MotoGP, GP Silverstone (Gran Bretagna), le pagelle di Paolo Beltramo

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Paolo Beltramo

Parola d'ordine: imprevedibilità! Questo è il modo per battere Marquez e Rins l'ha trovato inventandosi una magia all'ultima curva dell'ultimo giro. Con l'uscita di scena di Dovizioso, la Ducati fatica a decollare. Yamaha scivola in classifica a dimostrazione del fatto che per avere una moto vincente forse dovremo aspettare l'anno prossimo

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Marc Marquez all’ultima curva dell’ultimo giro lo è decisamente. Insomma, il modo per batterlo, è farlo soffrire, stargli sempre addosso, replicare, pungolare, farsi sentire, tampinarlo fino alla fine, non fare mai ciò che vorrebbe tu facessi. Per battere MM93 bisogna arrivare a giocarsela all’ultima curva dell’ultimo giro e poi inventarsi una magia. Rossi ci era riuscito ad Assen 2015, Dovizioso l’ha fatto per ben 5 volte, adesso Rins. Il che significa che anche Lui ha un punto debole. Difficile però dire che sia una breccia in un muro, piuttosto la vedo come l’unica debolezza di uno che di solito non ama giocarsela fino alla fine, ma preferisce andarsene. Per ora ha ragione lui, anche perché così facendo finisce secondo e il mondiale diventa sempre più suo anche grazie alla sfortuna del Dovi. Però è un segno, una piccola speranza per ora, ma già il fatto che la tattica abbia fatto scuola, potrebbe portare a risultati maggiori. Come la goccia che buca la pietra. Chissà…? Per il momento con 78 punti di vantaggio e 7 gare alla fine, il mondiale sembra essere tutto suo, tanto da poter fare secondo sorridendo.

Il guizzo che mancava

Alex Rins ha portato per la seconda volta quest’anno la Suzuki alla vittoria. Ad Austin Marquez si era steso e ha vinto battendo Rossi in un bel duello. In Olanda e Germania due scivolate, due gare gettate. A Silverstone la conferma di una classe cristallina, di lucidità, freschezza fisica e mentale, coraggio, capacità di gestione della gara. Una conferma di quello che si era intravvisto, intuito, pensato. La reazione alla manovra di Marquez che avrebbe cercato di portarlo fuori, infilandolo all’interno è un capolavoro arrivato dopo averla subita al penultimo giro. Ha saputo utilizzare le sue gomme al meglio, facendo in modo che Marquez sfruttasse le sue un po’ di più. E complimenti anche alla Suzuki che ha sviluppato una moto che sembra essere la terza forza in campo piuttosto nettamente. Avesse 4 moto in pista ci sarebbe da ridere (Idea: prendere Zarco e schierare una moto in più?).

Target

Nel senso di obiettivo da colpire o danneggiare. Anche quest’anno Andrea Dovizioso non è riuscito a restare incolume tutta la stagione. Questa volta l’ha coinvolto in una sua caduta Fabio Quartararo e diciamo subito che è andata bene così. Col Dovi che, dopo aver perso memoria dell’accaduto e sentire dolori vari, la sera esce dall’ospedale di Coventry e torna a casa incavolato nero. E col francesino che dopo qualche mancamento esce pure lui dallo stesso ospedale senza conseguenze. Parte che entrambi potranno essere in sella a Misano nei test di questa settimana. Vista la dinamica è andata bene, benissimo. Stavolta il dio della moto era attento.
Ps. Quando cadi o fai un incidente in moto (in pista o per strada) e ti alzi incavolato vuol sempre dire che è andata bene, anzi, benissimo..

Meglio, ma non basta

Yamaha ha ancora una volta occupato la terza, quarta, quinta posizione. Un podio, insomma, con Viñales che ha recuperato sui primi fin quasi a giocarsi la vittoria e poi Rossi e Morbidelli staccati. Con Quartararo fuori subito, non possiamo avere un’idea totale della competitività Yamaha. Forse Fabio avrebbe potuto anche vincere, chissà, fatto sta che Rossi è partito bene e poi pian piano è stato staccato, Morbidelli ha eguagliato per la terza volta il suo miglior risultato (ma ora deve puntare a fare meglio di quinto, soprattutto in una gara con due sicuri protagonisti fuori subito), fatto sta che la Suzuki che aveva un solo pilota (Guintoli è un collaudatore, per quanto bravo, Mir era assente) ha vinto e Rins è terzo in Campionato, mentre Viñales ha passato Rossi nel monomarca Yamaha ed è quinto per 2 soli punti. Davanti ci sono Honda, Ducati, Suzuki. Tutti, insomma. Il che non è una novità, ma i progressi Yamaha ci sono e ci saranno anche se per avere una moto vincente ovunque e non soltanto da podio mi sa che dovremo aspettare l’anno prossimo.

Poca Ducati senza Dovi

Settimo Petrucci, ottavo Miller, undicesimo Bagnaia: davvero troppo poco per Ducati che è aggrappata al suo caposquadra e leader per ottenere qualcosa di adeguato. Petrucci dopo la vittoria del Mugello e il podio di Barcellona ha subito un’involuzione preoccupante. Miller passa da alti e bassi e scivolate. È migliorato, cresciuto, maturato, ma ancora ce ne vuole per essere stabilmente lassù. Bagnaia è un debuttante su una moto difficile e fa fatica. A questo punto vien da pensare a 2 cose. 1) Non aveva tutti i torti Gigi Dall’Igna a provare a riprendersi Lorenzo così in crisi con la Honda. 2) Ducati dovrebbe portare il Dovi in palmo di mano, fargli ponti d’oro, coccolarlo visto che da anni è sempre lui il migliore della casa e anche l’unico avversario credibile di Marquez. E poi, magari, cercare di capire meglio cosa sta succedendo a Petrux per riportarlo dove ha dimostrato di poter stare. Tanto lavoro, non soltanto per migliorare la moto.

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