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Inaugurato il museo Agostini: "Chiamatelo sala trofei"

MotoGp
©Getty

A Bergamo Giacomo Agostini svela i suoi tesori: "Dai caschi alle moto, passando per coppe e riconoscimenti, c'è tutta la mia storia"

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 15 Mondiali, 123 Gran Premi, 18 titoli italiani, 10 Tourist Trophy: è il numero di trofei che è riuscito a mettere in bacheca nella sua carriera uno dei miti del motociclismo, Giacomo Agostini. Da oggi sarà possibile goderseli dal vivo: a Bergamo è stato inauguato il Museo di "Ago". Anzi, il padrone di casa ci tiene a fare una precisazione: "Preferisco chiamarlo sala trofei, non museo... Avevo lasciato in una stanza coppe, riconoscimenti, occhiali, caschi, tutto ciò che avevo vinto, tutto ammucchiato. Ho deciso di mettere ordine e dopo 7 mesi ho completato il lavoro, come vedete".

Si tratta di una struttura privata, per visitarla bisogna contattare Villa Vittoria (Bergamo) e iscriversi a un pacchetto in cui è compresa anche la cena con il campione.

Dal passato al presente, una battuta su Marquez: "Vince perchè è lui, non deve dimostrare niente. Lasciare la Honda? E' trattato con i guanti bianchi e il tappeto rosso, non vedo perchè debba passare a un altro team. Io l'avevo fatto perchè il motore a 4 tempi era ormai agli sgoccioli, stava avanzando quello a 2 tempi, ho deciso di cambiare per cercare di vincere ancora. E ho fatto bene, perchè ci sono riuscito...". Impossibile, invece, correre con il fratello come hanno deciso di fare Alex e Marc: "Avevo paura, pensavo alla mamma, gli ho detto di cambiar mestiere, altrimenti l'avrei fatto io: non riuscivo a gareggiare con lui".