MotoGP 2019, Jorge Lorenzo: "Spero che Marquez sia un compagno meno complicato di Rossi"

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Lorenzo fa il punto dopo i test in Qatar: "La potenza del motore Honda è buona. Sto abbastanza bene, considerando l’infortunio che ho avuto. Non sono il favorito per il Mondiale, ma tutti sanno che sono molto testardo. Spero che Marquez non sia un compagno più complicato di Rossi"

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Jorge Lorenzo ha partecipato a un evento organizzato da Europa Press all'hotel Hesperia di Madrid. È stata l'occasione per fare un bilancio dopo i tre giorni di test a Losail e per analizzare il momento dello spagnolo (soprattutto a livello fisico) in vista dell'inizio della stagione il prossimo 10 marzo proprio in Qatar.

L’infortunio alla mano sinistra

"Sto abbastanza bene, considerando l’infortunio che ho avuto. Ero preoccupato per il problema allo scafoide della mano sinistra, per questo abbiamo deciso di procedere con l’operazione. Per fortuna gli allenamenti sono andati bene, anche se ero molto teso. Ho vissuto un piccolo calvario con tutti questi infortuni, a partire dalla caduta ad Aragon. Ho passato quattro-cinque mesi senza potermi allenare al 100%, mi manca ancora il giusto ritmo".

Il favorito per il Mondiale 2019

"Siamo arrivati a un livello tale di competitività ed equilibrio che adesso è diventato molto difficile nominare un favorito. Non si può avere continuità per tutto l’anno. Vinci una gara, ma se poi ti distrai in quella successiva arrivi 10°. Io non sono il favorito, ma tutti sanno che sono molto testardo. Non sono l’unico pilota in grande di competere con Marquez per il titolo. Nessuno resta a guardare in MotoGP, quest’anno secondo me ci sono sei o sette piloti che possono vincere il Mondiale".

Il feeling con la Honda

"La potenza di base del motore è buona, siamo contenti. Qualunque pilota sogna di far parte della Honda. Questo team ha dei piccoli dettagli di qualità che si possono apprezzare solo da dentro".

Il rapporto con Marquez

"La maggior parte dei piloti ha due personalità. Una nel circuito e l’altra fuori dal circuito, con gli amici e la famiglia. È un mondo pieno di conflitti. Le persone che non prendono parte alle competizioni, da fuori, non possono capire. Spero che Marquez non sia un compagno più complicato di Rossi. Sfiderò un Marquez molto competitivo, ma in MotoGP tutto è possibile. Se non confermeremo i risultati positivi della Honda degli ultimi anni,  nessuno continuerà a chiamare me e Marquez il 'dream team'".

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