MotoGP: da Rossi a Lorenzo, una stagione riassunta in 10 numeri

MotoGp

Giovanni Zamagni

MotoGP, GP Australia 2017 (foto: Getty Images)

Numeri, statistiche e voti sul GP d’Australia e sulla stagione 2017 corsa fino ad oggi. Un modo per ripercorrere quanto accaduto a Phillip Island e non solo. La gara domenica alle 8.00 in diretta su Sky Sport MotoGP HD (canale 208) e su Sky Sport 1 HD (canale 201)

LA PROGRAMMAZIONE

MALESIA, MARQUEZ VINCE SE...

LE CLASSIFICHE

Mai successo quest’anno

I numeri confermano come quello d’Australia sia stato in assoluto il peggior GP della stagione per la Ducati. Nessuna DesmosediciGP, in qualsiasi versione, nei primi dieci: non era mai accaduto. Prima dell’Australia, il peggior risultato di un pilota Ducati era stato un sesto posto ad Austin, Sachsenring e Brno.

Zero, come le Ducati nei primi 10

In difficoltà anche in prova, non solo in gara

Un altro dato per confermare la poca competitività della Ducati su questa pista: solo una DesmosediciGP, quella di Andrea Dovizioso (11°). E’ la prima volta che accade. In Qatar erano state 4 le Ducati nei primi 12 in Q2 (FP3, in quel caso, perché le qualifiche non vennero disputate per la pioggia); 4 in Argentina; 3 in Texas; 2 in Spagna; 4 in Francia; 5 in Italia; 6 in Catalunya; 4 in Olanda; 4 in Germania; 5 in Rep.Ceca; 5 in Austria, 3 in Gran Bretagna; 6 a San Marino; 3 ad Aragon; 3 in Giappone.

Una, come le Ducati in Q2

In crescita costante

Per la seconda volta in questa stagione, oltretutto consecutiva, la KTM ha piazzato due moto in Q2. Non male, considerando che la Casa austriaca ha debuttato quest’anno nella categoria più difficile e tecnologica del motociclismo e che era riuscita a mettere una moto in Q2 solo nel GP di Germania (nona gara stagionale). Per la prima volta, KTM ha conquistato un posto sullo schieramento migliore di quello di Aprilia e KTM. Continuando a parlare della Casa austriaca, non si può dimenticare la prima vittoria in Moto2 e la prima doppietta: questi, ragazzi, fanno paura…

Due, come le KTM in Q2

Solo Vinales ne ha fatti di più

Con il tempo di 1’29”572, Johann Zarco ha realizzato il giro veloce in gara: è la terza volta che il francese mette il suo nome davanti a tutti in questa classifica. Anche Marc Marquez ne ha realizzati tre; solo Maverick Vinales ne ha fatti di più (4).

Tre, come i giri veloci di Zarco

Come ad Austin, Sachsenring e Brno

Per la quarta volta in questa stagione, Marc Marquez ha fatto la “doppietta” pole position e vittoria: ci era già riuscito in Texas, Germania e Rep. Ceca. Da notare, che dal 2013, da quando corre in MotoGP, Marquez ha sempre fatto almeno quattro “doppiette pole/vittoria: in particolare, 4 nel 2013/, 2015 e 2016; addirittura 10 nel 2014.

Quattro, come le doppiette pole/vittorie di Marquez

Dieci dall’inizio dell’anno

A Phillip Island, cinque piloti si sono alternati al comando: Jack Miller (dal primo a 4° giro); Valentino Rossi (dal 5° all’8° e dal 14° al 16°); Johann Zarco (dal 9° al 13°, e dal 17° al 18°); Maverick Vinales (dal 19° al 20°); Marc Marquez (dal 21° al 27°). Miller, così, è il decimo pilota che ha fatto almeno un giro al comando; ai cinque del GP d’Australia, bisogna aggiungere Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci, Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa e Jonas Folger.

Cinque, come i piloti in testa per almeno un giro

Più successi solo nel 2014

In Australia, Marc Marquez ha conquistato il sesto successo stagionale, come gli era accaduto nel 2013. Soltanto nel 2014 ne ha ottenuti di più (13), mentre nel 2015 e nel 2016 si era fermato a 5. A proposito di cinque vittorie, da quando Marquez è in MotoGP, solo due piloti sono riusciti a conquistare almeno 5 GP in una sola stagione: Lorenzo nel 2013 (8 successi che non gli bastarono per vincere il titolo) e Dovizioso nel 2017. Un dato che dovrebbe far pensare chi critica – a mio modo di vedere in modo inconcepibile – il pilota della Ducati.

Sei, come le vittorie di Marquez nel 2017

Sempre molto combattute

Ormai dovremmo essere abituati, perché quest’anno è sempre stato più o meno così, però fa sempre effetto vedere la classifica finale della Moto3: Mir, Loi, Martin, Rodrigo, Bastianini, Fenati e Sasaki – quindi i primi sette – sono arrivati al traguardo in meno di un secondo (0”834). E’ vero che la gara è stata interrotta 8 giri prima per la pioggia, ma è davvero incredibile che uno, in questo caso Sasaki, arrivi a meno di un secondo dal primo, ma sia “solo” settimo.

Sette, come i piloti in meno di un secondo nella Moto3

Come Miller e Rins

Conquistando l’ottava pole position stagionale, Joan Martin ha eguagliato il numero di pole ottenute in questa categoria da Alex Rins nel 2013 e da Jack Miller nel 2014.

Otto, come le pole di Martin in Moto3

In Malesia, il primo “March Ball”

Non ha vinto, ma anche in Australia Franco Morbidelli ha dimostrato tutta la sua velocità, intelligenza, aggressività nei sorpassi, ma anche acume nella gestione delle diverse situazione. E così, in Malesia, Franco Morbidelli, con 29 punti di vantaggio, ha il primo “match ball” per conquistare il titolo della Moto2, mai ottenuto da nessun pilota italiano. Tra l’altro, è dal 2009 che un italiano non vince un titolo mondiale (Valentino Rossi, MotoGP).

Nove, a Franco Morbidelli 

Un grande campione

Il protagonista numero uno del GP d’Australia è Joan Mir, che a 20 anni e alla seconda stagione iridata, ha conquistato il suo primo titolo iridato, vincendo anche il GP (nono successo stagionale, decimo della carriera): così fanno i grandissimi campioni. E Mir lo è, senza alcun dubbio: il suo titolo non è meritato, è stra meritato. Bravissimo. Ed è anche una bella persona.

Dieci, a Joan Mir

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