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Pavesio (Yamaha): "La nostra Moto3 non avrà nulla del telaio della moto di serie"

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Paolo Pavesio, Managing Director Yamaha Racing, ha fatto il punto sul nuovo progetto della casa di Iwata, che dal 2028 sarà fornitore unico della classe Moto3. Ecco la sua intervista integrale in diretta a Sky Sport, nella quale Pavesio ha fatto chiarezza su un aspetto fondamentale: "Telaio? Sarà al 100% un prototipo, non avrà nemmeno una vite delle moto di serie"

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Ieri è stata fatta questa conferenza stampa assieme a Carlos Ezpeleta, dove è stata annunciata la Moto3 del 2028. Lascio a te, Paolo, la parola per raccontare i dettagli.

"È un progetto a cui ovviamente lavoravamo da un po' ed era il momento di renderlo pubblico. È un progetto importante per noi, perché ha due, ho due angoli in cui lo vogliamo vedere e lo stiamo approcciando. Uno è quello puramente di sviluppo industriale, se posso dire: abbiamo avuto la possibilità di fare la nostra proposta a una sorte di gare che Dorna, si chiamava ancora Dorna, ha fatto quasi un anno e mezzo fa e abbiamo pensato che, sulla base di quello che veniva richiesto, prima di tutto avesse molto senso l'idea di rendere più accessibile la categoria di ingresso della MotoGP. E pensavamo di poterlo fare bene. Bisognava partire da un motore di serie; questo era, come dire, l'approccio iniziale, ma intorno costruirci un prototipo. La moto che ne è nata è un prototipo che ha il nostro CP2, il nostro motore 700 bicilindrico come cuore. Ma abbiamo lavorato molto sulle moto, avrà un cambio racing, è un motore che avrà tanto magnesio per alleggerirlo, quindi la base è il motore di serie, ma non immaginatevi una Moto3 col motore del Ténéré. Quindi sarà una moto da corsa che ha l'obiettivo, e sulla carta il primo è già raggiunto con un peso potenza migliore dell'attuale Moto3, di andare più forte, per essere molto trasparenti, di una Moto3. Scendiamo in pista per la prima volta fra settembre e ottobre, faremo la prima verifica. Da questo punto di vista noi ci sentiamo puramente un fornitore di una soluzione. E spero che i team, me anche altri costruttori che volessero investire su progetti sportivi, la possano usare. Noi ovviamente scenderemo col nostro progetto anche nella Moto3 e quindi faremo, come mi auguro altri, l'investimento per prendere i piloti dei giovani e portarli verso la MotoGP, qualore se lo meritassero".

 

Quindi partiamo comunque dal 2028, ieri avete detto circa 120 kg per 90-95 cavalli, giusto?

"Sì diciamo dai 95 in su. Adesso fisseremo anche la specifica del motore sulla base delle performance che verificheremo in pista. L'equilibrio è avere le performance che servono per andare forte quanto dobbiamo andare, mantenendo i costi sotto controllo. Il costo della moto sarà ridotto del 50% rispetto ai costi di oggi più o meno, quindi ovviamente dobbiamo tenere l'equilibrio fra tutte le componenti, ma il motore andrà forte quanto serve, diciamo così".

 

Hai parlato del motore, ti chiedo del telaio: sarà anche quello derivato dall'R7 o sarà un telaio costruito specificamente per la moto da corsa?

"Questo mi interessa chiarirlo, perché poi alla fine tutti scrolliamo il telefono e leggiamo i commenti. La moto è un prototipo, non ha una vite che proviene da moto di produzione. Il telaio dell'R7 è un telaio di una moto piattaforma che non è assolutamente adatta a fare quello che volevamo fare. La moto è stata completamente progettata internamente dalle persone che lavorano in Yamaha. C'è un team interno che ha messo insieme ingegneri giapponesi che sono venuti in Italia, il nostro team di Yamaha Motor Racing, l'R&D che abbiamo in Italia, quindi è un team di giovani ingegneri, abbiamo messo insieme apposte giovani ingegneri che potessero lavorare in maniera creativa sul progetto ed è un prototipo al 100% completamente sviluppato in house. Questo qui è molto importante".

 

Poi ti voglio chiedere un altro chiarimento riguardo ai fornitori: sarà un monomarca purissimo dove oltre a Yamaha ci saranno delle aziende che saranno appunto uniche fornitrici dei team, mi riferisco a sospensioni, scarichi, freni? Oppure ci sarà, come in Moto2, la libertà di scegliere un proprio fornitore per le sospensioni, uno per i freni, uno per gli scarichi, e poi magari anche per altre parti?

"Domanda importante, alla quale rispondo con molta chiarezza. Il bando di gara, se possiamo chiamarlo così, aveva un obiettivo molto chiaro: accessibilità e una piattaforma che desse la possibilità di fare assessment del pilota. Quindi tutte le componenti tecniche sono state scelte in fase progettuale da noi e saranno le stesse per tutti. Noi venderemo la moto completa. Ci sarà la possibilità solo di scegliere piccoli componenti, ma niente che abbia un impatto diretto sulle performance".

 

E verranno annunciati più avanti immagino i fornitori di tutti questi materiali?

"Sì, noi abbiamo qualche step adesso in cui faremo vedere la moto che comincia a girare in pista, diciamo che la presentation della moto finita è prevista all'inizio della stagione 2027. Quindi abbastanza in anticipo comunque".

 

E allora a questo proposito ti chiedo, visto che ho sentito che già all'inizio di quest'anno la Federazione Italiana per esempio aveva in testa l'idea di trasformare il campionato nazionale in una Moto3 che fosse più simile a quella che vedremo nel Mondiale. Il vostro programma con i campionati nazionali parte dal 2029, come avete già annunciato col Junior, o magari, se qualche federazione come quella italiana si facesse avanti, ci sarebbe la possibilità di cominciare a vedere questa moto in pista in azione in gara magari in una configurazione o po' meno spinta rispetto a quella del Mondiale in qualche campionato nazionale?

"No, il primo campionato e l'unico campionato in cui la moto correrà sarà la Moto3 nel Mondiale del 2028. Abbiamo già definito le specifiche, poi inizieremo i test appena la moto del Mondiale è finita. Ci sarà una moto, lasciatela chiamare così per adesso, una "B-spec", che sarà concettualmente la stessa moto, ma avrà performance un po' inferiori, magari qualche componente un filo più pesante, un po' meno costoso. Costerà di meno e sarà la moto del Junior, della Moto3 Junior dal 2029. Da quell'anno noi siamo potenzialmente in grado, e nella posizione anche contrattuale con MotoGP Group, di fornire ad altri campionati che però sposino la filosofia. Quindi mono fornitura per far entrare i nuovi piloti nella futura piramide di crescita verso la Moto3. Spero di trovarmi nella situazione non dico di dover scegliere, ma di avere tante richiesta, perché il pacchetto tecnico è molto interessante e secondo me il concetto si sposa con l'idea di un motociclismo che poi permetta anche magari di fare uno step più semplice, le wild card ecc... Qualche chiacchierata con Copioli e Folgori l'aggiamo già fatta. Adesso che il progetto è ufficiale, cominceremo a lavorare. Francamente il mio primo obiettivo è di avere una presenza in Nord America, Sud America e Asia Pacific. Perché dobbiamo lavorare per far crescere il motociclismo e far crescere piloti per la MotoGP lì e son progetti a lunga termine, ma ovviamente il CIV o altri campionati di quel livello che avessero un interesse a sposare il concetto, saranno certamente considerati e ci farebbe piacere supportarli. Ma non prima del 2029".

Hai annunciato tu che ci sarà il team in Moto3. Mi interessa sapere se rileverete una struttura già esistente. Sappiamo che non si può fare perché le entries sono di Irta, quindi non è che tu puoi rilevare un team prendendoti tutto il pacchetto comprese le entries, però diciamo se l'intenzione è quella di appoggiarvi a un team esistente come era successo in Moto2 o se invece partirete da zero in Moto3. E poi due cose che riguardano anche gli altri brand: hai già annunciato che speri che ci sia un investimento di altri brand che marchieranno eventualmente una Yamaha, da una parte un orgoglio per voi, dall'altra una cosa un po' strana. E l'ultimo, sempre riguardo al discorso dell'ingresso pesante di Yamaha in Moto3, se anche la geopolitica dello sport può cambiare contando che adesso Ktm grazie alla Rookies Cup diciamo che ha un vantaggio nella scelta dei talenti perché chi la vince, è inutile nasconderlo, va a finire in un team ufficiale Ktm.

"Come ho detto prima, noi abbiamo cercato ragionando di questo progetto di separare completamente i due ruoli. Uno alla fine è quello di fornitore. Ci è stato chiesto: volete presentarci una proposta per costruire una moto? E l'abbiamo fatto. La nostra proposta ha convinto chi doveva scegliere e il nostro obiettivo è fare la miglior moto possibile dentro quel price cap, facendo leva sulle nostre capacità non solo progettuali ma anche industriali e anche sulle economie di scala che potrebbero nascere da questo progetto. Francamente non è un progetto fatto per fare business, è un progetto strategico. Non abbiamo spinto in nessun modo per avere, uso un termine inglese, branding rights sulle moto. Il motivo è molto chiaro, perché mi rendo benissimo conto che una cosa è correre in Moto2 come facciamo noi con un motore Triumph e un telaio Boscoscuro o con un telaio Kalex, quindi aziende che non sono dirette concorrenti. Però la richiesta era a un manufacturer, noi pensiamo di poter fare un buon lavoro con le economie di scala che riusciremo a fare, con le capacità industriali che abbiamo, ma non abbiamo assolutamente in mente di costruirci una posizione dominante attraverso il fatto che le moto saranno Yamaha. Noi faremo il nostro programma sportivo e quelle moto si saranno brandizzate Yamaha e BLU CRU, dentro la piattaforma, che ha l'obiettivo di essere accessibile. E non avrà nessun vincolo di branding la moto, in Moto3 o negli altri campionati. Quindi, siccome la piattaforma è sportiva, è come capita nelle auto dove la Formula 2, la Formula 3 sono mono forniture, anche la IndyCar. Quello che potavo fare io ora non chiedere nessun branding rights sulle moto. Spero e credo che chi farà la promozione, qualche casa concorrente nella loro strategia sportiva possa anche considerare, come stiamo facendo noi in Moto2 dove la moto non è Yamaha, quanto possa essere interessante far crescere i propri talenti dal basso".

 

E l'appoggio per un team, sarà struttura che nasce da zero quindi due entries in più oppure...?

"Non lo sappiamo onestamente, però Carlos mi sembra sia stato chiaro ieri che non c'è lo spaziom e secondo me è anche logico, di far crescere ulteriormente le entries. Quindi andremo a parlare. Non l'abbiamo ancora iniziato a fare, spero e credo che troveremo interesse nel progetto".

 

Sì, chiudo con due considerazioni, una positiva e una negativa. Quella positiva è che mi sembra che sia l'ulteriore conferma che Yamaha crede nel motomondiale, in generale.

"Beh questo è certo. Siamo in un momento di difficoltà da un punto di vista dei risultati, in un momento di ricostruzione. E' complicato gestire le emozioni delle corse perché poi tu hai un progetto a medio lungo termine, poi vieni a far le gare e guardi la classifica e questo è complicato anche per noi. Ma questo non cambia l'importanza che ha il motorsport per noi. Sia in termini di pura promozione di marca, quindi quello che fai in pista, ma per noi è anche una questione di cultura aziendale, per questo il progetto Moto3 era così interessante. Perché anche internamente è diventato un progetto per i giovani ingegneri. Così come la MotoGP dev'essere un progetto in cui alleniamo gli ingegneri per il nostro futuro".

 

L'aspetto negativo, a livello personale, faccio un po' fatica a vedere un campionato del mondo monomarca. Ma questa non è una colpa vostra ma è una scelta dell'organizzatore.

"Credo che ho più o meno la tua età, quindi, l'epoca d'oro delle 125 e delle 250 ce le ricordiamo benissimo. Però il mondo è cambiato e secondo me oggi è importante guardare al futuro e cercare di risolvere un problema che abbiamo: i costi di ingresso in questo campionato e il fatto che abbiamo una sovrappopolazione di piloti europei. Non è la soluzione a tutti i problemi una moto come quella che ci è stato chiesto di produrre, ma quando a quella moto si unirà un progetto sportivo fatto in un certo modo al quale Yamaha, essendo un'azienda grande che è presente in tutto il mondo, potrà dare una mano, secondo me tra 5 o 10 anni, potremo vedere finalmente un po' più di rappresentanza globale. Piloti che rappresentino anche mercati e gruppi di tifosi che sono enormi. Se questo è il modo, secondo me, ben venga".

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