MotoGP, GP Germania: al Sachsenring va in scena la storia

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Michele Merlino

In Sassonia si corre dagli anni ’20 del secolo scorso. Dal circuito stradale degli albori, alla grande sfida tra Agostini ed Hailwood, per arrivare all’epoca moderna con Rossi, Marquez e la Honda a far la differenza

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Il circuito stradale

Il “vecchio” Sachsenring era un circuito stradale che partiva da Hohenstein-Ernstthal e puntava a Nord. Costeggiava l’autostrada A4, quindi voltava a sud, prendendo la B180 e quindi, con l’ultima curva verso Est, chiudeva il giro di 8,6 km.

La prima gara si svolse nel 1927, l’anno successivo venne riproposto, ma 41 incidenti forzarono gli organizzatori a cancellare l’evento. Le gare ripresero nel 1934 e nel 1961 il Sachsenring divenne parte del calendario mondiale come GP della Germania Est.

La guerra fredda, Ago e Mike “the Bike” i dominatori

In piena epoca della Cortina di Ferro, Agostini ed Hailwood, su MV Agusta, dominarono: Mike “The Bike” vinse 4 gare della top-class consecutive dal 1962 al 1965 ed Ago 6 di fila dal 1967 al 1972.

Il 1972 fu l’ultimo anno del “vecchio” Sachsenring nel mondiale: nelle 250 vinse il tedesco dell’Ovest Dieter Braun e gli altoparlanti del circuito vennero silenziati mentre suonava l’inno della Germania “rivale”. L’evento continuò fino al 1989, ma fuori dal motomondiale, e riservato solo ai paesi dell’Est Europa.

La nuova pista, l’epoca moderna

Il “nuovo” Sachsenring vide la luce nel 1996 e fu pronto ad ospitare una gara del mondiale nel 1998. Pronto, ma in teoria inadeguato agli standard FIM: troppo corto rispetto ai 3,5 km richiesti come minimo indispensabile. Si trovò un escamotage: misurando il circuito con lo standard della “racing line” invece di utilizzare lo standard FIM “average-inside-and-outside”, il tracciato risultava di 8 metri superiore al minimo (3,508 km), quindi adatto.

Scoppiarono le polemiche, rispose Ezpeleta: “Non mi interessa se la pista è più corta del minimo richiesto. Se non è pericolosa ed abbiamo 65.000 persone che comprano il biglietto in anticipo, per me è una buona gara.” Il circuito venne poi modificato nel tratto opposto al rettilineo di partenza/arrivo e la lunghezza arrivò a 3,671 (3,704) km nel 2001.

Spagna vs Italia: anche qui è sfida

Considerando il vecchio e nuovo Sachsenring, il bilancio delle sfide è di 12 a 10 per l’Italia (6 Agostini, 4 Rossi, 2 Biaggi). Se ci limitiamo al nuovo tracciato, la Spagna conduce per 10 a 6 sull’Italia. Tutte e 10 le vittorie spagnole qui sono state ottenute su moto Honda, una sola di esse senza i colori Repsol (Gibernau nel 2003: Telefonica Movistar Honda).

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