Moto3, GP Assen: Martin vince e sale in testa al Mondiale

MotoGp

Guido Sassi

Lo spagnolo vince la quarta gara su otto e torna in testa al campionato, Bezzecchi cade all’ultimo giro quando era quarto. Le Honda completano il podio con Canet e Bastianini, campanello d’allarme per la KTM che non vince dal GP di Francia

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Jorge Martin vince con lo stile che gli è consueto: gara in gran parte comandata o gestita nel gruppo di testa, dopo una pole che aveva messo in chiaro ancora una volta chi fosse il più veloce in pista già al sabato. La zampata decisiva del pilota di Gresini arriva nel finale, mentre Bezzecchi cade all’ultimo giro e perde la testa del mondiale, dove ora insegue lo spagnolo con due lunghezze di ritardo.

Martin occupa la pole position al TT Assen ed è la 14esima volta che lo spagnolo parte al palo, record di categoria. La statistica vuole però che nessun pilota scattato dalla pole in Moto3 abbia mai vinto e gli italiani con Bezzecchi, Bastianini, Bulega e Dalla Porta hanno buone carte da giocarsi in questa gara.
Il pilota di Gresini parte a fionda come di consueto, Bastianini e Dalla Porta si mettono all’inseguimento. Prima della fine del primo giro Bezzecchi riesce però a inserirsi tra i due Leopard. Al secondo giro, prima della curva sette, il leader del mondiale passa anche Bastianini e guida l’inseguimento dei tre italiani allo spagnolo con il numero 88.

Botta e risposta tra i due pesi massimi della categoria, che segnano ciascuno il giro veloce sull’ 1’42” e sei decimi; Bezzecchi però non riesce a recuperare in questa fase il mezzo secondo abbondante di distacco su Martin. Passa un altro giro e Canet va a prendere Bezzecchi dopo avere infilato i due Leopard.
Il pilota di Monlau mostra un altro passo rispetto agli italiani e guadagna anche la seconda posizione, ma il 44 non si accontenta mostrando di averne per andare a prendere il leader della gara. Dopo 4 giri e mezzo Canet si sbarazza anche di Martin, girando in 1’42’ e basta: un tempo migliore della pole position, nessuno ha minimamente il suo passo. La buona notizia per i nostri colori e per il campionato è che anche Bezzecchi, trascinato da Canet, riesce a riprendere e passare Martin, il suo più diretto rivale nella corsa al titolo.

Tra il primo gruppo e gli inseguitori ci sono - a 15 giri dal termine- 4 secondi e mezzo, quanto basta per tagliarli fuori dalla lotta per la vittoria: la battaglia tra la sesta e la undicesima posizione coinvolge Di Giannantonio, Masia, Ramirez, Binder, Bulega e Dalla Porta, finito dietro, con John McPhee che invece prende il suo posto nel primo quintetto.
In testa intanto anche la fuga di Canet è giunta al termine e i primi cinque guidano in gruppo, alternandosi al comando. A 11 giri dalla fine Martin prova a dare un nuovo strappo, ma la fuga non sembra possibile.

A cinque giri dal termine Bezzecchi passa al comando per mezzo giro, poi tocca a Canet: tutti voglio stare davanti per non trovarsi in coda al gruppetto nei giri finali. Tuttavia, quando ne mancano tre, Bezzecchi va lungo alla prima staccata, Martin si infila e in mezzo giro prende sei decimi di vantaggio sugli altri: McPhee cade cercando di rimanere con il gruppo, Bezzecchi soffre, Bastianini e Canet si ostacolano a vicenda.
L’ultimo giro cala come una mannaia sulle speranze di Bezzecchi: anche l’italiano cade nel tentativo di tenere il ritmo dei primi, Martin va a vincere mentre Bastianini perde la volata per il secondo posto con Canet.

Grazie alla quarta vittoria in otto gare Martin torna in testa al campionato, con due punti di vantaggio sullo stesso Bezzecchi. Per il pilota del team Pruestel una dolorosa battuta d’arresto e la brutta prospettiva di guardare tre Honda monopolizzare il podio. Per la Ktm un campanello d’allarme: la moto austriaca non vince dalla Francia e al netto delle cadute di Martin avrebbe probabilmente raccolto anche meno.

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