Beggio e Castiglioni, due sognatori opposti

MotoGp

Paolo Beltramo

Ivano Beggio (fonte: https://twitter.com/Asphalt_Rubber)
Beggio

Ivano Beggio, il “creatore” dell’Aprilia, e Claudio Castiglioni, il “mattatore” di Cagiva e Ducati. Due capitani dell’industria italiana, ma soprattutto due grandissimi appassionati di moto. Così diversi, ma anche così simili da sembrare complementari. Come il giorno e la notte, legati da albe e tramonti

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È la prima domanda che mi è nata spontanea quando ho saputo che Ivano Beggio, il creatore di Aprilia, ci aveva lasciati: cosa avrebbero potuto fare insieme lui e il suo opposto Claudio Castiglioni, pure lui scomparso da questa pista. Cioè Aprilia-Guzzi e Cagiva-Ducati. Opposti per carattere, modo di fare, atteggiamenti: guascone, divertente, grandioso, esagerato Claudio, riservato, compito, sempre misurato Ivano.

Li accomuno perché avevano lo stesso sogno: le moto, le corse, l’innovazione, erano dei visionari, degli illuminati. Li accomuno per i successi raggiunti, per un filo conduttore tecnico e manageriale che li ha uniti: Jan Witteewen e Carlo Parnat, passati da Cagiva ad Aprilia per continuare a raggiungere traguardi mondiali con un’industria italiana di punta. Innovativi, creativi, soprattutto innamorati delle moto, della velocità, appassionatissimi di gare e geniali capitani d’industria. Con alti e bassi industriali e sportivi, ma con una Luce particolare che brillava nei loro prodotti e con fiumi di champagne che irrigavano la loro passione sportiva.

Successi anni ‘80, anni ’90, soprattutto, ma per l’eredità di quell’Aprilia corsaiola anche questo millennio con i mondiali di Biaggi e Guintoli in Superbike. Due modi molto diversi di essere imprenditori e appassionati di moto e di corse che hanno comunque il comun denominatore del genio italiano, della passione viscerale, del nostro modo unico, fantasioso di vincere. Aprilia ora appartiene al Gruppo Piaggio, Cagiva è restata in famiglia con MV e il figlio Giovanni, comunque continuano.

Ma immagino se qualcuno, qualcosa fosse riuscita a metterli insieme, a fonderli in un’unica azienda, a mescolare l’intuitività esplosiva di Claudio, con la passione razionale, educata, filtrata di Ivano, forse oggi avremmo un Gigante italiano della moto con marchi come Cagiva, Ducati, Aprilia, MV Agusta, Guzzi, Husqvarna, Piaggio, Gilera sotto lo stesso altissimo tetto. Con risultati che -forse- sarebbero il “made in Italy” al cubo e che dominerebbero piste e mercati.

Questo è un sogno di fantamotociclismo, mai stato realizzabile in realtà. Godiamoci quello che resta di questi sogni: spezzettato, suddiviso, ma comunque meraviglioso. Eterno.

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