Romano Fenati testimonial FIM per espiare e ripartire

MotoGp

Guido Meda

L’idea, rivelata dal Corriere dello Sport, partirebbe dal presidente della Federazione Internazionale Ippolito. Servirebbe per restituire a Fenati l'immagine e anche una moto. Ma per il 2019. In questa stagione le porte sembrano tutte chiuse

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Al di là di ogni suggestione e strumentalizzazione possibile sul futuro di Romano Fenati, l’espiazione per il gesto su Stefano Manzi alla fine corrisponderà alle due giornate di stop decise a Misano dallo Steward Panel. Fenati avrà poi la possibilità formale di tornare in sella. La sostanza però potrebbe non essere dello stesso tipo.

L’incontro a porte chiuse di Ginevra tra il pilota e la Federazione Motociclistica Internazionale non ha portato ad alcun inasprimento della sanzione, anzi. Il presidente Vito Ippolito - che è stato motociclista a sua volta - immaginiamo sia stato severo sì, ma umano e comprensivo. La tragica campagna di comunicazione mediatica e social che è stata a tratti ultra-colpevolista ai limiti del linciaggio e a tratti ultra-innocentista seguendo il tipico ciclo vitale dei casi eclatanti, sta abbandonando gli estremismi sgangherati e sta rientrando in un alveo di normalità. Come se la lezione, a partire da Fenati, fosse stata metabolizzata da tutti. Forse bastava solo aspettare un po’, ma – ora che è tardi -  i pronunciamenti delle istituzioni e i provvedimenti dei team e dei loro sponsor non si cancellano solo perché il "sentimento" dei social network si modifica fisiologicamente nel tempo.

Per tornare in sella dopo la Malesia a Fenati servirebbero una moto e un team. Se fosse vero che Carmelo Ezpeleta (Ceo di Dorna che organizza il Mondiale e ne vende i diritti), dispiaciuto per Fenati che a 22 anni rischia di interrompere la carriera, fa il tifo per un suo ritorno in sella, è francamente difficile ipotizzare che la destinazione possa essere quella del suo team di origine.

Lo "Snipers Marinelli" è stato morbido e protettivo con il proprio pilota la domenica, ma durissimo il lunedì fino a scaricarlo con un comunicato che lasciava spazio a poche interpretazioni. La stessa cosa l’ha fatta MV Agusta, che si era impegnata a fornirgli una moto per il prossimo anno. Si erano spaventati gli sponsor per una ricaduta reputazionale che lì per lì era stata sopravvalutata? Molto probabilmente sì. Sono ancora spaventati? E’ plausibilissimo e forse anche un po’ legittimo trattandosi di aziende. Quanto è ipotizzabile dunque che dopo un comunicato del genere lo possano riprendere al volo? Poco. Quale altro team potrebbe ospitare il talento di Fenati in questo momento? Realisticamente non pare che il mercato pulluli di posti per lui, a meno di auspicabili sorprese dell’ultim’ora. La speranza è che per Fenati si possa riaprire la strada di MV Agusta se il rapporto tra Fenati e Manzi si distendesse al punto da convincere Giovanni Castiglioni a riconsiderare la propria posizione.

Il Corriere dello Sport, ripreso poi da molte testate, ha raccontato della possibilità che Fenati nei prossimi mesi possa diventare testimonial di una campagna per la sicurezza stradale. Non sarà magari proprio quella la strada definitiva, ma qualcosa che abbia a che fare con l’immagine pulita del motociclismo Fenati come testimonial della Federazione Internazionale potrebbe sostenerla. Se fosse vero e se a Romano interessasse tornare più forte di prima, farebbe bene a prestarsi. Con un po’ di autoironia e un po’ di impegno potrebbe essere straordinario il risultato e straordinaria la velocità di guarigione della ferita prima di tornare ripulito nell’immagine e dai suoi accessi di collera a fare ciò che gli riesce meglio: guidare la moto.

Rimane il fatto che una sospensione più lunga avrebbe evitato questo strascico di accuse, difese e fantasie che francamente comincia ad avere un po’ del patetico. Avrebbe evitato i licenziamenti in tronco presenti e futuri. Avrebbe evitato il sospetto di impunità da parte dei colpevolisti, che a loro volta hanno stimolato la inevitabile reazione degli innocentisti. A cui ora si sono accodati immancabili i complottisti, che con grande fantasia immaginano Fenati vittima di una grande, ma improbabilissima macchinazione. Tutti a litigare, come se a monte non ci fosse un fatto oggettivo, che è la scaramuccia con Manzi finita con un brutto gesto. Chi ha seguito Sky Sport sa che non ci siamo lasciati travolgere dalla fretta, dalle opportunità di speculazione e dall’isteria collettiva, riservando alla vicenda solo analisi oggettive, opinioni personali e pacate, buonsenso e persino indulgenza e comprensione umana.

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