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SBK Aragon, il bilancio del weekend: la pietra miliare di Rea, gli Up & Down

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Edoardo Vercellesi

Dalle cento (e una) vittorie di Rea ai podi di Lowes, dai singhiozzi Ducati ai passi avanti di BMW, tracciamo il bilancio del primo round del Mondiale 2021

LO SPECIALE SUPERBIKE

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L’attesissimo ritorno della Superbike ha regalato spettacolo nella cornice di Aragon, rimescolando le carte con la pioggia di domenica. Kawasaki e Ducati si sono spartite i successi in un weekend che ha premiato principalmente la casa di Akashi, regalando peraltro la centesima e la centunesima vittoria nella top class a Jonathan Rea. In attesa di replicare questo fine settimana a Estoril, vediamo chi si è messo in evidenza e chi invece ha faticato nel primo round del 2021.

UP

 

Jonathan Rea – Osservando l’entry list del campionato il livello medio di piloti e squadre appare sempre più alto, con tante moto ufficiali e con team indipendenti all’altezza della situazione. Al crescere della concorrenza, però, sembra che un elemento rimanga costante: la superiorità di Rea in sella alla sua Kawasaki. L’ultimo, attesissimo aggiornamento della ZX-10RR non ne ha intaccato i punti di forza e anzi, ha consegnato nelle mani del nordirlandese un’arma ancor più affilata. Il bottino del weekend è di due vittorie e un secondo posto da pesare sulla bilancia della scelta delle gomme. Già dai test si era capito chi fosse il favorito per il titolo e il round di Aragon, pur essendo solo il primo di tredici, sembra confermarlo. Come se non bastasse, per il pilota di Ballymena è arrivata anche la tanto attesa centesima vittoria in Superbike.
 

Alex Lowes – Lo scorso anno partì a spron battuto a Phillip Island con una vittoria e la leadership in classifica; quest’anno l’Australia non c’è e nemmeno la prima posizione nella generale, ma il weekend dell’inglese è di indubbia qualità: due volte secondo e poi terzo in Gara 2, sempre alle spalle di Rea. A Lowes non si chiede di stare davanti al compagno di squadra (almeno non sempre), ma le due Kawasaki hanno dimostrato costanza di rendimento e ottima flessibilità in tutte le condizioni, permettendo anche ad Alex di esprimersi su altissimi livelli.
 

BMW – Tom Sykes e Michael Van Der Mark chiudono quattro gare su sei ampiamente in top-10, dimostrando che finalmente in casa BMW qualcosa si muove nel verso giusto. L’introduzione della nuova M1000RR ha portato una ventata di ottimismo e un sensibile incremento nelle prestazioni: il motore spinge forte e globalmente la moto sembra avere più potenziale. Per fare un paragone, il rendimento delle BMW nel weekend di Aragon è stato certamente superiore a quello delle Honda e non troppo distante da quello delle migliori Yamaha. 

DOWN

 

Michael Ruben Rinaldi – L’avventura del romagnolo nel team ufficiale Aruba Ducati inizia in salita, sul tracciato che lo scorso anno lo vide vincere. In un fine settimana altalenante per tutte le Panigale V4R factory (salvato dal successo di Redding domenica pomeriggio), Rinaldi non va oltre il settimo posto di Gara 1 e manca la zona punti nelle altre due corse. In Gara 2 rientra al box per montare le slick al termine del giro di ricognizione: la scelta è sensata, ma il sorprendente rendimento delle intermedie degli altri gli impedisce di recuperare il tempo perso. Estoril arriva al momento giusto per provare a invertire subito la tendenza.

Jonas Folger – Dopo le prestazioni nei test ci si aspettava che il tedesco potesse essere quantomeno una carta da top-10, ma l’impatto con il campionato si rivela più tosto del previsto. La scelta coraggiosa di montare le slick in Gara 2 paga e gli permette di agguantare l’ottava piazza in rimonta, a un’inezia dal sesto posto di Razgatlioglu. Quegli otto punti in classifica, però, rimangono gli unici di un weekend anonimo.

Honda – HRC e tutto il paddock si aspettano un salto di qualità nel 2021, ma il primo round stagionale non è dei più proficui. Sfortunatamente un problema tecnico causa la caduta di Alvaro Bautista mentre lottava per la quarta posizione in Gara 1; lo spagnolo chiude poi settimo in Superpole Race e undicesimo in Gara 2. Per Leon Haslam il bottino parla di un ottavo posto in Gara 1 e di due zeri (decimo posto in SP Race, caduta in Gara 2).