MotoGP 2018, Paolo Beltramo: "Valentino Rossi-Marc Marquez, duello di fuoco dal 2015"

MotoGp

Paolo Beltramo

Rossi e Marquez, protagonisti del Motomondiale. La loro rivalità è esplosa di nuovo in Argentina (Getty)

Dura da tre anni, l'astio tra Rossi e Marquez: "Fondamentali i GP corsi in Argentina, Olanda, Australia, Malesia e infine quello di domenica, proprio sullo stesso tracciato di Termas de Rio Hondo in cui tutto è cominciato", spiega Paolo Beltramo, che fa chiarezza intorno ai motivi e ai circuiti decisivi nella rivalità tra i due piloti

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Dall' Argentina 2015 all'Argentina 2018: Valentino Rossi e Marc Marquez infiammano il Mondiale nello stesso circuito. Il duello tra loro si è acceso tre anni fa e sembrava avere trovato equilibrio dopo il finale in Malesia, invece a Termas de Rio Hondo domenica è esploso nuovamente, a quattro giri dal termine. "Ci vorrebbe un estintore per spegnere il fuoco che ormai divampa tra loro", sottolinea Paolo Beltramo. "All'inizio Marc era visto con una certa simpatia da Valentino, che nel ruolo del vecchio campione vedeva lo spagnolo come un giovane fenomeno che cercava di imitarlo in certi sorpassi. Ma dal GP d'Argentina 2015 tutto cambia. Al penultimo giro Marc tocca Valentino e cade: da lì comincia a diventare un odio, che però non era ancora così mediatico". E poi? "Poi nello stesso anno si arriva in Olanda, all'ultima curva del circuito di Assen: Marquez cerca di entrare su Rossi che però raddrizza la moto, passa sulla terra e vince il GP. Seguono le dichiarazioni polemiche dello spagnolo: 'Ora ho scoperto che si possono tagliare le varianti…". Dall'Olanda la battaglia tra i due piloti si sposta in Australia. Dove apparentemente non succede nulla, invece quattro giorni dopo, nella conferenza stampa del GP in Malesia, Valentino accusa Marc di averlo volutamente rallentato per fargli perdere il Mondiale che il Dottore si stava giocando con un altro spagnolo, Jorge Lorenzo". La gara la conoscete tutti, con l'episodio da cui deriva la penalizzazione decisiva per far perdere il Mondiale a Rossi, che parte ultimo nel GP successivo in Valencia". "E' una lotta tra maschi alfa, tra cervi che si scornano per il controllo del territorio, quello più bello e ricco del Motociclismo".

Le parole dei protagonisti a fine gara

Rossi - speronato, caduto, ripartito e solo 19° al traguardo in Argentina - ha ripetuto di avere paura quando in pista si trova vicino allo spagnolo. Marquez - 5° sul traguardo, ma retrocesso per "guida irresponsabile" oltre la zona punti - ha invece ripetuto di non aver mirato il pilota della Yamaha per farlo cadere. "Lui ti punta la gamba pieno e sa che lui non cade e spera che cadi tu, il problema è che lui è recidivo e corre cosi' con tutti. Non ha alcun rispetto per i suoi avversari". "E' una brutta situazione - ha rincarato Rossi, quando in Italia era già notte inoltrata - Un incidente può capitare a chiunque. Ma da venerdì mattina Marquez ha riservato questo trattamento ad alcuni piloti, tra cui me. Sono spaventato quando mi trovo in pista con lui. Va fermato. Sta distruggendo la MotoGP".

"E' stata una gara difficile in una domenica difficile" - ha invece risposto Marquez - "Ma mai, nella mia carriera, ho colpito intenzionalmente un altro pilota. Le accuse di Valentino non mi preoccupano. E ci ricordiamo tutti come fosse lui a 25 anni...". Sulla partenza: "Ho cercato di capire dai commissari di pista cosa dovessi fare dopo lo spegnimento della mia moto. Uno ha alzato le mani, un altro ha sollevato il pollice. L'ho preso per il segnale che potevo rimanere". A provocare il contatto con Rossi "sono state le condizioni della pista. Ho toccato una pozzanghera, ho bloccato l'anteriore e rilasciato i freni. Ho provato a girare per evitarlo. Lui è finito sull'erba ed è caduto. Mi sono scusato subito. Nessuna follia, è stato un incidente di gara".

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