MotoGP, GP Thailandia 2018. Dovizioso, l’ultimo baluardo allo strapotere Marquez

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Paolo Lorenzi

Dovizioso ai test in Thailandia (Foto: Getty)

Contro lo strapotere di Marquez le speranze di mantenere aperto il campionato della Motogp sono riposte nelle mani del ducatista, il pilota nelle migliori condizioni tra tutti gli inseguitori. Considerando i malanni tecnici delle Yamaha e quelli fisici di Jorge Lorenzo

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Alla fine ne rimarranno solo due, come in un’antica profezia cavalleresca. I duellanti in questione hanno i nomi e i volti di Marquez e Dovizioso, il primo per un’evidente superiorità tecnica, il secondo per una sorta di selezione sportiva. Marquez fin qui ha rispettato i pronostici, il “Dovi” ha invece superato le curve di un tortuoso percorso agonistico da cui è uscito quasi indenne. A differenza di altri che in quei tornanti ci sono invece impantanati, come Rossi e Vinales, rallentati nella loro rincorsa al fenomeno spagnolo da una Yamaha poco performante. O come Lorenzo, partito in ritardo a capire la Desmosedici, salvo riprendersi e stupire con tre vittorie perentorie, prima di ripiombare nel limbo dei risultati negativi. O come Pedrosa a un passo dal ritiro, le Suzuki non ben definite, l’altalenante Crutchlow, l’inconsistente Zarco.

Alla fine resta lui, il solito Dovizioso, col suo lavoro metodico, la sua proverbiale tranquillità, e la certezza che, quando le cose girano per il verso giusto, lui c’è sempre. Nonostante i punti buttati via a inizio stagione Andrea ha una solida convinzione. A render la vita dura, a Marquez, lui non ci pensa due volte. Dovizioso è oltretutto in gran forma, motivato nonostante il divario in classifica (-72 punti da Marquez) e probabilmente consapevole del ruolo di antagonista diretto dello spagnolo. Almeno in questa fase di campionato. Il Buriram è in parte un’incognita, ma i test d’inizio stagione non hanno svelato il reale potenziale della sua Ducati, cresciuta di livello nel corso della stagione. E pertanto temuta da Marquez, ormai certo che solo le rosse bolognesi possono rallentarne il passo verso il titolo. Se la sfida resta ancora aperta, se i giochi per il campionato non sono del tutto chiusi, è merito del binomio Dovizioso-Ducati.

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