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Carlo Ubbiali, morto a 90 anni il motociclista ex pilota della MV Agusta

MotoGp

Si è spento a Bergamo, dove era ricoverato da inizio maggio per problemi respiratori, la leggenda del motociclismo italiano degli anni '50, uno dei più vincenti di sempre insieme a Valentino Rossi e Giacomo Agostini: conquistò 9 titoli mondiali (6 nella 125 e 3 nella 250) e 8 titoli italiani, vincendo 39 corse iridate su 74 disputate

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Il mondo del motociclismo saluta Carlo Ubbiali. Uno dei più grandi piloti italiani di sempre, capace di vincere ben 9 titoli mondiali negli anni ‘50, si è spento all’età di 90 anni nella sua Bergamo, dove era nato il 22 settembre del 1929, dopo essere stato ricoverato per quasi un mese a causa di problemi respiratori. "La volpe", come era chiamato dalla stampa dell’epoca per la sua caratteristica di studiare a lungo i suoi avversari prima di sferrare il finale e decisivo attacco, o "il cinesino", il nomignolo che gli era stato dato dai colleghi a causa della sua bassa statura e gli occhi leggermente a mandorla, è stato un vero e proprio dominatore della scena motociclistica degli anni ’50, durante i quali vinse ben 9 titoli mondiali, 6 nella 125 e 3 nella 250, di cui 8 con la MV Augusta, azienda motociclistica presso la quale iniziò a lavorare come meccanico nel 1948 e per la quale iniziò a correre. Impressionanti anche i numeri relativi alle vittorie e ai podi in relazione al numero di Gran Premi corsi: in sole 74 gare ufficiali disputate, Ubbiali riuscì a conquistare 39 vittorie, 68 podi e 34 giri veloci. Fenomenale, poi, il suo particolare score in Olanda, che gli valse anche il soprannome di "professore di Assen": in 9 delle 10 partecipazioni è sempre andato sul podio, con 4 vittorie, 4 secondi posti e un terzo posto tra le classi 125 e 250), tranne nel 1951 quando si ritirò nella gara delle 125.

Werner Haas, Rupert Hollaus e Carlo Ubbiali (sulla destra) prima del Tourist Trophy all'isola di Man nel '54 - ©Getty

Il ricordo di Agostini: "Sognavo di essere come lui"

"Ho un grande ricordo di Ubbiali, avevo 10 anni quando vinceva tutto e sognavo di diventare come lui un giorno. E' stato per me un esempio, un incentivo e una fonte d'ispirazione. Un punto e proprio punto di riferimento. Lui correva con la testa, da grande campione, con intelligenza e furbizia. All'epoca si vedeva poco in tv, leggevo le sue imprese sui giornali. Lo descrivevano con fosse un tutt'uno con la moto. Siamo accomunati dalla MV Agusta: quando ingaggiarono me chiesero informazioni sul mio conto a lui".

Rupert Hollaus, col numero 23, tallonato da Ubbiali durante il Tourist Trophy sull'isola di Man nel '54 - ©Getty