Giù dalla moto, le pagelle dopo i test a Sepang

MOTOGP

Paolo Beltramo

I VOTI DI PAOLO BELTRAMO. Aspettando la prossima sessione di collaudi in Australia (dal 15 al 17 febbraio a Phillip Island), analizziamo il lavoro svolto dai team e dai piloti in Malesia

Sono appena finite le vacanze, si sono riaperte -per 3 giorni- le sfide, un po’ presto per dare voti, esprimere giudizi, ma sufficienti per farsi un’idea. Anzi, più di una.

Vediamo: equilibrio. Sono stati, appunto, i primi tre giorni di test precampionato del 2017, però si sente quasi il bisogno dell’ex aequo, un po’ come Federer avrebbe volentieri accettato un “pareggio” con Nadal a Melbourne. Sì perché 18 piloti schiacciati, compressi, pressati, infilati a forza in 1,077 secondi dopo tre giorni e molte ore di moto, sono davvero tanta roba. Parliamo di tutti i grandi per arrivare addirittura a Karel Abraham, rientrato dopo l’esperienza in superbike. E di un circuito da circa due minuti di tempo sul giro, distanza che dovrebbe ampliare i distacchi, non ridurli. Insomma, tutti lì, a farci sognare duelli epici, lotte serrate, staccate selvagge.

Viñales: conferma - La conferma più importante viene da Maverick Viñales. L’anno scorso era il meglio del nuovo, il giovane con più talento, la promessa più evidente. Dopo i test di novembre e questi malesi possiamo dire che -ce ne fosse stato bisogno- si presenta come uno dei candidati al successo, probabilmente anche al titolo. Con la Yamaha si è trovato subito benissimo, d’altronde il concetto è simile a quello Suzuki: quattro cilindri in linea, maneggevolezza, percorrenza di curva veloce, gran telaio, buona erogazione, guidabilità. E poi: fame, classe, voglia di stare davanti sempre, continuità. Per il momento è sempre stato più veloce di Valentino Rossi. Il “Doc” ha meno stimoli invernali del ragazzino, ma l’impressione che andatasene una bega (Lorenzo) se ne sia trovata una perlomeno dello stesso livello è confermata.

Iannone-Suzuki: bene- C’era molta curiosità per il nuovo duo della MotoGP. Bè, sembra proprio che tra la casa giapponese e il pilota italiano il matrimonio possa funzionare molto bene. Andrea si sente al centro del progetto con una squadra fatta di molti italiani che lo sostiene al massimo. Ha voglia -a 27 anni- di raccogliere, di fare, di vincere. La Suzuki è molto diversa dalla Ducati, ma il Maniaco (della precisione) si è trovato subito bene e, alla fine dei tre giorni di Sepang, è stato il secondo più veloce in assoluto dietro il suo predecessore in Suzuki, Viñales.

Honda: presente - Sembrava, dopo i primi due giorni che si trattasse, un po’ come l’anno scorso, di un’Honda anomala, con difficoltà evidenti, invece alla fine il campione Marc Marquez è terzo a 138 millesimi da Viñales e Dani Pedrosa quinto a 210. Come dire che la strada giusta per partire bene è stata imboccata. Peraltro Marquez ha vinto comunque il campionato, quindi si ripresenta come l’uomo da battere e la Honda vuole di nuovo stupire con una “bestia” cattiva, potente e vincente.

Ducati: crescita - Dovizioso è finito quarto a meno di due decimi, Stoner ha fatto benissimo, Lorenzo alla fine è riuscito ad adattare la moto a sé stesso e sé stesso alla moto molto più in fretta di quanto si potesse pensare e lui stesso credesse dopo la prima giornata. Alla fine è decimo, ma a due decimi dal Dovi e a quattro da Viñales, il che è molto positivo considerando le differenze notevoli tra la Yamaha che ha guidato per 9 stagioni e la Ducati che utilizza davvero per la prima volta (test di Valencia a parte). Veloci anche Stoner e soprattutto Bautista, a riprova che Ducati sta investendo molto e lavorando benissimo sotto la direzione dell’ingegner Gigi Dall’Igna che con Lorenzo ha vinto due titoli 250 quando era in Aprilia. E poi la sensazione è che il Dovizioso di quest’anno sia più determinato e cattivo di prima.

Rossi: freddo - Casco freddo. Valentino Rossi ha indossato il casco per i test invernali con disegnata Tavullia coperta di neve, divertente, anche se vederlo in Malesia fa sorridere. Al primo giorno non stava bene, al secondo meglio, al terzo ha ricevuto sensazioni positive da motore e telaio nuovi. Per il momento il derby Yamaha con Viñales non è cominciato davvero. Ma quando si farà sul serio di certo Vale penserà più alla velocità che a tutto il resto. Interessante l’idea di infilare le ali vietate in un pertugio ai lati della carenatura.

La Michelin - Ma soprattutto sembra che si possa dire un bel grazie alla Michelin che ha portato gomme nuove e performanti che, almeno in Malesia, hanno deluso nessuno. Sarebbe perfetto se le gomme non fossero più un problema, ma una sicurezza su cui costruire le proprie gare per ogni pilota e ogni moto.

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