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Di Giannantonio e il ritiro nella Sprint: "La moto bruciava, impossibile continuare"

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Il pilota del team Pertamina VR46 ha spiegato il motivo del suo ritiro dopo 11 giri nella Sprint Race: "Il passo non era male, ma la moto bruciava dall'inizio. Non mi era mai successo prima. Sappiamo che non si è trattato di un problema tecnico, dobbiamo capire perché è successo. Era impossibile continuare a guidare, anche altri piloti si sono lamentati per il caldo, ma per me è stato come l'inferno da subito"

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Ritiro nella Sprint Race per Fabio Di Giannantonio che è rientrato ai box dopo 11 giri. Il pilota del team Pertamina VR46, al termine della gara del sabato, ha spiegato il motivo del suo rientro anticipato ai box: "Il passo non era male, ma la moto bruciava dal primo giro. Mi bruciavano sia le mani che le gambe, non mi era mai successo prima. E verso la fine non ce la facevo più". 

Di Giannantonio immortalato al box VR46 nel sabato di Buriram

"Come l'inferno"

Sulla sua moto, però, non è stato rilevato alcun problema tecnico: "Sappiamo che non è stato un problema tecnico. Dobbiamo capire perché sia capitato a me e non agli altri piloti Ducati. Anche loro si sono lamentati per il caldo, ma per me era è stato come l'inferno, mi sono anche spaventato perché avevo paura che la moto potesse prendere fuoco. Ho molta fiducia nella squadra e sono convinto che troveremo un modo per sistemare la situazione". In chiusura Diggia parla delle sue condizioni di salute: "Non sono fantastiche, così come non lo erano ieri. Dopo un inverno in cui non ho avuto modo di lavorare con il mio capo tecnico e il mio elettronico, non mi sarei aspettato di essere solo a 4 decimi dalla pole. Con la spalla in queste condizioni devo esserne veramente orgoglioso. Mi sto comunque abituando al dolore anche se non sono al 100%".

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