Superbike in Portogallo: il bilancio di Portimao

Superbike

Edoardo Vercellesi

Guerra di nervi per il Mondiale: Rea cade due volte, ma una scivolata di Razgatlioglu lo tiene in corsa. Redding e Baz consistenti

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Il trittico iberico del mondiale Superbike va in archivio con la tappa di Portimao, terzultimo appuntamento di una stagione che non vuole saperne di scrivere la parola fine. Già, perché se dopo le due scivolate di Jonathan Rea tra Gara 1 e Superpole Race la corsa al titolo sembrava compromessa, ecco che la sfortuna di Toprak Razgatlioglu tende una mano al nordirlandese. A inizio weekend tra i due c’erano venti punti in classifica, ora ce ne sono ventiquattro e tutto può ancora accadere. Tracciamo un bilancio del fine settimana portoghese, prima di imbarcarci nella doppia trasferta extraeuropea che chiuderà i giochi.

UP

Toprak Razgatlioglu - Nuovamente in pole position, nuovamente in cima al podio sabato (con tanto di scenetta "fuori dal personaggio" e accuse di troppa aggressività). La domenica invece è meno positiva, con il sesto posto nella gara sprint bagnata e la caduta in Gara 2 causata dalla rottura del parafango. I tre "zeri" archiviati in stagione non sono frutto di suoi errori e questo dice molto sulla crescita di Razgatlioglu. Il giudizio sulla sua condotta in pista è per forza di cose soggettivo, il ruolo di favorito per il titolo è un dato di fatto.

Toprak

Scott Redding – Tre secondi posti, per sua ammissione ancora una volta inattesi. In Gara 1 perde il corpo a corpo con Razgatlioglu, nelle gare di domenica non ha il passo di Van Der Mark (alla prima vittoria con BMW in SP Race) e Rea. Esce da Portimao con la soddisfazione di aver archiviato più punti di tutti, ma con meno passaggi a vuoto sarebbe ancora più vicino alla lotta per il titolo: ora è a cinquantaquattro punti dalla vetta e la matematica lo tiene ancora in corsa.

Baz

Loris Baz – Dieci giorni fa scopriva di dover correre a Jerez, questo weekend porta tre volte a podio la Ducati del team GoEleven. Per la verità il terzo posto di Gara 2 gli viene tolto (a favore di Locatelli) per il contatto che causa la caduta di Bautista, ma il pilota stesso ha annunciato che è stato presentato un ricorso. In ogni caso, lo spilungone francese dimostra inequivocabilmente di essere materiale da mondiale, anche bello pregiato.

DOWN

Jonathan Rea – A Portimao ha sempre fatto la differenza e anche questo weekend è velocissimo, come dimostrano le prove e la vittoria di Gara 2, ma per recuperare terreno su un Toprak infallibile esagera e cade due volte. Lo zero del turco domenica pomeriggio gli consente di limitare i danni, ma la sfida con la coppia Razgatlioglu-Yamaha ha portato nordirlandese al limite a livello tecnico e mentale. L'impressione è che, tra i due contendenti al titolo, Rea sia quello con le armi meno affilate.

Rea

Garrett Gerloff – Completa il miglior weekend dal dopo Assen (sesto, ottavo e quinto), ma per il passo mostrato in gara poteva raccogliere persino di più. Il valore del pilota non è in discussione e si lavora per ritrovare la costanza di rendimento: per sua stessa ammissione, durante il fine settimana alterna una serie di giri velocissimi ad altri in cui si "perde". La sua è una “bocciatura” di incoraggiamento, un rinvio al 2022.

Honda

Honda – Le CBR mostrano sprazzi di potenziale per tutto il weekend, ma non raccolgono quanto seminato. Haslam non sfrutta la chance di podio nella SP Race bagnata: prima perde terreno per la caduta di Rinaldi, poi torna su furiosamente ma scivola due volte. Peccato anche per Bautista che raccoglie due zeri in luogo di due potenziali terzi posti (in Gara 1 per la scivolata all’ultima curva, in Gara 2 per il contatto con Baz). La crescita mostrata da HRC nelle ultime settimane è comunque innegabile.

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