MotoGP, il dominio assoluto di Bagnaia nel GP dell'Algarve

MotoGp

Michele Merlino

Le statistiche del GP dell’Algarve non possono che essere a senso unico. Pecco Bagnaia registra per la prima volta in carriera il Grande Slam con pole, vittoria, giro veloce, tutta la gara in testa. Una prestazione che non lascia scampo agli avversari, destinati alla seconda piazza in tutte le graduatorie che contano.

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Quello del dominio, più o meno assoluto, sta diventando un marchio di fabbrica per Bagnaia, il cui ruolino di marcia delle vittorie è impressionante. Ad Aragon e San Marino, i suoi primi due successi, aveva ugualmente registrato pole, vittoria e tutto il GP in testa (senza il giro veloce però...) e nel GP dell’Emilia Romagna era lanciato verso il Grande Slam, quando è incappato nella caduta. In altre parole, in quattro delle ultime 5 gare è sempre rimasto in testa fino a quando è stato in pista: gli manca Austin, in cui Marc Marquez ha preso il suo posto, conducendo dall’inizio alla fine.

Ducati super come ai tempi di Stoner

 

Sono prestazioni stellari che in Ducati non si vedevano da moltissimi anni. L’ultimo pilota a registrare un Grande Slam per il team italiano non è stato Dovizioso, contendente al titolo dal 2017 al 2019, non è stato il pluricampione Lorenzo, bensì Casey Stoner, nel lontano 2010 a Phillip Island.  Con le tre vittorie restando sempre in testa quest’anno (Aragon, San Marino, Algarve), eguaglia il bottino di Franco Morbidelli del 2020, ed evidenzia un modo diverso di correre rispetto al passato. Il pluricampione di tutti i tempi, Valentino Rossi, solamente tre volte (su 89) ha vinto restando sempre in testa: Estoril 2004, Jerez 2007 e 2016. Riguardo a Rossi, Bagnaia lo ha eguagliato al sabato, registrando la sua quinta pole di fila, miglior sequenza nella carriera di Valentino, messa a segno da Suzuka al Mugello nel 2002 e da Sepang 2003 a Jerez 2004.

Appuntamento a Valencia

Ora l’appuntamento è a Valencia: con una sesta pole di fila Pecco eguaglierebbe la miglior sequenza “ufficiale” per un pilota italiano. La MotoGP infatti considera le pole solo dal 1974, e da allora c’è solo una sequenza da 6 , firmata da Marco Lucchinelli nel 1981, da Monza ad Imola. Andando a spulciare negli archivi, ovviamente spunta il nome del leggendario Giacomo Agostini e la sua MV Agusta. È ragionevole pensare che in annate come il 1971, quando vinse tutte le gare a cui partecipò (8 su 11) con un margine di almeno 28 secondi, Ago abbia anche conquistato tutte le pole. Un indizio? Nella prima gara stagionale, in Austria, Ago mise a segno il miglior tempo in qualifica con un margine abnorme di quattro secondi e due sul secondo, Eric Offenstadt. Per fare un paragone, a 50 anni di distanza, in questo GP dell’Algarve Pecco ha registrato la pole con un decimo su Jack Miller e, tra il primo e l’ultimo in griglia, la differenza è stata soltanto di un secondo e due decimi.

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