MotoGP, GP Giappone. Guido Meda: quello che un grande Dovizioso impara da Marquez

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Guido Meda

Le battaglie tra i due rivali per il Mondiale aprono almeno due scenari nuovi. Marquez fa il gioco di Dovi insegnandoli la difesa ad uomo. Dovi, difendendo ad uomo, vince ed è forse il primo caso di pilota che riesce a mettere realmente lo spagnolo sotto pressione

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Rossi è aritmeticamente e mestamente fuori dal Mondiale nel giorno stesso in cui Dovizioso ci si rilancia alla grande, riducendo da 16 a 11 punti il suo ritardo da Marquez. Tra Dovizioso e Marquez si apre per la seconda volta l’opzione del duello all’ultima curva. E per la seconda volta Marquez, con entrate piratesche ma legittime,  costringe il Dovi ad immense reazioni di testa. Sarà paradossale, ma è proprio Marquez che suo malgrado sta insegnando all’italiano come si fa a vincere contro un osso duro come lui. E’ chiaro che senza una moto a posto nessuno dei due sarebbe lì a giocarsela. E’ chiaro che la Ducati ha fatto con Dovi enormi passi avanti quanto li ha fatti la Honda con Marquez, molto di più di quanto non sia accaduto con i rispettivi compagni di squadra Lorenzo e Pedrosa. 

Come è chiaro che la Yamaha si sia impantanata in una fanghiglia che forse è di elettronica, dalla quale non esce sul bagnato e nella quale annaspa sull’asciutto.

 Ed è pure chiaro che il malaugurato caso di un contatto con caduta all’ultima curva tra Marquez e Dovizioso finirebbe per generare polemiche esplosive. Marquez entra sperando che Dovi resista all’esterno; invece Dovi intelligentemente incrocia la linea all’interno venendone fuori non solo indenne ma primo. La sottile differenza tra spellarci le mani per il duello e imbarcarci in una polemica sulla durezza e sul fairplay di Marquez sta tutta nella maniera svelta e acuta che ha Dovizioso di reagire. Non ci fossero i numeri di mezzo, meriterebbe il titolo già per questo l’italiano, che con la vittoria di Motegi apre un altro interrogativo abbastanza inedito: non sarà che Marquez il freddo, Marquez il cannibale, Marquez che cade in prova ma non in gara, Marquez che andrebbe forte anche in sella ad una scopa, ora non cominci un po’ a sentire la pressione di Dovizioso? Non sarà che l’intelligenza dell’italiano possa fare perlomeno pari col talento puro dello spagnolo? 

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