al titolo mondiale tanto in Moto2, quanto in Moto3. Promossi i Campioni del Mondo in carica Johann Zarco (dopo i titoli 2015-2016 in Moto2 oggi con Yamaha Tech 3 in MotoGP) e Brad Binder (passato dalla Moto3 alla Moto2 sempre con Red Bull KTM Ajo), la caccia ai rispettivi eredi offre opportunità di emergere a tanti attesi protagonisti compresi i nostri principali portabandiera.

Ricambio generazionale - Per filosofia riconosciute universalmente come le classi dei giovani, in Moto2 e Moto3 si vive l'ennesimo ricambio generazionale. La categoria intermedia ha promosso alla MotoGP in un sol colpo quattro protagonisti come Johann Zarco, Alex Rins, Jonas Folger e Sam Lowes, accogliendo nel contempo ben 10 piloti (4 italiani) alla loro stagione d'esordio nella serie. Discorso analogo per quanto concerne la classe Moto3: 10 esordienti si contenderanno il riconoscimento di Rookie of the Year in una categoria che ha perso in un colpo solo i primi 4 classificati della stagione 2016, tutti meritamente passati alla Moto2.

Il doppio impegno dello Sky Racing Team VR46 - Per la prima volta in quattro anni di attività nel Motomondiale, lo Sky Racing Team VR46 sarà contemporaneamente impegnato in due distinte classi al seguito di quattro piloti: i riconfermati Andrea Migno e Nicolò Bulega in Moto3 (con KTM), Francesco 'Pecco' Bagnaia e Stefano Manzi all'esordio in Moto2 con telaio KALEX. Un duplice impegno che testimonia il rafforzamento del progetto condiviso da Sky e VR46 nella valorizzazione del talento, guardando sempre più in prospettiva...

18 italiani tra Moto2 e Moto3 - Parallelamente all'impegno dello Sky Racing Team VR46, mai come quest'anno sembra rifiorire il motociclismo italiano nelle classi Moto2 e Moto3 con complessivamente 18 portabandiera ai nastri di partenza. Una partecipazione tricolore equamente ripartita nelle due categorie: 9 in Moto3 (in rigoroso ordine alfabetico Niccolò Antonelli, Tony Arbolino, Enea Bastianini, Marco Bezzecchi, Nicolò Bulega, Lorenzo Dalla Porta, Romano Fenati, Fabio Di Giannantonio ed Andrea Migno), altrettanti in Moto2 (Francesco Bagnaia, Lorenzo Baldassarri, Axel Bassani, Simone Corsi, Andrea Locatelli, Stefano Manzi, Luca Marini, Franco Morbidelli e Mattia Pasini), molti dei quali con legittime ambizioni da primato.

Due categorie "internazionali" - Grazie alle due classi propedeutiche alla MotoGP sono stati allargati i confini del Motomondiale. In Moto3 sono in fatti rappresentate al via 14 differenti nazioni (Argentina, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Malesia, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna, Sud Africa e Thailandia), 13 in Moto2 (Australia, Belgio, Colombia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Malesia, Portogallo, Spagna, Sud Africa, Svizzera). Nelle due categorie correranno complessivamente 33 piloti di 18 differenti nazionalità.

Confronto tra costruttori in Moto3 - La classe dei giovani, ma anche dei costruttori. In Moto3 proseguirà il confronto tra KTM, Honda e Mahindra/Peugeot, le tre case costruttrici ufficialmente rappresentate nella categoria. Conquistati entrambi i titoli (piloti e marche) nel 2016, KTM punta a ripetersi ed ha ulteriormente sviluppato la propria RC 250 GP, medesimo discorso per Honda (rivoluzionata la NSF250RW) e Mahindra: nella entry class l'aspetto tecnico non è certamente secondario...

5 differenti "telaisti" in Moto2 - Se la formula mono-motore Honda by ExternPro resterà immutata almeno fino al termine della stagione 2018 (pur con un'iniezione di cavalli prevista per quest'anno), in Moto2 si torna ad accogliere un discreto numero di telaisti. Se KALEX continuerà a monopolizzare gran parte dello schieramento con 22 moto, accanto a Speed Up e Tech 3 tornerà Suter (al seguito dei team Intact GP e Kiefer Racing) registrando nel contempo il debutto dell'attesissima KTM con il team ufficiale Ajo, Miguel Oliveira e Brad Binder piloti.

Novità regolamentari - Al fine di rimescolare le carte, il 2017 presenta delle novità nel regolamento tecnico soprattutto per quanto concerne la classe Moto2. L'innalzamento del peso minimo moto-pilota a 217kg comporterà qualche problematica in più per i piloti "leggeri", loro malgrado costretti a correre con qualche chilo di zavorra supplementare rispetto al previsto.

Spettacolo in pista - In Moto2 e Moto3 non manca mai lo spettacolo ed una rimarchevole competitività al vertice. Nel corso del 2016 in Moto2 si sono alternati 7 differenti vincitori e 13 piloti sul podio, dato ancor più significativo in Moto3 con 9 piloti in trionfo e complessivamente 15 con almeno 1 piazzamento nella top-3 all'attivo. Combattute come non mai anche le qualifiche: di media il distacco tra il poleman ed il 10° in Moto3 è di 838 millesimi, 0"934 per la classe Moto2.

Moto2 l'ultimo step prima della MotoGP - Di fatto Jack Miller è l'eccezione che conferma la regola: tuttora la Moto2 resta l'ultimo passo prima dell'approdo in MotoGP. Qui si sono recentemente formati Marc Marquez e Maverick Vinales, oggi grandi protagonisti della classe regina.
 

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