MotoGP, GP Aragon. Aprilia e KTM, destino comune pensando già al 2019

MotoGp

Paolo Lorenzi

Nonostante gli sforzi i piani alti della classifica restano lontani. Il marchio italiano non ha migliorato fin qui i risultati del 2017, quello austriaco ha fatto poco meglio. Meglio dunque progettare la prossima stagione, quando arriveranno Iannone (Aprilia) e Zarco (KTM)

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Se Atene piange, Sparta non ride, recita un vecchio adagio. Ai tempi nostri, e parlando di MotoGP, se l’Aprilia stenta a ritrovare il sorriso, nemmeno la KTM ha motivo di gioire. Il bilancio è per entrambe le squadre ancora insufficiente. Rispetto alle attese e con i dovuti distinguo.

Aleix Espargaro e Scott Redding fin qui hanno sommato meno punti rispetto alla passata stagione, mentre il fratello Pol con Bradley Smith hanno più o meno ottenuto gli stessi risultati del 2017, giusto un paio di punti in più. Avvicinarsi ai vertici della MotoGP richiederà nuovi e maggiori sforzi, in chiave 2019, quando arriveranno moto e squadre rinnovate. La casa austriaca ha già messo in pista il motore dotato di albero controrotante, che ha strappato fin dai test di Jerez a maggio, l’approvazione di Pol. Si lavora inoltre sul telaio, per adattarne le flessibilità al diverso comportamento del V4 e si attende con fiducia l’arrivo di Johan Zarco, al posto di Bradley Smith che finirà in Aprilia, guarda un po’, col nuovo ruolo di collaudatore.

Rispetto al team austriaco quello italiano assomiglia più a un grande cantiere aperto. Motore, telaio, forcellone, elettronica e scarichi sono in perenne evoluzione. La potenza non manca ma metterla a terra nel modo corretto non è uno scherzo. I week end di gara talvolta si trasformano in sessioni di collaudo, magari a scapito dei risultati della domenica. Nuove figure sono attese in squadra, per mettere ordine e razionalizzare le risorse. Intanto largo ad Andrea Iannone, nel 2019, per quel salto di livello non più rimandabile.

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