MotoGP, le pagelle di Paolo Beltramo dopo il GP di Francia

MOTOGP

Paolo Beltramo

Marquez ha vinto dominando il GP di Francia e con lui la Honda è a quota trecento vittorie nella massima cilindrata. Dovizioso è a meno 8 dallo spagnolo ma deve unire alla costanza un pò di vittoria, mentre Valentino ha offerto il rendimento più alto in Yamaha

LA CLASSIFICA, MARQUEZ ALLUNGA

IL CALENDARIO: PROSSIMA TAPPA MUGELLO

MARQUEZ: di più, nessuno. Marc Marquez ha vinto dominando il GP di Francia, sua terza vittoria 2019. La Honda ha conquistato la sua trecentesima nella massima cilindrata. Suo fratello Alex ha vinto in Moto2, anche questo qualcosa di unico nella storia del mondiale. Insomma, esagerato, affamato, ingordo, goloso, unico capace di portare la sua moto lassù. In attesa di Lorenzo, la Honda è lui il che, per ora, basta e avanza.

DOVIZIOSO: la costanza come metodo. Dove poteva vincere, in Qatar, ha vinto. Dove doveva cercare di portare a casa punti senza rischiare l'errore, l'ha fatto. Andrea Dovizioso quest'anno è forse meno spettacolare, meno aggressivo, meno esagerato, ma senza errori, più redditizio: ha infatti ben 41 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Da qui in avanti deve ritornare a stare davanti a Marquez, ma la base è ottima, meno 8 ci sta ed è recuperabile, a patto di unire alla costanza un po’ di vittoria. È ora.

DUCATI: Desmosu ma non basta. A parte il povero Bagnaia, caduto, in complesso Ducati è la miglior moto dello schieramento: secondo Dovizioso, terzo Petrucci, quarto Miller. Nettamente meglio di Yamaha, stavolta anche di Suzuki. Però per stare davanti a Marquez ci vuole di più: la moto e il pilota da battere sono quel binomio lì, non gli altri.

ROSSI: come il mattone. Il miglior investimento sempre, da sempre: Valentino Rossi, alla fine cava il massimo dalla sua Yamaha anche nella giornata stortissima di Viñales e soltanto positiva di Morbidelli e Quartararo e offre il rendimento più alto e costante, anche se vorrebbe e meriterebbe di più, molto di più. Sveglia Yamaha, manca ancora qualcosa, come dimostra il capolavoro di coraggio e sicurezza fatto in Q1.

KTM: spunta. Tardiva, come questa primavera, come i fiori alpini, ma la KTM, almeno quella guidata da Pol Espargaro emerge, comincia a farsi vedere davanti, è in evidente progresso. Male invece Zarco per non parlare di Oliveira e Syahrin. Aspettando la guarigione di Pedrosa che dovrebbe portare esperienza e miglioramenti.

BALDASSARRI: tutto o niente. Il Balda è così: o vince o si stende. Che vogliamo farci, ognuno è fatto a modo suo. Nonostante tutto è primo in campionato davanti al tignoso Luthi per 7 punti. Il "professionista" della sostituzione Pasini si è steso come a Jerez coinvolto nella caduta del Balda. Alla fine il migliore dei nostri è Bastianini, settimo. Poca roba in una categoria che i nostri hanno dominato nelle ultime due stagioni.

MOTO3: troppi giù per terra, Antonelli e Suzuki (trionfatori di Jerez), fuori anche Foggia, Arbolino e Fenati. Meno male che di italiani ne abbiamo un sacco così Dalla Porta secondo, Migno quinto e Vietti settimo salvano la faccia ad un motociclismo italico che può e dovrebbe fare di più.

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