Moto3, GP Austin: risultati e tempi delle prove libere. 1° Fenati, 2° Suzuki, 3° Antonelli

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Paolo Lorenzi

L’ascolano in testa dal primo turno su un tracciato che sembra gradire in modo particolare. Alle sue spalle Suzuki e Antonelli (entrambi del Team Sic58), poi Dalla Porta che mette in guardia Masia, solo quindicesimo, e il capoclassifica Toba, ventitreesimo. Gara di MotoGP domenica alle 21: la diretta su Sky Sport MotoGP (canale 208) e Skysport.it

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"Palla in buca": se fosse una gara di golf, o una partita di biliardo, si griderebbe così. Ma ad Austin a finire in buca sono i piloti. A cominciare da quelli della Moto3 che hanno aperto il weekend texano, ritrovando condizioni di asfalto simili a quelle del 2018.  Gli avvallamenti, rimasti nonostante la fresatura effettuata in alcuni punti, hanno messo in crisi soprattutto i pesi leggeri. Difficile restare in traiettoria, per esempio alla curva 2, quando la moto scappa da sotto il sedere come un cavallo da rodeo. Fenati, con la sua guida decisa, in FP3 ha corso qualche rischio ma ha portato a casa il miglior crono al primo turno, davanti a Foggia che ad ogni buon conto gradisce molto la pista americana. Terzo Antonelli, ottimo inizio per i piloti italiani che abbiamo ritrovato davanti anche a fine giornata. Fenati è la lepre di questa primo giorno di prove libere, inseguito da Suzuki, pilota del team Sic58 che piazza anche l’ottimo Antonelli nella prima fila virtuale. Italiani, si diceva, in evidenza: importante vedere Dalla Porta subito davanti (col quarto posto) perché il pilota del team Leopard è secondo in classifica a soli tre punti da Toba (finito ventitreesimo) e per quattro davanti a Masia, al momento non pervenuto (col quindicesimo tempo è in Q2, ma a rischio di restarne fuori). Bene anche Arbolino, quinto, peccato invece per Migno a lungo davanti prima di scivolare a 3 minuti dal temine della FP2, slittando così al decimo posto. A tratti si sono visti davanti anche Dennis Foggia (undicesimo a fine giornata) e un sorprendente Celestino Vietti che al debutto sul complicato e impegnativo tracciato americano non ha faticato a capirne le traiettorie. Il diciottesimo tempo finale, tutto sommato, si può vedere in positivo.

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