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MotoGP. Bagnaia, Quartararo ed Espargaró: i loro punti di forza in Thailandia

MotoGp

Paolo Lorenzi

I team della MotoGP hanno corso solo due volte a Buriram, nel 2018 e nel 2019, prima del lungo stop a causa della pandemia. I dati a disposizione sono pochi e le moto sono cambiate molto da allora. Vediamo pertanto come arrivano i tre piloti in lotta per il titolo al GP Thailandia, provando ad analizzare quali possono essere i loro punti di forza e i loro punti deboli su questo tracciato

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Il circuito di Buriram è un'incognita. La MotoGP ha corso solo due volte in Thailandia, nel 2018 e nel 2019, poi due anni di assenza causa pandemia. I rapporti di forza nel frattempo sono cambiati, così come le moto in gara. Ecco perché il pronostico resta aperto. Il risultato dipenderà molto dalle condizioni meteo, che potrebbero ricalcare quelle del Giappone. Quali sono allora i punti di forza e le debolezze dei maggiori pretendenti al titolo, Quartararo, Bagnaia e Aleix Espargaró?

Quartararo, il problema è la velocità

Per il francese, leader del Mondiale, la velocità resta l’handicap maggiore. "Il primo e il secondo settore del tracciato sono i più difficili per noi per via dei grandi rettilinei". Ma nella parte guidata Quartararo può contare sulla maneggevolezza della sua M1. "Con il nuovo telaio siamo più forti, è un vantaggio, ma più di tanto non possiamo fare, soprattutto nei sorpassi". Fabio resta comunque ottimista, perché su questa pista la Yamaha è andata a podio due volte su due, con il solo Vinales il primo anno e anche con il pilota francese la seconda volta. "Di sicuro dobbiamo fare del nostro meglio, ma qui possiamo fare dei buoni risultati".

Bagnaia, l'enigma della pioggia

La Ducati vanta un secondo posto alle spalle di Marquez nel 2018, ma la Desmosedici di oggi è molto diversa. "Questa pista è buona per noi - spiega Bagnaia -, sopratutto il settore 1 (grazie alla potenza della Ducati, ndr), ma il settore 3 è il più problematico per noi, nel 2019 perdevamo tempo, ma la nuova carena ci aiuterà in questa parte del tracciato". E se dovesse piovere? L’esperienza delle prove in Giappone ha fatto scattare un campanello d’allarme nel box del pilota piemontese che tuttavia resta fiducioso. "Quest’anno abbiamo girato poco sul bagnato, a Motegi avevo poco feeling, ma abbiamo delle idee per recuperare la sensibilità con la pioggia".

La prudenza di Aleix Espargaró

Infine Aleix Espargaró, dei tre il più prudente. "Non so che cosa aspettarmi, mi ricordo poco di questo circuito", ma l’Aprilia di quest’anno si è dimostrata competitiva in quasi tutte le piste. E se dovesse piovere? "Spero in un gara asciutta, ma in Giappone ero molto veloce sul bagnato. E quindi la pioggia sarà un’ottima opportunità per me". Rispetto ad altri tracciati, lo si è visto in passato, quello thailandese amplifica pregi e difetti di ciascuna moto, la velocità della Ducati nel lunghi rettilinei, la maneggevolezza della Yamaha nella parte più guidata. La sintesi la trova lo spagnolo: "Con il livello attuale della MotoGP tutto può succedere". Pronostico incerto, dunque, quanto di meglio per lo spettacolo.