MotoGP, GP Austria: le pagelle di Paolo Beltramo

MotoGp
Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

In Austria è stata una domenica di tensioni e mille emozioni. I terrificanti incidenti in Moto2 e MotoGp, che potevano avere conseguenze tragiche, il successo di Dovizioso a poche ore dall'annuncio del divorzio dalla Ducati a fine stagione. Ecco il consueto appuntamento con le pagelle di Paolo Beltramo

VIDEO. INCIDENTE IN MOTOGP: PENALIZZAZIONE PER ZARCO?

Domenica Austria. Terrore, spavento, poi felicità. Gioia. Incredulità. Questa volta è andata non bene, ma benissimo. I due incidenti, quello di Bastianini-Syahrin-Pons in moto2 e quello tra Zarco e Morbidelli in MotoGP sono stati terribili. Vederli, rivederli e immaginare cosa avrebbe potuto accadere e per fortuna non è successo ci ha accompagnato ben più di ieri pomeriggio. Lo pensavo quando mi sono svegliato stanotte, lo sento adesso mentre scrivo ed è il giorno dopo: dentro un misto di ansia e gioia, di peso e leggerezza, di spavento e sollievo. Nonostante sia andata bene, c’è tutto questo dentro di me, ritornano ricordi tristi, devastanti, altri che sono sospiri di sollievo. Il motociclismo da corsa (e forse di più da strada) è questo: qualcosa di bellissimo che però comprende naturalmente nel suo essere questo lato cattivo. Ieri però gli dei della moto erano tutti ben disposti e attenti e ci hanno risparmiato il dolore, quello vero. I due incidenti sono molto diversi tra di loro: quello di Bastianini che viene sbalzato in aria dalla moto in accelerazione e resta, insieme il suo mezzo, lì in traiettoria è un classico, in pratica l’unico modo per farsi davvero male, di rischiare la pelle e difatti le ultime vittime sono state investite da altre moto. Quello di Zarco con Morbidelli invece non è normale. A oltre 300 orari non si frena davanti ad un pilota che ti sta seguendo e viene risucchiato dalla tua scia per impedirgli il sorpasso. Io sono intimamente certo che Zarco non lo abbia fatto volontariamente, ma che gli sia venuta così, spinto da una carica agonistica aumentata dal terzo posto di Brno. Deve essere così anche per via del suo modo di correre, perché altrimenti sarebbe un pazzo da radiazione immediata. Una gara di sospensione, comunque, io gliela rifilerei considerando anche che si correrà di nuovo lì. Ciò che non riesco ad immaginare è cos’hanno provato Valentino Rossi e Maverick Vinales che si sono visti (l’hanno visto davvero bene poi, nei replay tv) sfiorare da moto che viaggiavano a oltre 250 all’ora: proiettili da 150 chili o più. Insomma voto a come è andata a finire 10, e lode agli dei della moto. All’incosciente coraggio col quale Vale e Vinales si sono schierati per la seconda gara 10, e lode agli dei del coraggio e della follia che abitano le anime dei piloti.

 

Joan Zarco. Voto 2 d’incoraggiamento: si deve rendere conto che in pista esistono pure gli altri e imparare a pensare anche ad altro oltre che a guidare.

 

Andrea Dovizioso reazione nucleare. Dopo mesi (forse anche anni) difficili in Ducati, col suo ruolo di leader sempre messo in discussione, con l’eterno sottofondo di voci che parlavano di altri piloti, dopo molti litigi a fin di bene col responsabile tecnico Gigi Dall’Igna, il Dovi e la Ducati si sono detti basta. L’ha comunicato il pilota, ma ci sta che fosse una decisione, quella di smettere, presa oramai di totale accordo. Beh, vincere in una situazione così (certo su un circuito favorevole, ma Andrea mica è così stupido da dirlo dove sa che sarà in difficoltà) dopo un incidente come quello che sappiamo (e che ha visto in TV), con quella determinazione calma e sicura lo rende ancora più bravo. 10 e speriamo che basti.

 

Jack Miller pare essere stato stimolato dalla certezza momentanea di essere l’unico pilota ufficiale Ducati per il 2021 e ha tirato fuori una gara come dovrebbe fare sempre o quasi. Vediamo se la continuità partirà da qui. 8

 

Suzuki avanza. La squadra giapponese è molto meglio delle sue classifiche. Ieri Rins è caduto mentre lottava per vincere, Mir ha fatto secondo. Problemi fisici e di crescita hanno lasciato Suzuki fuori dai giochi importanti finora, ma da adesso ci entrerà. 9, dai un primo podio in MotoGP va sempre premiato, anche nei voti.

 

Brad Binder aveva vinto a Brno, arriva al Red Bull Ring da favorito con la sua KTM e cosa ti combina? Si qualifica 17°, cioè un disastro. Eppure, alla fine è 4°, primo delle KTM (autoesclusasi Oliveira e Espargaro), Bene, consistente e grintoso, ancora un po’ acerbo, ma sta maturando. 8

 

Valentino Rossi dopo aver visto una moto passargli davanti al naso e un’altra sorvolarlo di poco ottiene un dignitosissimo quinto posto, è il migliore delle Yamaha con Morbidelli fuori gioco, Quartararo con problemi di gomme (ma dov’è finito il fenomeno delle due prime gare?) ottavo, mentre Vinales con la frizione che slitta in partenza e poi si sistema raffreddandosi, finisce decimo. Insomma VR46 miglior Yamaha, e soprattutto veloce come i primi ma troppo lontano per andare a prenderli. Deve partire più avanti, qualificarsi meglio. Ma da quando in Yamaha seguono le sue indicazioni c’è anche lui. Come volevasi dimostrare: 9.

 

Di Jorge Martin (10) hanno sempre parlato bene in tanti. Ora è arrivata un’altra conferma: con la bella vittoria Austriaca nella lotta per il mondiale c’è anche lui. Ora è terzo, davanti a Lowes e Nagashima e dietro a Luca Marini(8) ed Enea Bastianini (4). Luca ha gestito facendo secondo, una gara impossibile da vincere, la Bestia ha fatto un errore ed è caduto rischiando molto, ma è ancora lì a 5 punti, secondo in classifica. E la Rivincita è domenica. 

 

In Moto3 niente da fare: pare proprio sia l’anno di Albert Arenas (10) che con 3 primi, un secondo e uno zero domina la classifica davanti al britannico McPhee. Il primo dei nostri nel mondiale è Celestino Vietti, sesto a 54 punti di distanza da AA, che sembra una pila inesauribile.

 

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