MotoGP, l'editoriale di Guido Meda: le 7 caratteristiche del fenomeno Marc Marquez

MotoGp

Guido Meda

Marquez, con sette titoli Mondiali ad appena 25 anni, sta ispirando il motociclismo del presente e del futuro. Ma cosa rende Marc un pilota così speciale? Ecco le 7 caratteristiche del campione spagnolo secondo Guido Meda

LA CLASSIFICA - IL CALENDARIO

1) UNA VOLTA OGNI TANTO

Chi dice dieci anni, chi dice venti, chi cinquanta. Ecco, Marquez è uno di quei piloti che nascono una volta ogni tanto. I Maradona, i Valentino Rossi, gli Ayrton Senna, gli Alberto Tomba, quelli che una volta ogni tanto, per l’appunto, cambiano un'epoca.

2) EQUILIBRISTA 

A parte che fa girare la moto in un fazzoletto e non si sa come, anche equilibrista non è un aggettivo. Amen. Ma è ciò che in un milione di casi da fenomeno ormai ha salvato Marquez, convertendo le sue cadute in salvataggi dove chiunque sarebbe andato in terra. Come tutti i grandi ha inventato qualcosa: la terza ruota, forse anche la quarta, con gomito e ginocchio.

3) ROSSIANO

Che piaccia o no, alla luce del fatto che i due non hanno più nulla da dirsi, Marquez è la cosa più simile a Rossi che sia apparsa in questo millennio motociclistico. Per intelligenza, reattività nell’emergenza, fame, passione, cattiveria agonistica, leggerezza, estroversione. Ora anche per traguardi. A numero di titoli e di vittorie è lì con Valentino quando aveva la sua stessa età.

4) FEROCE

Dietro al sorrisetto da jocker nasconde una belva che non guarda in faccia a nessuno. Degli altri gli importa proprio poco. Intende il motociclismo come un divertimento molto individuale, in cui può diventare duro e aggressivo in pista sul limite sindacale della correttezza, poco prima o poco oltre. Obbligando il motociclismo a ripensarsi e a scrivere una nuova giurisprudenza. Mentre i giovani riscrivono, ispirandosi a lui, il manuale del motociclismo del futuro.

5) FURBO

Non fa fatica a dire balle. Quelle balle da riderci su quando lo smascheri o quando si maschera da solo. Quelle astuzie con cui nasconde le sue strategie per essere vincente. Quelle tattiche inedite con cui scende su pista bagnata con gomma da asciutto o viceversa e poi ci vince! 

6) CORAGGIOSO

Essendo il motociclismo uno sport pericoloso ed essendo  lui quello che lo interpretata in maniera più estrema, Marquez potrebbe essere definito un pilota pericoloso. Ma il suo modo di cacciarsi nei pericoli  ha soprattutto a che fare con lo strumento che l’uomo ha per vincere il pericolo. Il coraggio. Marquez è pericolosamente coraggiosissimo. Si è campioni, grandi, anche così.

7) SIMPATICO

Se non ci fosse la macchia del 2015 (cioè la lite con Valentino) nel suo curriculum, anche i milioni di tifosi del 46 in tutto il mondo starebbero sempre a parlare di un pilota aperto, estroverso, con un grande senso dell’umorismo e poca propensione a prendersi sul serio. Giudizi e pregiudizi personali a parte, anche quello lo sa fare da fenomeno. In tempi di comunicazione di massa fa brodo. Se è vero che per distruggere basta niente (è accaduto), è anche vero che essere simpatici aiuta, con il tempo, a ricucire con chi prima o poi troverà la maniera di dimenticare.

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