MotoGP, l'eredità di Valentino Rossi nelle parole di Pecco Bagnaia

MotoGp

Ludovica Guerra

Mancano solamente tre gare alla fine della stagione della MotoGP e all'addio di Valentino Rossi dopo 26 stagioni. L'auspicio di Pecco Bagnaia è quello di poter ereditare la capacità del Dottore di trasmettere passione, nella consapevolezza della difficoltà di poter ripetere tutte le sue imprese sportive

Siamo arrivati al gran finale di stagione: il Motomondiale ha davanti ancora le gare di Misano, Portimao e Valencia e il momento dell’addio di Valentino Rossi che segnerà un’era della MotoGP è vicino. 

 

Il Dottore lascia dopo 26 stagioni, 115 vittorie e 235 podi. Non solo campione delle due ruote ma anche della comunicazione e del grande pubblico. Per lui è nato il "popolo giallo" che ha riempito e colorato i circuiti di tutto il mondo. Una carriera, quella del pilota di Tavullia cresciuto tra kart e minimoto, che ha segnato il tempo per entrare nel mito. Nostalgia e curiosità fanno da padrone nel paddock in questo momento.

 

Potrà davvero esserci un erede di Valentino Rossi?

Pecco ha dichiarato che gli piacerebbe ereditare la sua capacità di trasmettere passione, anche se ripetere quello che ha fatto Vale è impossibile.

 

Si dice che tre indizi facciano una prova ma nel caso di Bagnaia ne bastano anche due, come le vittorie consecutive ad Aragon e a Misano senza dimenticare quell’abbraccio a fine gara con Valentino Rossi: un passaggio di consegne in piena regola, il re e il suo successore. Dal popolo giallo alla Pecco mania, questo quello che si augura il pilota torinese per trasmettere quell’amore consumato a tutta velocità sulle due ruote nell’abbraccio di un pubblico appassionato. In questa atmosfera, c’è il sogno di un ragazzo italiano che porta lontano.

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