Bezzecchi e Bagnaia, ma non solo. L’Italia riparte da Moto2 e Moto3

MotoGp

Francesco Berlucchi

Nel recente passato, le due categorie minori erano la fucina di nuovi talenti spagnoli, mentre i piloti italiani faticavano a raggiungere buoni risultati ed arrivare fino in MotoGP. Adesso però il vento è cambiato: tra Moto2 e Moto3, sono ben 18 gli italiani. E in entrambe le classi la classifica è guidata da un nostro connazionale. Come è stato possibile?

LA CLASSIFICA - IL CALENDARIO

Il Gran Premio d’Austria ha regalato tre gare mozzafiato, con duelli epici degni della regia di Sergio Leone: in Moto3, Marco Bezzecchi e l’eroico Jorge Martin; in Moto2 Francesco Bagnaia si inventa un sorpasso alla Dovizioso e sorprende Miguel Oliveira all’ultima curva; e poi, nella top class, Jorge Lorenzo torna Por fuera e dice di aver perso anni di vita nel duello con Marc Marquez.

Ciò che solo poco tempo fa sembrava davvero impensabile è però la rinascita del motociclismo italiano in tempi così brevi. Un movimento che cresce e trova nuova linfa proprio nei piloti più giovani, quelli della Moto2 e della Moto3. A partire da Bezzecchi, leader della classe minore dopo 11 gare nonostante i pronostici per il titolo mondiale, a inizio campionato, parlassero solo spagnolo.

E invece, a Spielberg, Bez trova la sua prima pole nel Motomondiale e diventa l’ottavo italiano a conquistare almeno una pole in Moto3. Dove quest’anno sono già scattati in cima alla griglia di partenza Antonelli, Arbolino e Bastianini. Ecco, proprio Bestia conquista in Austria il suo 22esimo podio, eguaglia Maverick Vinales al terzo posto di tutti i tempi nella classe leggera e regala all’Italia la seconda doppietta dell’anno dopo quella di Barcellona.

In Moto2, invece, la terza pole e la quinta vittoria sono il bottino di Pecco Bagnaia. Che sorpassa Oliveira anche in classifica e torna leader del campionato. Un mondiale combattutissimo, in cui i soli tre punti di distacco tra Bagnaia e Oliveira sono il gap più ridotto di sempre, dopo 11 gare. Dire che questo Oliveira è un avversario ben più ostico di Tom Luthi, non sembra un azzardo. Ma Pecco ha già dimostrato preparazione e solidità mentale da top class, quella in cui correrà nella prossima stagione con la Pramac. E ben 23 gare consecutive sempre a punti parlano chiaro.

Ma oltre alle due punte di diamante, c’è ancora tanta sostanza. C’è Luca Marini, tre podi in meno di un mese e confermatissimo nello Sky Racing Team VR46 anche nel 2019; Lorenzo Baldassarri, che tra alti e bassi finora ha sicuramente raccolto meno di quanto avrebbe meritato; Mattia Pasini, il veterano alla sua seconda vita in Moto2; Fabio Di Giannantonio, che si sente pronto per il salto nella classe di mezzo ed è terzo in una classifica Moto3 che con Bastianini, Dalla Porta e Migno vede ben cinque italiani nei primi 10.

Dietro le quinte, c’è il lavoro enorme chi di sostiene questi talenti. Come lo Sky Racing Team e la VR46 Riders Academy, della quale molti di questi piloti fanno parte, ma anche di tutti gli altri team che da anni scommettono all in sui talenti italiani.

È soprattutto grazie a loro che il vento sta cambiando. Anche nelle categorie dove il tricolore in passato faticava a salire sul podio, come la Moto2, oggi sono gli spagnoli ad ottenere solo tre vittorie nelle ultime 40 gare. Franco Morbidelli ha aperto la strada, nove mesi fa, e riportato un mondiale in Italia dopo 8 anni. Sognare il bis è più che mai possibile, e farlo sia in Moto2 sia in Moto3 potrebbe essere il vero colpo di scena. Come nei migliori film di Sergio Leone.

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