MotoGP, GP Valencia 2018. Guida tecnica: gomme e freni al Ricardo Tormo

MotoGp

L’ultimo appuntamento del mondiale 2018 si terrà, come consueto, a Valencia. Il circuito è molto particolare, corto e molto tortuoso, tutto raccolto attorno al Motodrom gremito all’inverosimile. Ecco le scelte di Michelin per le gomme e l’impegno dei freni secondo l’analisi Brembo

Il GP di Valencia è in diretta su Sky Sport MotoGP (canale 208). Le gare: Moto3 alle 11, Moto2 alle 12.20, MotoGP alle 14

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Dopo la lunga trasferta tra Asia e Oceania con le tappe in Thailandia, Giappone, Australia e Malesia, il Motomondiale ritorna in Europa per l’ultimo appuntamento della stagione 2018. Il Circuito Ricardo Tormo, nonostante la sua lunghezza di appena 4.005 m, rappresenta un banco di prova significativo per il fornitore di pneumatici Michelin per via del particolare layout e delle temperature ambientali.
La pista si percorre in senso antiorario, quindi, a maggior ragione, attenzione a Marc Marquez che nei tracciati anti-clockwise sembra imbattibile. Il layout è particolarmente tortuoso, con ben quattordici curve: nove a sinistra e cinque a destra. La predominanza delle pieghe sinistrorse ha spinto Michelin a portare gomme slick asimmetriche sia all’anteriore sia al posteriore (è solo la terza volta quest’anno) nei compound Soft, Medium e Hard, tutte con una spalla sinistra più dura.
Le caratteristiche delle mescole sono state pensate anche tenendo in considerazione la necessità di entrare rapidamente in temperatura, visto il clima potenzialmente freddo a Valencia nella seconda metà di novembre. Per far fonte ad eventuale pioggia saranno disponibili gomme rain con mescole Soft e Medium anteriori e posteriori, queste ultime con design asimmetrico.

Il particolare layout, con una successione senza tregua di curve strette e tecniche, fa sì che il tracciato non sia particolarmente esigente sui freni. Il Ricardo Tormo viene infatti classificato con un indice di difficoltà pari a 3 (da 1 a 5), il più basso delle quattro tappe spagnole del Motomondiale, seppur i sistemi frenanti siano impegnati per il 30% del giro. La tortuosità del circuito si riflette sulla velocità media sul giro, la più bassa del campionato con 161,2 km/h vs i 186,9 km/h del Red Bull Ring.
L’unica staccata veramente impegnativa è quella di curva 1, intitolata a Jorge “Aspar” Martinez vincitore di 4 Mondiali, dove le MotoGP arrivano ad una velocità di 323 km/h e frenano per 4 secondi, per poi entrare in curva a 136 km/h dopo aver percorso 243 metri.

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