Superbike: la differenza la fa il pilota. E se ha la moto "buona" il binomio è perfetto

MotoGp

Max Temporali

Il weekend thailandese della Superbike ha confermato la superiorità di Bautista e della sua Ducati. Quanto è forte il talento dello spagnolo e quanto conta la potenza della V4R?

ROUND THAILANDIA: GARA-1 E GARA-2

LO SPECIALE SUPERBIKE

Vincere con distacco, sembra il peggior difetto della Superbike. Prima Rea, oggi Bautista, con la Kawasaki che era "troppa" e adesso tocca alla Ducati. La sua potenza e prepotenza sul dritto è indiscutibile, ma le piste hanno anche le curve e quanti sono i piloti capaci di sfruttarla? Questi campioni avrebbero meritato di correre nell’epoca scorsa, quando le gare si guardavano con grande ammirazione e si giudicavano con meno superficialità. Invece Alvaro e Johnny appartengano a un’era in cui il tifoso parla spesso senza sentimento, c’è meno capacità di emozionarsi e gli occhi non colgono la grandezza della prestazione. Una volta, piloti così, erano idoli indiscussi e si andava a cercarli nel paddock per avere un poster autografato. Chi tagliava il traguardo con distacco era considerato un fenomeno. Andate indietro di 20 stagioni, sul sito della SBK potete guardarvi le classifiche di una volta. Ricordiamo tutti i bei duelli di Bayliss ed Edwards, e non dimentichiamo certo le volate nella mitica Monza, ma in tanti hanno rimosso le gare "normali": a Misano vinse Corser con 11 secondi su Bayliss, ad Assen Haga con 6 su Yanagawa e a Phillip Island Gobert ne diede 29 a Fogarty e 41 a Guareschi, secondo e terzo.

Di gare così se ne sono corse tante e in qualunque campionato, perché così era lo sport e così, secondo me, rimane. E’ impossibile confezionare un prodotto ad hoc per alimentare lo spettacolo nelle corse, perché i più bravi vadano forte come quelli medi, o per livellare le moto migliori a quelle più lente. Sport e spettacolo seguono binari diversi che ogni tanto si incrociano, ma deve essere per “cause naturali”. Fino all’anno scorso Kawasaki era la moto di riferimento, ma solo con Rea. Ho fatto un rapido calcolo e in tutte le manche vinte da lui, ha rifilato un distacco medio di 7,4 secondi a Sykes, che è stato quasi sempre il secondo pilota Kawasaki più veloce in pista. Oggi il distacco minore che Bautista ha dato a un pilota Ducati, è di 25 secondi (Rinaldi in gara 1 in Australia). Quanto vale secondo voi la V4R e quanto il talento di Bautista con questa moto? Se non ci fosse lui, le prestazioni di Ducati sarebbero più "pacate", la velocità di punta non farebbe effetto e il primo settore del circuito thailandese, con tutti quei rettilinei, sarebbe meno selettivo. Al momento non sono convinto che qualunque pilota si metta sopra, riesca a farla volare. Vale anche per la Kawa di Rea, sia chiaro. Sono dell’idea che abbiamo corso su due piste particolari: Phillip Island è la preferita di Bautista, quella di Buriram è perfetta per la Ducati. I jolly più preziosi sono finiti per il Team Aruba e distacchi così pesanti probabilmente non ne vedremo più fino al Qatar. Intanto, applausi a chi sa fare la differenza in pista.

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