MotoGP, GP Repubblica Ceca. Brno, una pista da "bollino rosso" per i freni

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Decimo round della stagione per la MotoGP sul circuito di Brno, impegnativo per tutti, anche per i freni, ecco le staccate “ad alta tensione” e i punti chiave

IL TRIONFO DI DOVIZIOSO A BRNO

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Questo weekend si correrà il quarantunesimo GP di Repubblica Ceca sullo storico tracciato di Brno, circuito unico nel suo genere per il mix di curve veloci, grandi accelerazioni e variazioni altimetriche. Una vera e propria montagna russa asfaltata che richiederà tanto impegno a piloti, team e moto. Aspetto cruciale del weekend saranno gli impianti frenanti (che per la top class sono forniti unicamente da Brembo).

I dati della pista e tre frenate “complesse”

A Brno si frena per il 27% del tempo di un giro, per un totale di circa 31 secondi, non un grande numero visto che in altri sette circuiti del mondiale questo valore è più alto. Il tracciato è comunque classificato come “molto impegnativo” con un grado di difficoltà di 4, in una scala da 1 a 5. Questo, principalmente e causa di tre frenate in corrispondenza delle curve 1, 3 e 10.

Partiamo dalle prime due, entrambe richiedono uno spazio di frenata da record di, rispettivamente, 226 e 231 metri. In Curva 1, la Frantisek Stastny, ci si “attacca ai freni” per 3,8 secondi e si esercita una forza di 5,7 kg sulla leva del freno.
In Curva 2, invece, la decelerazione è meno forte perché la pista è in salita: 1,4 g di decelerazione per 4,3 secondi e 10 bar di pressione del liquido freno.
La frenata per eccellenza in Repubblica Ceca è però alla Curva 10, intitolata a Kevin Schwantz. In questo tratto di pista le MotoGP arrivano 280 km/h e frenano per 4,2 secondi per scendere a 100 km/h. I dati sono impressionanti: 6,2 kg sulla leva del freno, decelerazione di 1,5 g, 210 metri di frenata totale con la pressione del liquido freno a 10,7 bar.

Brembo, 40 anni di “staccate” made in Italy

Il decimo GP della stagione è anche un momento speciale per la casa italiana che equipaggia il 100% dei team della MotoGP (e non siamo in regime di monofornitore obbligatorio). Sono trascorsi infatti 40 anni dalla prima vittoria in top class, quella che allora era la 500. Sul circuito del Nurburgring nel GP della Germania Ovest del 1978 Virginio Ferrari vinse in sella ad una Suzuki RGB privata portata in pista dal team Gallina che disponeva di pinze Brembo a 2 pistoni da 38 mm Serie Oro, di una pompa assiale Brembo da 15,87 e di 2 dischi anteriori, anch’essi Brembo, in ghisa da 280 mm. Una storia tutta italiana, Brembo allora contava circa un centinaio di dipendenti, ora più di 10.000

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