Il giro pazzo ad Austin è di Marquez, ma è Moto2

MotoGp

Zoran Filicic

Alex Marquez sul circuito di Austin (foto: twitter Alex Marquez)

Austin terra di conquista per la famiglia Marquez, dopo la pole in MotoGP di Marc (la sesta su sei al Circuito delle Americhe) anche il fratellino replica con la prima casella della griglia, riportando in pole gli stessi tre spagnoli (Marc ed Alex Marquez, Jorge Martin) di Valencia 2017, ultima gara del campionato scorso

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La qualifica della classe di mezzo non inizia bene per i colori italiani mentre sono gli spagnoli a fare la differenza, con un Marquez costantemente veloce e gli altri ad inseguire. La sessione è lunga, c’è tempo e la griglia si disegna negli ultimi minuti, dopo gli attacchi alla pole di Sam Lowes (il britannico chiude al secondo posto), la sorpresa del rookie Joan Mir (miglior qualifica di Moto2 per il campione del mondo della classe leggera in carica, quinto) ed infine il recupero degli italiani.

Mattia Pasini aveva disputato un’ottima terza sessione, dopo i problemi tecnici del venerdì, risultando il secondo più veloce overall e confidente su qualsiasi scelta di gomma, sia con la dura che con la morbida al posteriore; impressiona la serenità e la tranquillità del Paso, momentaneo leader della classifica iridata, che si sente a posto, sa di poter dire la sua e giustamente si candida nel lotto dei favoriti per la gara di domenica. La sua prima fila ne conferma la competitività, e quando Pasini sogghigna, sornione, c’è da preoccuparsi.

Interessante è la seconda fila, coi due piloti dello Sky Racing Team VR46 ad aprire (Bagnaia) e chiudere (Marini) la seconda fila. Per Pecco poteva anche venire fuori qualcosa in più ma nell’ultimo giro utile arriva un errore che ne compromette la prima fila, ormai i conti si devono fare anche col pilota di Chivasso, ormai una certezza. Marini invece è costante, segue il compagno di squadra, conferma tranquillità e velocità, costante ed in crescita.

Anche se siamo solo alla terza sessione di qualifica della stagione il processo di adattamento alla Moto2 di Mir (quinto) è notevole, migliora ad ogni qualifica e, al momento, ad ogni gara, è osservato speciale per i 18 giri del GP delle Americhe.

Lontano Baldassarri, diciassettesimo, insieme a Pasini e Bagnaia occupa le prime tre posizioni del campionato e i tre italiani hanno dalla loro l’esperienza (che manca a Mir) del gestire una gara intera della categoria ed il conseguente consumo gomme mentre Lowes è ancora in attesa dei risultati importanti dopo il suo ritorno in Moto2. Misteriosa la lontananza di Oliveira, sempre veloce lungo le sessioni libere, dalle posizioni che contano: il portoghese partirà dalla dodicesima casella ma non è da sottovalutare.

Si prevede una gara di gruppo, con scrematura nell’ultima parte dei diciotto giri ma a lottare per il podio dovrebbero essere in grado almeno sei piloti, più qualche sorpresa, ma queste in Moto2 non mancano mai.

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